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Salute

La meglio

MINESTRA DI POMODORO E LEGUMI
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Tipo ricetta: Minestre e zuppe
Autore: Anonimo
Tempo preparazione: 30 mins
Tempo cottura: 25 mins
Tempo totale: 55 mins
Porzione: per 4 persone
La ricetta proposta oggi è un classico della cucina sana equilibrata e promossa a pieni voti nella tavola come per il diabete. Infine sempre sempre per soffermarmi nell’intreccio alimentazione a stagione: è ideale per il periodo più freddo dell’inverno. Come potete leggere dai valori nutrizionali ha tutti i numeri al posto giusto: ricca di fibre, grassi insaturi e il giusto apporto di carboidrati e zuccheri. Allora cosa resta da dore ancora? Spero vi piaccia e buona degustazione!
Ingredienti
  • pomodori g 600
  • orzo g 150
  • lenticchie g 100
  • mezza cipolla bianca
  • concentrato di pomodoro
  • aglio
  • basilico
  • brodo vegetale
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • pepe
Istruzioni
  1. Dopo aver tenuto le lenticchie in ammollo per circa 2 ore e prelessato l’orzo per 15′, prepariamo la minestra. Sbollentatiamo i pomodori, spelliamoli, svuotiamoli dei semi e tagliamoli a spicchi. Affettiamo a velo la cipolla, tritiamo uno spicchietto d’aglio e soffriggiamo il tutto in una casseruola con un filo d’olio e la polpa di pomodoro; dopo alcuni minuti uniamo un cucchiaino di concentrato, le lenticchie ammollate, l’orzo prelessato e risciacquato, un litro di brodo vegetale, sale e pepe; incoperchiamo, facciamo cuocere la minestra a fuoco medio per 25′, quindi serviamola con basilico fresco tritato e un filino d’olio crudo.
Dose per persone: 225 g Calorie: 272 Grassi: 6g Grassi saturi: 0 Grassi insaturi: 6g : 45g Zuccheri: 35g Fibre: 10g Proteine: 11g Colesterolo: 0

Ottenere il massimo dal nostro glucometro per fare un test della glicemia con precisone

Desidero con una certa regolarità riprendere alcune semplici raccomandazioni tese a mantenere giusta la rotta del nostro diabete.E ‘importante testare la glicemia accuratamente in modo da poter gestire i livelli di glucosio nel sangue. Mantenere la glicemia sotto controllo ti aiuta a sentirti meglio e riduce il rischio di danni come: cecità, malattie renali e nervose.

Sebbene la misurazione della glicemia è semplice da utilizzare, alcune cose possono andare storte. Allora ecco qualche suggerimento per ottenere risultati più accurati dal nostro glucometro.

Prepararsi alla prova

Leggere e conservare le istruzioni per lo strumento e le strisce reattive.

Fare pratica con utenti esperti di glucometro, un operatore sanitario: non avere paura di porre domande! Lavarsi sempre le mani prima: anche piccole quantità di cibo o di zucchero sulle dita possono influenzare i risultati. Leggi la confezione delle strisce reattive per assicurarti che le strisce funzionino con lo strumento. Non utilizzare le strisce reattive da una confezione rotta o danneggiata. Non utilizzare le strisce reattive che hanno superato la data di scadenza.

Assicurati di aver inserito il corretto codice di calibrazione (se lo strumento ne richiede uno).

Le strisce possono sembrare simili, ma non sono tutti uguali, sono strumenti delicati hanno spesso rivestimenti chimici specifici, una striscia non idonea anche se entra nella fessura del glucometro può dare risultati errati.

Test della glicemia

Utilizzare giusta quantità di sangue. Se non c’è abbastanza sangue sulla striscia reattiva, lo strumento non riesce a leggere il livello di glucosio con precisione. Ripetere la prova in caso di dubbi.

