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Per finire

Per concludere la settimana in bellezza “gastronomica” presento in via ufficiale il tramezzino che prevalentemente preparo durante la settimana lavorativa e fa parte del pranzo di lavoro, per assegnargli un nome l’ho catalogato come: Uguale; denominazione non di certo originale ma riesce a farmi restare in equilibrio il diabete con tutto il resto quindi porta bene.

Gli ingredienti di Uguale sono: pecorino o prosciutto cotto, oppure petto di tacchino con alternanza giornaliera – peperone rosso e giallo – zucchina – senape – pancarré a fette.

Preparazione: Cuocio alla griglia per circa tre minuti i peperoni, quindi li spello e taglio falde. Griglio anche una zucchina, poi taglio a fette Affetto circa g 100 di pecorino. Prendo due fette di pancarré, quindi monto il sandwich a strati, nel modo seguente: sulla prima fetta di pane, mettete una falda di peperone rosso, una gialla e una fettina di caciotta stagionata; sovrappongo la seconda fetta di pane e la farcisco con zucchina e senape. Voilà il tramezzino è pronto.

Valori nutrizionali: Calorie = 1076 Carboidrati = 66 Proteine = 32 Grassi = 36 Fibre = 5.

Mi piace

Mi piace riprendere con il ritorno dalle vacanze la condivisione di cose, informazioni e modi di vivere il diabete nel mio e nostro vissuto quotidiano. L’occasione di oggi è rappresentata da un piatto a mio avviso valido per il periodo più caldo dell’anno a cui ho dato questo nome: Verde Mescolanza, un fresco contorno di verdure.

Ingredienti: coste di rabarbaro, pulite e sfibrate g 200 – fagiolini lessi g 150 – lattughino g 80 – falda di peperone rosso g 50 – prezzemolo – 4 pomodorini – menta – cipollotto – un tuorlo sodo – capperi salati – olio extravergine – curry – pepe.

Preparazione: Riduciamo le coste di rabarbaro a filetti e raccogliamole in un piatto con il lattughino, i fagiolini tagliati a metà per il lungo e i pomodorini a rondelle. Prepariamo una salsina frullando, a bassa velocità, g 80 di olio extravergine con il tuorlo sodo, il peperone, un cucchiaino di capperi dissalati, un piccolo cipollotto e un mazzetto di menta e prezzemolo; aggiungiamo il curry con parsimonia, poi condiamo l’insalata e serviamola subito con una macinata di pepe.

Tempo tecnico di preparazione: circa 20 minuti.

Valori nutrizionali: calorie 225; carboidrati 5 grammi; grassi 22 grammi, proteine 3 grammi e fibre 2 grammi.

La dieta L (parte seconda)

Il post di oggi riprende un mio precedente dal tema: La mia dieta per affrontare al meglio la giornata e far star bene me con il diabete; ora che siamo in estate “forse”, vale la pena di aggiornare il bagaglio alimentare del periodo.

La colazione è composta normalmente da quattro fette biscottate, due cucchiai da te di marmellata senza zuccheri aggiunti e altri due di burro d’arachidi, per un totale di 50 grammi in carboidrati.

A distanza di tre ore faccio una merenda con cinque cracker equivalenti a 20 grammi di carboidrati.

A pranzo fra settimana mi nutro con un tramezzino al formaggio, oppure prosciutto, o ancora petto di tacchino e frullato di frutta; in carboidrati sono 68 grammi circa.

Il pomeriggio a volte faccio uno snack sempre composta da cinque cracker pari a 20 grammi di carboidrati.

A cena la composizione alimentare varia: mediamente c’è crema o passata di verdure, insalata, pane e  un frutto; per un totale di 62 grammi in carboidrati.

La sera prima di andare a dormire se la glicemia è inferiore a 150 mg/dl aggiungo un piccolo spuntino per mantenere evitare l’ipoglicemia notturna.

La conclusione: questo palinsesto alimentare mi porta ad avere la media dei valori glicemici di ieri su 140 mg/dl, ad esempio. Un risultato soddisfacente.

