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Sarà vero?

Chip

La Verichip corp. ha annunciato che il prossimo 4 dicembre 07 presenterà il primo microchip, impiantabile sottocute, per il controllo della glicemia 24/24 sui malati di diabete, inoltre l’azienda americana promette che, attraverso questo strumento, si potranno inserire altri dati sensibili legati alla storia sanitaria del paziente, così utilizzabili in caso di emergenza.

Sia ben chiaro, vedremo il seguito per quella data: questa è una notizia talmente importante per la vita quotidiana di un diabetico (il poter avere sempre sotto controllo il livello di glucosio nel sangue), che, spero, non si riveli come un’altra bufala. Inoltre ci sono altri aspetti che sono da valutare: la tutela dei dati personali, le interferenze del chip con strumentazioni di vario tipo (Risonanza magnetica, metal detector, ecc.).

Io e il fattore K

K

Il potassio richiede attenzione, e spesso viene sottovalutato nella diagnostica del diabetico. Il potassio contribuisce, tra le altre cose,  a regolare il nostro battito cardiaco,  ed aiutare la contrazione muscolare . Inoltre funziona per mantenere  Tuttavia, i diabetici  che sono nefropatici devono fare attenzione ai livelli del potassio.

Il medico può far misurare la quantità di potassio  con le semplici analisi del sangue. Un livello “sicuro” di potassio è fra 3.7 e 5.2 (mEq/L). I livelli sotto o sopra questa gamma vanno approfonditi I bassi livelli del potassio (ipokaliemia) possono essere dovuto qualcosa relativamente semplice come la disidratazione da eccesso di sudorazione, vomito, diarrea, o a qualcosa più serio quale un problema alla ghiandola adrenale, una fibrosi cistica, le cause  possono anche derivare dall’assunzione di diuretici o da malnutrizione.

Livelli elevati di potassio (iperkaliemia) sono spesso il risultato da danni al rene. Il diabete mal controllato è considerato una complicazione importante della malattia(questa complicanza è denominata: nefropatia diabetica). Valori elevati di potassio possono riscontrarsi in persone con diabete di tipo 1, a seguito di episodi con cheto acidosi, uno stato metabolico serio. L’attacco di cuore, le lesioni, le infezioni, l’overdose di supplementi alimentari del potassio (tipo il Novosal) e l’uso delle di farmaci ace inibitori possono provocare  livelli elevati del potassio. Troppo potassio, a proposito, può portare alla debolezza, alla paralisi, dare battito cardiaco irregolare, o persino ad un attacco di cuore. Se siete diabetici nefropatici, ed i vostri livelli di potassio sono superiore a 5.2, il medico e/o dietista probabilmente vi suggerirà di ridurli nella dieta. Gli alimenti alti in potassio includono, ad esempio: le banane, i lupini, le patate, i pomodori ed i legumi. Non è che non potete più mangiare questi alimenti, ma dovrete controllare le pozioni in modo da non mangiarli troppo spesso. In più, non dovreste usare i sostituti del sale o prendere i supplementi del potassio a meno che raccomandato al contrario dal vostro medico. Entrare a contatto con  un dietista è estremamente utile, lui o lei può aiutarti a sviluppare un programma alimentare a basso contenuto di potassio, e fornirti indicazioni utili per rendere le cose più facili.

Chiedete al vostro medico di controllare periodicamente (almeno una volta all’anno) la vostra funzione renale. E comunque la cosa più importante, per prevenire i problemi, e di mantenere il vostro livello di HbA1c inferiore a 7% e tenere sotto controllo il livello di microalbuminuria (una prova per la proteina dell’urina che rileva danni del rene) controllato ogni anno. I problemi ai reni possono essere evitati o ritardati se interveniamo nella fase iniziale.

Che…

Stress

Stress. Oggi  ho letto su “Repubblica salute” l’articolo che collego al blog, riguardante il legame tra artrite reumatoide e stress, frustrazione;  ritengo l’argomento altresì condivisibile al diabete, come ad altre malattie. La mia esperienza, sia col diabete che l’artrite reumatoide, ha portato a riscontrare livelli di incremento della glicemia tra i 50 e i 100 mg/dl, quando sono stato sottoposto a fattori di stress sia al lavoro come fuori.

