Cosa ci vuole si dirà

ricerca

Da quando ho aperto questo blog e racconto della mia vita con il diabete (e non solo) ogni tanto penso a cosa posso fare per dare maggiore incisività e visibilità alla formazione di maggiore energia ed impegno con lo scopo di trovare massima forza nella ricerca per arrivare ad una soluzione operativa e concreta al problema diabetico. L’interrogativo è forte perché, come ho già scritto in passato, c’è veramente bisogno di più risorse finanziarie e tecnologie per raggiungere obiettivo e fare centro, come  di una più incisiva linea di marcia nella ricerca in questo campo che, francamente, nel nostro paese mi sembra un po’ sotto tono. La cosa che si dovrebbe fare per dare una cambio di velocità alla lotta per sconfiggere il diabete è riunire un maggiore cartello di forze sull’obiettivo precedentemente indicato, sia per raccogliere soldi che trovare persone e mezzi utili allo scopo. La sintesi è arrivare a qualcosa che assomigli ad un Telethon per il diabete o, per dirla all’americana, come il JDRF (la Fondazione per la ricerca sul diabete giovanile – tipo 1).  La mia quotidiana riflessione vuole essere uno spunto per pensarci un attimo e passare all’azione, e magari relegare nel bagaglio dei ricordi i miei innati pessimismi in materia.

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I due lati della medaglia

giano bifronte

Cosa rende in fondo diverso il diabete di tipo 1 da quello di tipo 2 visto dal lato pratico del diabetico? Il primo è solitamente di lungo corso, dura tutta la vita poiché mediamente compare durante l’infanzia o l’adolescenza; inoltre presenta sintomi più o meno marcati come: l’ipoglicemia, la cheto acidosi, vomito ed altre manifestazioni fisiologiche. Il secondo tendenzialmente si appalesa in tarda età (anche se l’evoluzione sta cambiando rendendo più precoce l’esordio); dal punto di vista sintomatologico normalmente non da luogo a fastidi o dolori particolari, ed proprio questo il punto che fa differenza. Il diabete quindi come leggo dopo tanti anni di vita con questa condizione patologica? Semplice, la patologia diabetica e una malattia acida e conseguentemente corrosiva: nel diabete di tipo 1 se non tieni i valori dello zucchero nel sangue controllati la sua azione erosiva dell’intero organismo entra presto in azione, e  non solo con ipoglicemia, iperglicemia, cheto acidosi ma anche attraverso l’arrivo di altre complicazioni frutto della condizione di prima (vedi retinopatia, nefropatia, ecc.). Nel diabete di tipo 2 l’azione acido-corrosiva è ancora più subdola poiché essendo silente va quasi direttamente alla rottura del sistema (quando resta poco da fare nelle condizioni odierne) mediante la comparsa delle patologie legate alle stesse complicanze del diabete di tipo 1 (occhio, reni, cuore). Il paradigma testé espresso vuole cercare di rappresentare in modo semplice e chiaro cosa vuol dire e che comporta il diabete oggi.

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Potrei anche cambiare idea

Microinfusore

Poco meno di un mese fa ho letto dei passi avanti fatti dai ricercatori USA per l’introduzione di un congegno meccanico che potrebbe avvicinarsi, per funzionalità e meccanismo, al cosiddetto pancreas artificiale. La ricerca di questo percorso è stata stimolata da tempo dalla JDRF (la Fondazione per la ricerca sul diabete giovanile – tipo 1), e l’annuncio fatto dall’ agenzia PR newwire circa la possibile messa in distribuzione per l’anno prossimo, di uno strumento in grado di fungere contestualmente da microinfusore dell’insulina, controllo continuo del livello di zucchero nel sangue ed in grado di arrestare l’infusione dell’ormone, nonché di allertare il diabetico circa l’insorgenza di un evento ipoglicemico; rappresenterebbe indubbiamente un bel passo avanti nella gestione quotidiana del diabete. Il punto di fondo al centro della notizia, pubblicata anche dai media italiani, è che resta sempre un annuncio  (peraltro fatto con largo anticipo) e siccome da un po’ di tempo in qua vedo molto vapore e poco solido la prudenza in questo caso è ancora d’obbligo. Ma qualora la tecnica diventasse veramente fruibile non nascondo il mio personale interesse a fare “da cavia”.

P.S.:In relazione alle notizie e commenti pubblicati da me lo scorso 29/6/09 (argomento lantus) posso cogliere l’occasione per anticipare i tempi circa il passaggio al microinfusore, visto che il 4/9/09 ho la visita di controllo del diabete.