Lasciamo che il flusso di sangue fuoriesca dal polpastrello liberamente: non stringere le dita, comprimendole si possono compromettere i risultati. Verificare che la striscia sia inserita bene nella fessura dell’apparecchio e mai riutilizzarla. Cambiare sempre la lancetta pungi dito ad ogni test, mai riutilizzare la stessa perché può falsare il risultato ed essere foriera d’infezioni.

Manutenzione del glucometro

Mantenere lo strumento pulito. Prova e calibrare il glucometro regolarmente con l’apposita soluzione di controllo. Tenere le batterie cariche e averne sempre una quantità di riserva pronte da sostituire in caso di necessità. Conservare lo strumento e le forniture in modo corretto: calore umidità possono danneggiare le strisce reattive. Chiudere subito il tappo del flacone subito dopo aver prelevato una striscia reattiva.

Prendete lo strumento con voi quando visitate il vostro medico in modo da poterlo confrontare con i risultati di laboratorio.

Parlate con il vostro medico o contattate il produttore tramite il numero verde o ordimario dell’assistenza se si hanno problemi con glucometro.

Nota sui test da siti alternativi

Alcuni misuratori della glicemia possono utilizzare campioni di sangue dal braccio, avambraccio, base del pollice, o della coscia. Ma occorre essere consapevoli del fatto che i livelli di glucosio nel sangue da questi siti non possono essere sempre più accurate della lettura dalla punta delle dita. Risultati dai siti alternativi differiscono da quelli presi dai polpastrelli delle dita in quanto i livelli di glucosio da quei punti cambiano rapidamente: come dopo un pasto, dopo l’assunzione di insulina, durante l’esercizio fisico o si è malati, sotto stress. Utilizzare il sangue dal polpastrello del dito piuttosto che da un sito alternativo, se: si pensa che la glicemia è bassa, non si hanno sintomi di regola quando la glicemia è bassa, o come ci si sente non corrisponde ai risultati dal sito alternativo.

Attenzione: non tutti i glucometri possono usare il sangue dai siti alternativi. Consultate il manuale del vostro apparecchio in proposito. Il test da sito alternativo non è per tutti. Parlate con il vostro medico prima di provare da un sito diverso dalla punta del dito, riconoscendo glicemia alta e bassa Alcune persone hanno sintomi riconoscibili della glicemia alta o bassa e altri no. L’unico modo affidabile per saperlo e testarlo mediante l’autocontrollo con il glucometro.

Per finire

Quando la glicemia è bassa, ci si può sentire debole, traballante, avere vertigini e confusione. Si può iniziare a sudare come avere mal di testa o cambiare comportamento all’improvviso.?Quando la glicemia è alta, i sintomi possono essere simili a quando il livello di glucosio nel sangue è basso. Si può avvertire vertigini o mal di testa, aver sete o un bisogno urgente di urinare. Ma molte persone non hanno sintomi con bassi o alti livelli ematici di zucchero. Altre persone hanno sintomi che cambiano nel tempo, in modo che non li riconoscono. Spesso in pazienti anziani o in persone che hanno avuto il diabete 1 da molti anni smettono di avere sintomi, o comunque riducono fortemente la loro sensibilità.?I glucometri ad impiego domiciliare non sono perfetti. Sebbene le misurazioni della glicemia sono generalmente affidabili e aiutano a gestire il diabete, non sono perfette. La tecnologia utilizzata utilizzata nei glucometri ad uso domestico per il controllo e misurazione della glicemia non è così precisa come le prove effettuate in un ospedale o da laboratorio. Il misuratore di glucosio nel sangue può dare una lettura errata se si è disidratati, si sta andando in shock, o abbiamo alto numero di globuli rossi (ematocrito). Anche un basso livello di glucosio nel sangue può causare una lettura errata.?Se si sospetta il livello di glucosio nel sangue è troppo basso, alto, chiamare il medico o andare al pronto soccorso subito … anche se il glucometro mostra che tutto va bene.

Scotta!