La mensa aziendale

Le idee per mamgiare sono tante, ogni giorno siamo tempestati da proposte di ricette più o meno succulente per i nostri pasti e diventa difficile poter scegliere, un pò presi dalla pigrizia, un poco dai tempi stretti dedicati all’alimentazione quotidiana. Io che faccio il pranzo al lavoro riesco a coniugare l’esigenza del mangiare con la connservazione del buon comoenso diabetico.

La cosa viene bene dopo tanti tentativi e sperimenti alimentari: prima andavo in mensa ma la glicemia aveva io suoi alti e bassi; poi ho provato con il bar e avveniva la stessa; adesso ho raggiunto il pareggio di bilancio con il diabete preparando il mangiare per il lavoro.  La cosa avviene semplicemente, facendo un calcolo puntuale dei carboidrati e cercando di mantenere in asse i valori nutrizionali (proteine, fibre, grassi e calorie).

Il cibo che porto da casa, per fare un esempio contingente, ha un valore complessivo di 69 grammi in carboidrati e consiste, per oggi, in due fette di pane di 40 grammi, un etto di formaggio e un frullato di frutta naturale. L’infusione d’insulina che faccio a pranzo è di circa 4 unità.

Una cosa carina del farsi da mangiare, oltre a far bene al diabete, è la capacità di veder crescere la creatività gastronomica magari inventando cose nuove.

All’indice

Anni fa ho cercato di capire qualcosa circa l’indice glicemico degli alimenti, l’impiego di questo strumento nella mia alimentazione quotidiana e intrecciandolo con la conta dei carboidrati al fine di saper meglio dosare l’insulina e tenere il più possibile controllata la glicemia.

Oggi torno sull’argomento ponendomi questa domanda: serve l’indice glicemico?

La lettura di questo tema mi ha fatto capire che l’indice in questione è più che altro rivolto per il diabete di tipo 2 anziché quello come il mio: di tipo 1; ma fatto questo distinguo rimane sempre aperta e irrisolta la domanda.

Io mi azzardo a darmela una risposta: penso che l’indice glicemico non serva a nulla, sia per i diabetici tipo 2 che 1; l’esperienza di questi anni di coesistenza con la malattia mi ga fatto capire come al momento la cosa migliore e unica da fare è rappresentata dalla dieta fatta attraverso il computo dei carboidrati e il monitoraggio degli stessi per capire quali hanno una maggiore incidenza nella parabola glicemica.

Burp!

I sopravvissuti della Pasqua e pasquetta sono ancora qui a testimoniare la tenuta psico-fisica a discapito della magnazza mascherata da evento religioso, spirituale. La comunione alimentare ha visto un menù caratterizzato da un tradizionale composizione di cibarie con il seguente palinsesto: antipasto di bruschette salumi e formaggi vari; primo piatto di lasagne al ragù di carne; secondo piatto composto da agnello al forno con timballo di verdure e per finire o sfinire, dipende dai punti di vista, un bel tiramisù. Il menù tutto compreso vedeva i seguenti valori nutrizionali così spalmati: calorie 1476, carboidrati 160, grassi 51, fibre 15 e proteine 69. La conclusione potrebbe essere: dopo l’elevazione spirituale il crollo materiale; ma per fortuna con l’avvento del nuove tecnologie al servizio del diabete la conservazione del compenso glicemico è riuscita e nel pomeriggio dopo una bella pennichella via a destreggiare il recupero di tonicità fisica con un bel mach di ping pong, e pronti per ricominciare da capo. Il valore della Pasqua, bel senso della glicemia, è stato pari ad una media di 140 mg/dl. E mentre scrivo queste righe di memoria pasquale per questo 2010 la colomba fiera vola via e l’uovo scompare all’orizzonte puff!

E per tavola

La cosa è un po’ che non la faccio e dato il periodo riprendo l’esercizio: oggi voglio proporre un piatto nutriente e indicato per la stagione che a me piace, fa bene al diabete e alla digestione.