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E’ dura

rientro

E’ dura ma si ricomincia con la vita di tutti i giorni (lavoro, casa, lavoro), e almeno per un po’ di tempo le vacanze resteranno un ricordo. Dal punto di vista del diabete il rientro è stato ben contenuto: la glicemia si è mantenuta entro parametri decenti (145 mg/dl). Ancora una volta la cosa che fa la differenza sotto il profilo del compenso diabetico riguarda l’analisi dell’alimentazione: mangiare sempre fuori (ristorante, pizzeria, trattoria e simili) comporta un sforzo in più di verifica delle scelte dal menù; in quanto la quasi totalità dei piatti offerti è composta da un ricco contributo di salse e condimenti che caricano la dieta di calorie e grassi tali da portare, assieme ai carboidrati, allo squilibrio della glicemia e del diabete. La ripetizione di questi concetti sta alla base di una vita fuori casa senza problemi con il diabete, ed il principio è valido oltre la vacanza: si ripropone nella gestione quotidiana del tempo con la condizione diabetica. Indubbiamente quando si trascorre molto tempo fuori da casa, per lavoro o vacanza, la cosa migliore da fare sarebbe riuscire a prepararsi in proprio il cibo; ma quando tutto ciò non è possibile occorre prestare maggiore attenzione al componente alimentare. E per riprendere il ritmo con la vita di ogni giorno, oggi ricomincio a postare in formato tradizionale dalle pareti domestiche guardando cosa c’è di “nuovo” in giro da raccontare sul diabete di tutti e sul mio.

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Che cos’è

Optiset Lantus

Il mio assetto terapeutico per tirare a campare con il diabete di tipo 1 prevede l’impiego dell’insulina e, come ho già avuto modo di mettere in luce, il menù dell’ormone iniettabile è rappresentato da tre formati di farmaco: Novorapid, Novomix 70 e Lantus; perché faccio questo incipit introduttivo vi chiederete? La cosa è molto semplice: al ritorno dalle ferie ho letto la “notizia” proveniente dagli ambienti finanziari che collego, circa la svalutazione delle azioni della multinazionale Sanofi Aventis (produttrice dell’insulina Lantus), a causa di un non ben precisato rischio cancro provocato da questo prodotto.  La Sanofi a prontamente rassicurato gli organi di informazione sulla sicurezza dell’insulina in questione. L’argomento è stato anche battuto dall’agenzia Reuters (testo in inglese), la quale cita ricerche condotte sia in Germania che in Svezia sulla sospetta cancerosità dell’insulina glargine, nome commerciale Lantus. La domanda di fondo che mi pongo come utente finale, diabetico, al di là dal dover assistere al solito gioco delle parti ed in attesa di chiarificazione “profonda” sull’argomento; è la seguente: assisto ad una classica operazione di speculazione finanziaria fatta sulla pelle delle persone, tanto per far quattrini, se no cosa ci vuole per attuare, una volta tanto, la necessaria operazione di trasparenza informativa? Attendo una risposta vera.

Aggiornamento: la querelle sulla lantus prosegue, e ritengo opportuno aggiornare il mio post con alcune informazioni apparse da poco nei media. La prima la riporta il quotidiano “La Repubblica” oggi 29/06/2009: (Teleborsa) – Roma, 29 giu – Sanofi-Aventis ha difeso la sicurezza dell’azione di lunga durata dell’insulina Lantus affermando che gli studi clinici non hanno associato il prodotto con il cancro. Venerdì scorso, una nota degli analisti di Credit Suisse riferiva di un possibile problema di sicurezza del farmaco Lantus (insulina a lunga durata d’azione per il diabete) che è uno dei principali driver della crescita dei ricavi e dei profitti per Sanofi-Aventis. La rivista medica Diabetologia ha sollevato durante il fine settimana il dubbio sul fatto che vi possa essere un collegamento tra il farmaco ed il cancro, e ha chiesto una maggiore ricerca medica sul farmaco in questione. Novo Nordisk che commercializza un prodotto simile al Lantus, domenica, ha fatto sapere che nessuno dei farmaci dell’azienda a base di insulina a lunga durata è mai stata legata al cancro (vedi Levemir). Altre penso che seguiranno e mi sembrava doveroso completare il quadro.

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Sommario delle puntate precedenti

Il bilancio delle vacanze con il diabete è passato ed il mio giudizio, la sintesi complessiva è sufficiente. Tra alti e bassi della glicemia la media dei valori si è attestata sui 160 mg/dl, ma quello che a me importa riguarda l’aver evitato eventi ipoglicemici ed iperglicemici importanti, ed essere riuscito a controllare sempre il livello dello zucchero nel sangue senza difficoltà. Ed ora che sono tornato tra le pareti domestiche un’altra cosa positiva che voglio sottolineare: staccare il computer, muoversi, è una terapia naturale che i più sottovalutano, ed invece deve essere prese come elemento integrato nella trattamento per il diabete. Le considerazione testé fatte le debbo tenere a mente per il continuo della vita di tutti i giorni, a mo di ammonimento. Adesso recupero le informazioni ed i contatti interrotti con il mondo esterno concernenti il diabete, a cominciare dallo spoglio della posta elettronica e dei preferiti dal web.