Pochi lo sanno e ancor meno i diabetici: lo stato d’Israele è uno dei principali giacimenti mondiali nella ricerca e produzione biomedica a favore del diabete. E scavando tra le pieghe informative ho trovato questa interessante chicca circa uno strumento in fase ancora di studio: si chiama (al momento) InsuPatch, un congegno pensato sia per il microinfusore che iniezione tradizionale. Come si sa il caldo fa bene al diabete, non se è capitato di notare, stando per molto a tempo a mollo nell’acqua calda, che la glicemia comincia a scendere: quando la pelle si riscalda i vasi sanguigni si espandono favorendo la circolazione e incrementando l’impatto dell’insulina così da determinare l’abbassamento dei livelli dello zucchero nel sangue. I dati del primo studio clinico sull’efficacia e sicurezza del congegno, resi noti dal dalla Fondazione per la Ricerca sul Diabete Giovanile – JDRF – riportano che l’azione dell’insulina ha registrato un aumento del 30% in 51 pazienti durante la prima ora. Attualmente lo strumento si trova nel pieno della seconda fase dello studio clinico su 100 pazienti e dovrebbe essere terminata per il prossimo aprile.

InsuPatch nel caso del microinfusore funziona come un set d’infusione tradizionale, tranne che include un elemento di riscaldamento tale da scaldare la pelle attorno al sito d’applicazione a 38-39° gradi per aiutare l’assorbimento più veloce ed efficiente, Dura tre giorni ii uso continuo, e si collega al microinfusore con un adattatore. Invece per quanto riguarda gli utilizzatori della penna o siringa viene applicato un gel riscaldante prima dell’iniezione. Una volta definita l’efficacia della strumentazione appare evidente come il suo impiego nell’iniezione dell’insulina basale oppure in presenza di cattivo assorbimento della stessa, per fare alcuni possibili esempi.

Con le strumentazioni in corso d’opera occorre essere sempre prudenti e sorgono spontanee tante domande dubbi del tipo: è accettabile confortevole il riscaldamento della pelle, oppure rischia di provocare eritemi, abrasioni? L’elevazione della temperatura nel punto d’iniezione non rischia di abbassare la qualità dell’insulina iniettata? A questi interrogativi non si è trovata risposta. Circa la sua fattibilità resto scettico ma l’idea è originale e valeva la pena riportare l’informativa.

Ah dimenticavo un dato importante: l’azienda in questione si chiama Insuline con relativo link cui potete dilettarvi per trovare altre suggestioni.

Fare la differenza

Rifletto da diabetico quale sono delle costanti informazioni presenti ogni giorno su cosa bolle nella pentola delle diabete e cosa i vari cuochi (ricercatori, specialisti d’ogni ramo e nazione) stanno sperimentando o preparando per gli astanti del futuro, a me non importa cosa ne viene ma ciò cui tengo è che la strada non resti sbarrata e la fiducia non tramonti mai verso un domani costruito dai nostri oggi. L’uomo, il suo destino, è di essere perfettamente insoddisfatto di se stesso e di quanto lo circonda. E proprio qui risiede la sua bellezza. Penso: 90 anni or sono vene realizzata l’insulina dall’uomo e grazie a quella grande realizzazione tanti esseri umani sono vissuti e possono, potranno continuare a vivere. Nonostante questo grande passo non ci si è fermati, anzi la medicina, la scienza ha continuato e procede ogni giorno verso nuove conquiste e cure per i mali che ci colpiscono. La forza risiede proprio nella costante ricerca frutto del bisogno di migliorarsi e crescere nelle nostre conoscenze, e questo rende ogni giorno possibile cose e situazioni un tempo inimmaginabili. A fronte di cotanta evoluzione il contrappasso umano segna come ancora molti diabetici di tipo 1, anzi la maggioranza assoluta, ma poi il genere fa poca differenza, sono fuori da ogni controllo e rigettano il medesimo, salvo arrivarci quando suona il famoso allarme rosso. Intendo controllo sia medico che della glicemia e altri parametri clinici, come una noncuranza, trascuratezza nella somministrazione quotidiana dell’insulina. Cosa c’è dentro al ventre del malessere diabetico? Non l’accettazione della malattia medesima bensì altro: la volontà di guardare avanti e sentirsi imbrigliati tra lacci e laccioli.

