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Avete un evento, manifestazione (sportiva e non), convegno sul diabete o legato ad esso? Se la risposta è sì fatemelo sapere attraverso l'invio dei dati e iinformazioni scrivendole nel form presente all'interno della pagina Scrivimi del blog. Le iniziative predette saranno publicizzate all'interno di questo spazio gratuitamente e immediatamente. Grazie per il vostro interesse Roberto Lambertini

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Dal piccolo pensando in grande

Ci sono numeri analoghi circa il diabete: il 90% dei diabetici sono tipo 2 e il 10% tipo 1 (circa). All’interno del tipo 1 il 90% si somministra l’insulina con penna o siringa mentre il restante 10% utilizza il microinfusore. Ecco oggi mi soffermo su questo ultimo dato: per quali ragione esiste un differenziale così marcato tra impiego del micro e penna? So che giocano diversi fattori a contribuire nel disincentivare l’impiego del microinfusore: tra questi capeggiano il peso rilevante, in termini di costi per il sistema sanitario pubblico, dello strumento assieme a tutti i ricambi al cospetto della tradizionale siringa, poi l’elevata percentuale di rinunce al suo impiego dopo un certo lasso di tempo. Solo per citare i più frequenti. Resta un dato certo oggi: per un diabetico di tipo 1 con problemi ad ottenere un buon equilibrio e compenso della glicemia il microinfusore rappresenta una soluzione ottimale, la migliore per raggiungere lo scopo. E contestualmente appare chiaro come sono ancora tanti, troppi i diabetici 1 che ancora non riescono a governare in modo adeguato, soddisfacente la dinamica quotidiana della glicemia per tante ragioni: difficoltà a gestire le variabili, demotivazione, noncuranza solo per citarne alcune. Il punto vero della vicenda, al di là delle generalizzazioni, riguarda il percorso personale di ciascuno di noi con il diabete. Io sono molto pragmatico circa il tema pompa o non pompa. Lamia scelta di passare, o meglio ritornare dopo trent’anni al microinfusore è maturata dopo molto tempo, e a seguito del miglioramento tecnologico dello strumento, in quanto ho compreso come un passo del genere rappresentava e costituisce l’unica via possibile per mantenere a livello il diabete e allontanare o rallentare le complicanze patologiche legate alle alterazioni della malattia.

Come ho scritto in passato mettere, passare al micro non deve essere una moda o una curiosità per essere in linea con le nuove tecnologie, ma un passo verso il miglioramento della propria vita con il diabete in tutte le sue sfaccettature e prospettive.

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Il Diabete, come conviverci e saper gestirlo, possibilmente senza problemi e complicazioni. Una risorsa in più a disposizione. Roberto Lambertini

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