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E si torna

Ogni cosa ha il suo inizio e la sua fine, e le vacanze sono comprese in questo, ma il diabete resta. Si torna a casa. Prima di ripartire per la destinazione domestica la glicemia aveva un valore pari 190 mg/dl, il dosaggio supplementare di insulina ha portato ad abbassare l’iperglicemia del giorno prima; in questo contesto mi inietto 5 unità di novorapid e faccio colazione con un cornetto salato più cappuccino, totale carboidrati in 40 grammi. Partenza per il viaggio di ritorno. Ore 13 pausa pranzo, la glicemia è piazzata su 180 mg/dl, faccio 10 unità di insulina novomix 70 e pranzo con un piatto di pasta asciutta (tagliatelle al ragù) accompagnato da zucchine lessate, per un totale di 85 grammi in carboidrati. Nel tardo pomeriggio si torna nella calda e località di residenza. Alla sera la glicemia si posiziona su 161 mg/dl e per l’occasione faccio 5 unità d’insulina novorapid; la frugale cena prevede: crema di verdure, pane e verdure bollite con un poco di melone, per un totale di carboidrati pari a 65 grammi. A conclusione della giornata (ore 21) faccio l’iniezione di insulina lantus pari a 10 unità; prima di coricarmi controllo la glicemia, con un valore di 147 mg/dl. E dormo nel mio letto.

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Ultimo giorno

Oggi è l’ultimo giorno di vacanza , il programma prevede uno “sconfinamento”, per la precisione a Bellinzona. L’avvio della giornata con il diabete vede la glicemia assestarsi sul valore di 186 mg/dl, faccio 5 unità di insulina novorapid e colazione con una tazza di latte, quattro fette biscottate per un totale di grammi 40 in carboidrati. Si parte per la meta indicata, ed a pranzo la glicemia è collocata su 152 mg/dl, a questo punto inietto 9 unita di insulina novomix 70 e mi alimento con una pizza marinara, per un totale di 130 grammi in carboidrati. Nel pomeriggio prosegue l’itinerario bellinzonese: verso le ore 16 avverto un iniziale evento ipoglicemico (54 mg/dl di glicemia), l’occasione è buona per affrontarlo con un buon gelato a base di cedro e crema; pericolo superato. Arriva la sera, a questo punto la glicemia si trova posizionata a 305 mg/dl (evidente sbalzo da ipo), in questo contesto faccio 10 unità di novorapid ed una cena “leggera” a base di crema con verdure e crostini, insalata di pomodori e una rosetta per un totale in carboidrati di 60 grammi. Ore 21 iniezione di 10 unità d’insulina lantus. Prima di andare a dormire faccio il controllo finale della glicemia: 351 mg/dl, visto il dato effettuo una iniezione supplementare di insulina novorapid pari 4 unità.

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Il tempo stringe

Cominciano a ridursi i giorni residui di villeggiatura: oggi il programma prevede il tour in treno sulla linea panoramica “Vigezzina”. Il risveglio vede la glicemia su 225 mg/dl, una leggera alterazione, faccio 4 unità di insulina novorapid ed una colazione a base di latte con due fette di pane; e mi avvio a prendere il trenino. Ora di pranzo: il controllo del livello di zucchero nel sangue vede il valore attestato su 197 mg/dl, in questo contesto faccio 11 unità di insulina novomix 70 e pasteggio con una pasta asciutta al pesto e verdure al forno, senza pane. Il pomeriggio prevede una visita a Cannobio sulle rive del lago Maggiore. Arriva la volta della sera ed il consueto controllo della glicemia vede il suo valore posizionato su 153 mg/dl, di conseguenza faccio 6 unità di insulina novorapid e ceno con medaglioni di pollo guarniti con salsa di verdure, spinaci, pane e melone per un totale di 65 grammi in carboidrati. Alle ore 21 solita iniezione di 10 unita d’insulina lantus, poi il controllo della glicemia prima di andare a letto vede un valore di 174 mg/dl. Un’altra giornata con il diabete è passata, avanti con la prossima.

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Restart

E sta per iniziare la seconda ed ultima parte della mia vacanza raccontata con il diabete. Un primo bilancio di questi giorni è sostanzialmente buono e positivo: i valori della glicemia, con i loro alti e bassi, si sono mantenuti all’interno di una cornice accettabile di riferimento, con una media di 160 mg/dl. La giornata di è cominciata con un valore di zucchero nel sangue pari a 145 mg/dl, ho fatto 4 unità di insulina novorapid ed a colazione il menù prevedeva: una tazza di latte, muesli. Il piano giornaliero prevede una escursione impegnativa nella Val Grande. A pranzo la glicemia è collocata su 80 mg/dl (verso le 10 ho fatto uno spuntino con barretta di cereali), le unità di insulina novomix 70 iniettate sono 7, il pranzo era fai da te: due panini con formaggio stagionato e verdure grigliate per un totale di 75 grammi in carboidrati. Nel pomeriggio prosegue l’escursione. La sera a cena la glicemia si trova a 120 mg/dl: faccio 5 unità di insulina novorapid e mi alimento una minestra di verdure, pane e insalata, per un totale di carboidrati in 60 grammi. Ore 21 iniezione di insulina lantus, controllo glicemico prima di a dormire pari 193 mg/dl. Notte.

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