Ancora una volta è di fronte all’evidenza di questo dato sommerso cui dobbiamo fare i conti e confrontarci. Dico sommerso perché manca una dato attendibile circa l’omessa cura da parte dei diabetici stessi, e le cifre fornite sono tutte approssimative per difetto. Si dirà: una volta che lo sai cosa ci fai? L’ignoranza crea mancanza senza la quale il divario avanza e diventa sempre più incolmabile, manifestare attenzione e fare azione per il recupero delle “pecorelle smarrite” serve anche, tra le altre cose, a ridurre l’impatto sociale ed economico della spesa sull’erario: e vista la situazione non mi pare poco.

Strategia d’uscita

Gli effetti sono come gli affetti più ti affretti e meno resistono col tempo e così il diabete dimostra tutta la sua portata virulenta proprio a causa della sua virulenza dimostrativa nelle fasi di interazione con i processi infiammatori interni al corpo umano, è evidente la commistione tra stato di malattia nella malattia e come questo, se non preso nelle dovute misure, crea un effetto domino per cui si rischia di perdere non il compenso ma il controllo del fattore glicemico con ricadute a trascinamento di medio periodo. Ricordo in passato come per un banale raffreddore il recupero di un decente equilibrio nei valori della glicemia poteva tardare ad arrivare tra i due giorni di minima ed i cinque di massima. Allora con un’influenza il processo di transizione verso il mare della tranquillità quanto tempo può impiegare? Anche in questo caso nel passato i tempi nel mio caso erano lunghi: a volte una settimana come minimo. Oggi grazie all’impiego fattore di sensibilità insulinica variabile combinato assieme al calcolo dei carboidrati il riequilibro avviene in giornata e al massimo nel giorno successivo. Ma come fare in caso di manifestazione di una sindrome influenzale con febbre, bronchite e via discorrendo? La prima cosa è controllare con maggiore frequenza la glicemia: mentre normalmente effettuo quattro controlli al dì, in queste condizioni passo da sei ad anche otto monitoraggi,l dipende dalla stato di gravità della condizione fisica. Poi oltre alla terapia farmacologica osservo una costante idratazione bevendo più acqua del solito ma anche succhi di frutta; e per finire osservo un’alimentazione leggera anch’essa ricca di liquidi come minestre umide, zuppe e creme di verdure e di fibre. Il maggiore controllo della glicemia consente di calibrare meglio le correzioni e aggiunte da effettuare nella somministrazione d’insulina alla luce delle possibile alterazioni verso l’alto che si vanno a manifestare.

Ecco alla luce di questa ampia premessa la settimana lasciata alla spalle proprio per la presenza di un attacco di bronchite cronica con leggero stato febbrile a comportato un leggero scostamento al rialzo della media glicemica, pari a 174 mg/dl; ma guardando i precedenti storici personali in condizioni analoghe posso affermare come quanto vissuto sia sta la mia migliore performance in cattive acque, e non solo perché utilizzo il microinfusore ma, come dicevo i principio, grazie ad un’ottimizzato calcolo dell’assistente di bolo tra sensibilità all’insulina e carboidrati. E per concludere spero per questo 2012 di non farmi più influenzare. Smile.

Calda rovente proposta

A partire da questo appuntamento cambia il formato delle ricette che di volta in volta vado a proporre, per facilitarne l’uso e conservazione, stampa delle medesime. Con questo spero di fare cosa gradita.