Crema di ceci guarnita con verdure

Ingredienti

2 confezioni di ceci – 2 scalogni – 2 asparagi – una carota – una zucchina – un cipollotto – burro – brodo granulare vegetale – salvia – timo – maggiorana – rosmarino – olio extravergine di oliva – sale

Preparazione

Tritate gli scalogni con salvia timo. Fateli appassire in una casseruola con una cucchiaiata d’olio. Unitevi i ceci, lasciateli insaporire, quindi irrorateli con circa g 750 di brodo bollente preparato con il granulare. Portateli al bollore, quindi spegnete la fiamma. Mondate intanto gli asparagi, la zucchina, la carota e il cipollotto. Tagliateli a losanghe. Scaldate in una padella un cucchiaio di burro con uno d’olio. Saltatevi le verdure preparate, salatele e portatele a cottura con un mestolino di brodo vegetale. Frullate i ceci, con tutto il loro liquido. Completate la crema con le verdure. Guarnitela con rosmarino maggiorana; servitela calda.

Calorie 226, carboidrati 25.63, grassi 10, proteine 9, fibre 9

In conclusione una ricetta completa e ricca di fibre: ideale per questa stagione.

La dieta L

La situazione vede al centro dell’attenzione mediatica l’equazione diabete dieta. Il sottoscritto per unirsi al coro dei dietisti dell’ultimo giorno  presenta la dieta “L”, una proposta personalizzata per affrontare il peso e migliorare la salute. L sta per Lambertini, sì perché senza trovare nomi stravaganti e prove eccezionali il mio schema alimentare è sempre il migliore, sia per il controllo del diabete che l’appagamento alimentare

La dieta del Lambertini ha la seguente articolazione: a colazione tre o quattro fette biscottate  ed una tazza di latte; a pranzo una porzione di pasta al pomodoro di 80 grammi con verdura pari a 100 grammi e succo di frutta;  a cena si alternano formaggi, carne, pesce o prodotti vegetariani a base di legumi (soia, fagioli ed altro ancora), con 100 grammi di verdura, una rosetta di pane e un frutto. Nel periodo invernale integro con un minestrone o vellutata di verdure. A cena aggiungo un mezzo bicchiere di vino.

Ecco a voi la formula magica della dieta del Lambertini per il periodo invernale: gli aggiornamenti in seguito verso le altre stagioni dell’anno.

Tengo memoria

Il mio scorrere del tempo con il diabete mi ha portato a fare alcune considerazioni sul vivere e il mutare delle condizioni nel corso della coesistenza con la condizione diabetica: è importante, basilare tenere a bada la glicemia e adeguare il dosaggio d’insulina, assieme al calcolo dei carboidrati nell’alimentazione quotidiana e il consumo di calorie tramite il movimento, l’esercizio fisico; ma non basta perché l’impatto dei carboidrati nel compenso della glicemia incide in modo variabile nel corso dell’età di ogni individuo, in base alla sensibilità di determinati menù rispetto ad altri.

Il tempo ci porta a variare le condizioni e già da un anno all’altro l’effetto alimentare può causare svarioni nell’assetto della glicemia.

La mia considerazione, già ripetuta su questo blog, è quella di registrare i dati non  solo della glicemia, insulina e carboidrati giornalieri, ma, anche, di tenere un diario dei piatti a base di glucidi mangiati così da capire quali determinano l’alterazione del tasso di zuccheri nel sangue nell’ambito di un’osservazione  d’insieme del diabete.

No comment

Un argomento che quest’anno non si desidera trattare riguarda l’aspetto del diabete (tipo 1 o 2 non importa) con l’abbondanza alimentare in questi giorni trascorsi di festa. Non l’ho fatto nei giorni scorsi, non s’intende farlo ora, motivo?  La causa è molto semplice: quando si straparla, anche a vanvera, di un argomento che, secondo una visione delle cose, va semplicemente vissuto con un poco di coscienza e buon senso; ecco che l’azione migliore da compiere sta nel silenzio.

Ognuno di noi deve aver chiaro di essere libero e responsabile nella vita, in ogni suo aspetto; spesso si predica bene poi si agisce male (c’è chi fa entrambe le cose), a cominciare da me stesso, e ricordare, ripetere il concetto non aiuta perché poi vado a capire come il livello di assuefazione è talmente elevato che sembra quando si parla, di non essere ascoltati. L’unica e ultima possibilità che ci resta è di mettere una pezza quando si è ancora in tempo.