Zuppa di cipolle
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Tipo ricetta: Primo piatto umido
Autore: Giovanni Mateocchi
Tempo preparazione: 85 mins
Tempo cottura: 50 mins
Tempo totale: 2 hours 15 mins
Porzione: 6 persone
Il piatto proposto oggi ben si addice al clima invernale e alle temperature rigide tipiche del mese. Una proposta che aiuterà a sopportare l’impatto termico e per i suoi valori nutrizionali equilibrati e ben compensati ben si combina con le necessità legate al diabete. Un classico della cucina, e allora buon appetito!
Ingredienti
  • brodo di carne litri 1
  • cipolle a fettine g 700
  • fontina g 120
  • farina g 80
  • burro g 80
  • 6 dischi di pane integrale (diam. cm 7)
  • alloro
  • olio extravergine
  • sale
  • pepe
Istruzioni
  1. Appassiamo le cipolle con una foglia di alloro in g 30 di olio e g 50 di burro per 15′. Bagniamo con g 500 di brodo e proseguiamo nella cottura per altri 15′.Tostiamo la farina in padella fino a quando non sarà di colore dorato. Poi setacciamola, stemperiamola nel resto del brodo e uniamo tutto alla zuppa. Mescoliamo costantemente e da quando riprende il bollore cuociamo sulla fiamma al minimo per 50′. Aggiustiamo di sale e pepe. Rosoliamo i dischi di pane in g 30 di burro per 2′ per lato. Distribuiamo la zuppa in piatti che vadano in forno, adagiamo su ognuno un disco di pane e g 20 di fontina a filetti e inforniamo a 220 °C per 3-4′. Sforniamo e serviamo fumante.
Dose per persone: 200 grammi Calorie: 314 Grassi: 21 Grassi saturi: 5 Grassi insaturi: 15 : 22 Zuccheri: 14,8 Fibre: 2 Proteine: 8 Colesterolo: 56

Ti saluto

Ebbene se il medico specialista del diabete sarò sempre meno reale e più digitale io non capisco ma mi adeguo, come sottolineavo la settimana scorsa a seguito del resoconto circa la mia prima visita di controllo: il panorama offerto in sede locale (Bologna), è confermato anche a livello nazionale, ovvero la riduzione del personale sanitario attraverso la mancata copertura del Turnover, quindi da un lato si scaricano i diabetici di tipo 2 meno gravi sui medici di base e gli altri, i più gravi compreso il tipo 1, restano in carico ai centri specializzati. Debbo dire a favore degli assistiti c’è un piccolo e non indifferente vantaggio: meno confusione e tempi d’attesa inferiori rispetto al passato, ma resta un elemento di non poco conto con cui si deve fare i conti. Un medico con il doppio di assistiti da seguire e con una patologia ricca di problematicità com’è il diabete, è poi “più produttivo”? La domanda resta senza risposta, per intanto giovedì scorso ho avviato per la prima volta sul campo la sperimentazione concreta della “telemedicina”. Avendo il telefonino super intelligente “Iphone 4” in accordo col mio medico ho installato l’app “Eurotouch did” sviluppata da Me. Te. Da. Srl.

Cosa fa questo applicativo e quali sono i vantaggi che DID offre al diabetico?

1)La conta dei carboidrati aiuta il diabetico in terapia insulinica nella corretta autogestione della terapia ai pasti. Se eseguita correttamente, questa tecnica mi aiuta mantenere una buona libertà alimentare riducendo gli eventuali effetti negativi sul controllo glicometabolico.

2)Una volta attivato, DID mi aiuta a calcolare il bolo di insulina in base a fattori personalizzati ed impostati dal mio diabetologo che permettono al sistema di calcolare automaticamente e di suggerire la dose insulinica.

3)DID, tra le funzioni avanzate, mi consente di comunicare in remoto con il mio diabetologo. Grazie alla telemedicina, con un semplice tap posso inviare tutti i dati memorizzati sul sistema al mio diabetologo che li riceverà direttamente sulla cartella clinica informatizzata (EuroTouch). Il diabetologo avrà così la possibilità di verificare l’andamento della mia terapia e se necessario modificarla. Una notifica push mi informerà delle nuove impostazioni salvate.

Di seguito alcune videate del programma


Per l’attivazione del bolus calculator ci vuole l’inserimento dei dati personali del diabetico nel programma risiedente presso il medico e il centro specialistico, una volta effettuato questo passo io invierò il mio codice personale tramite sms all’applicazione e riceverò il codice per attivare la funzione. Al momento la prima fase sperimentale si sta rilevando veramente valida, aggiornerò passo passo sull’evoluzione dell’esperienza. Per finire una nota: la telemedicina in campo diabetico si fonda su tanti strumenti e programmi utilizzabili anche mediante un semplice cellulare, quindi la tecnologia è alla portata di tutti e non solo dei possessori di Iphone.

Sono cose della vita

E’ proprio vero quando pensi che tutto sta a al suo posto capita proprio quel momento in cui le carte si scombinano e devi rifare i conti con il delicato equilibrio delle cose umane: nella fattispecie la salute umana. Proprio ieri scrivevo di come il compenso glicemico viene ben manutenuto e voilà a sorpresa vengo investito da una bronchite cronica. Lunedì scorso gli effetti sul diabete ancora non si erano fatti sentire ma da ieri le alterazioni sono giunte a sintesi, per fortuna con il microinfusore e in particolare mediante il calcolo del bolo in rapporto a carboidrati e fattore d’infezione, combinato con l’indice di sensibilità insulinica, sto riuscendo ad arginare effetti ben peggiori e scompensanti. Comunque i conti li farò sempre alla fine e per intanto vedo come procede il decorso della malattia in questi giorni, poi venerdì prossimo vado a farmi rivedere dal mio medico di base per accertare se l’infiammazione bronchiale è o meno in fase di remissione.

Per ora ho proceduto ad alzare il livello di sensibilità insulinica da 74 a 84 cosi da cercare di rintuzzare il rialzo glicemico provocato dallo stato infiammatorio e febbrile, oltreché alla correlazione con il trattamento farmacologico per curare la bronchite medesima a base di mucolitico e broncodilatatore più cortisonico sfiammante somministrati tramite aerosol, e antibiotico per via orale.

L’impiego del cortisonico fa sì che debbo prestare maggiore attenzione verso problemi di contemporanei disvalore della glicemia: in precedenza con episodio analogo, non ha riscontrato problemi e avversità, ma come esperienza insegna ogni storia è a sé quindi mani abbassare la guardia aspettando che passi.

Intanto sto al calduccio cosa fondamentale con queste fredde giornate di gennaio, anche perché lunedì scorso per andare a farmi vedere dal medico a piedi con – 4° di temperatura ho fatto un gran fatica per via dell’affanno nel respirare e giramenti di capo dovuti allo sbalzo pressorio.

La lunga marcia

E cresce il diario di un diabetico giorno per giorno. E’ trascorso molto tempo dall’ultima volta in cui ho tratto un riepilogo di una giornata di controllo del mio diabete con il microinfusore tentando di metterla a confronto con lo schema d’insulina variabile iniettato tramite penna preriempita, per cercare di far comprendere le differenze e similitudini.

La giornata di ieri 16 gennaio è cominciata per me alle 6 del mattino con la sveglia propedeutica al viaggio verso il lavoro. Il bravo diabetico comincia la giornata facendo il controllo della glicemia, risultato: 157 mg/dl. La colazione costituita da una tazze di bevanda a base di soia, con quattro fette biscottate e marmellata,  pari 60 grammi in carboidrati. Il calcolo dei glucidi combinato con la glicemia vede un bolo per pasto di 4 unità d’insulina. Nella medesima situazione, con l’iniezione a penna, avrei fatto 6 unità d’insulina rapida.

Il mattino scorre giunge il momento del pranzo, io sono regolare negli orari e l’orario è fissato  a mezzogiorno, ovvero sei ore di distanza dalla colazione. La glicemia prima di pranzo è pari a 176 mg/dl. Il pasto è composto da due fette di pane con petto di tacchino affettato e un succo di frutta, per un totale, in carboidrati, pari a 70 grammi. Seguendo sempre il calcolo dei carboidrati e glicemia faccio 5 unità di bolo. Se avessi fatto la puntura le unità sarebbero state 8 di rapida.

E per finire la sequenza dei pasti, glicemia e boli, arrivo al momento della cena, abitualmente alle ore 19 circa. La glicemia è pari a 154 mg/dl. Il menu per cena prevede una crema di legumi, insalata, un michetta di pane e una mela, per un totale in carboidrati uguale a 70 grammi. Faccio cinque unità di bolo. Alla vecchia maniera, con l’iniezione, avrei fatto 9/10 unità di rapida.

Poi alle 23 della sera c’è l’ultimo controllo della glicemia prima di andare a e il risultato da come valore 177 mg/dl. La differenza sostanziale tra micro infusione dell’insulina e iniezione avviene in due passi. Il primo: alle ore 21 con la penna avrei fatto l’iniezione di 10/12 unità di insulina basale (Lantus); con il microinfusore l’erogazione basale dell’ormone artificiale è continua e modulata in modo di cercare di emulare il ciclo del pancreas. La seconda: l’iniezione tradizionale con penna avviene in due secondi di tempo a prescindere dalle unità immesse, con il microinfusore il bolo viene infuso con ¼ d’unità al secondo quindi in modo graduale.

La media dei valori glicemici di questa giornata appena radiografata è stata pari a 145 mg/dl. E la lunga marcia continua.

La notte

La notte è fatta per dormire recitava un antico adagio quanto mai caduto da un pezzo in disuso, desueto; nelle ore notturne accadono tante cose e tra queste ci può essere un momento in cui si deve controllare la glicemia. Sì perché è proprio nelle tenebre il momento in cui partire, decollare la curva glicemica e nella fase ricompresa tra l’una e le tre di notte il fenomeno si materializza e prende forma: allora una volta effettuato il controllo si può procedere con una correzione d’insulina per riportare alla ”normalità” il livello degli zuccheri nel sangue. il rito del prelievo al dito del sangue capillare è anche oggi una costante fissa con il diabete, l’alternativa è rappresentata dall’Holter glicemico, anche se lo strumento non può essere impiegato sempre, sia per ragione di costi che di calibrazione reale dei valori ematici; anche se le tecnologie ogni giorno compiono sempre grandi passi avanti così da far sperare per il prossimo futuro una ottimizzazione delle strumentazioni.

Mentre scrivo queste considerazioni a mo’ di consuntivo della settimana appena lasciata alle spalle, ho sganciato dal corpo il sensore glicemico che mi ha fatto compagni nei giorni scorsi così da poter ottenere un buon compenso glicemico, con una media dei valori pari a 145 mg/dl. Nei prossimi giorni dovrò fare alla consueta maniera: 4 e più controlli quotidiani della glicemia con glucometro, striscia reattiva e ago pungidito. Lo faccio anche con il sensore, ma grazie allo strumento riesco a fare uno o due buchetti in meno.

La notte è fatta per dormire, ma il diabetico sa che non deve mai abbassare la guardia: a maggior ragione di notte; la casistica medica insegna come avvengono proprio con maggiore frequenza nel periodo notturno non solo gli eventi ipoglicemici, ma ancora peggio gli infarti e ictus, anche per queste ragioni oltre al monitoraggio del diabete non ci si dovrebbe scordare di controllare la pressione arteriosa sempre a casa, la cosa non è difficile e indolore. Se invece per la notte avete altri programmi, beh spero almeno siano piacevoli e ancor più rilassanti. Buona settimana.

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