 

Il dato significativo è rappresentato dall’attività lavorativa, dove la campionatura dei dati è raccolta in modo organico; esempio: il 12/10/2007 a colazione 141 mg/dl di glicemia, 20 g di carboidrati (125 ml di latte con tre fette biscottate) e 4 u di aspart, a pranzo 256 mg/dl di glicemia. Quel giorno il mio collega di stanza, che soffre di manie paranoico-depressive, mi ha sottoposto un trattato sulla fobia tanatologica e i legami con l’ipocondria.

Come gestire lo stress? Dopo molteplici ricerche, consultazioni psico, pseudo mediche, sono arrivato ha ad una temporanea conclusione: debbo ancora cercare.

 

Fat no more?

Fat

Un gruppo di ricercatori tedeschi segnala che, i malati di l’artrite reumatoide, con un indice di massa corporea (BMI) normale o magro, hanno un indice di infiammazione più elevato rispetto a chi è sovrappeso oppure obeso (sic!). La notizia è apparsa sul numero della rivista “Arthritis and Rheumatism” di novembre http://www.rheumatology.org/publications/ar/index.asp?aud=mem

La cosa mi lascia abasito… Che fare? Visto che sono afflitto sia dall’artrite reumatoide, sia dal diabete.

AR

infiammazione

Oggi sono rimasto a casa dal lavoro a causa di una riacutizzazione dell’artrite reumatoide, che ha colpito in particolare il ginocchio sinistro. L’artrite ha un effetto anche sull’equilibrio del diabete, perché in questi giorni l’infiammazione a generato degli alti e bassi nei valori della glicemia, e nonostante un’oculata gestione dei carboidrati nella dieta quotidiana.

Il problema della convivenza di diverse malattie nel mio corpo, e la giusta strada per riuscire a trovare una forma di vita stabile, è il problema che mi trovo davanti ogni giorno.

Meditate e agite

Calorie

Sabato scorso (24 novembre ’07) ho partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Bologna, in quanto accompagnavo mia moglie che era stata invitata per un riconoscimento, in occasione dei 25 anni dal conseguimento della Laurea. Io ho ascoltato la prolusione tenuta dal prof. Claudio Franceschi, dal titolo: “Invecchiamento e longevità.una sfida globale per il terzo millennio”.

Ho trovato relazione di estremo interesse, per la sua valenza generale, ma anche per la ricaduta particolare nella mia sfera di vita, e per brevità, riporto una passaggio del discorso: Il maggiore e più fecondo modello sperimentale è stato fino ad oggi quello della cosiddetta “restrizione calorica”. In pressoché tutte le specie una riduzione del 30/40 % delle calorie normalmente assunte, porta ad un aumento consistente e riproducibile non solo della vita media, ma anche della lunghezza massima di vita, con riduzione o comunque un posponimento marcato delle patologie età-correlate. Nell’uomo non sappiamo se la restrizione calorica possa avere effetti paragonabili a quelli osservati nei modelli animali e molti ricercatori sono scettici da questo punto di vista. Mi piace comunque ricordare che è riconosciuto a livello internazionale che il pioniere di questi studi è stato Alvise Cornaro un gentiluomo veneziano del XVI secolo che dopo una giovinezza di baldorie si convinse che un regime di vita virtuoso, soprattutto dal punto di vista alimentare, fosse fondamentale per una vita lunga e sana e scrisse nel 1558 un famoso trattatello che vi invito a leggere, intitolato “La vita sobria: trattato della salute e della longevità con i mezzi sicuri per raggiungerla”.

Direi che il trattato è stimolante e va approfondito, se volte farlo andate sul sito dell’Università di Bologna: http://www.unibo.it

Migliori informazioni

News

Sento sempre più l’esigenza di una migliore informazione, in tutti i campi, ed in particolare nell’ambito medico-sanitario. In quest’epoca, dove c’è una valanga di notizie in continuo arrivo e aggiornamento, è sempre più difficoltoso riuscire a cogliere i dati credibili da quelli falsi o gonfiati, soprattutto per chi, come me, non è esperto del ramo.

Il diabete è uno degli obiettivi preferiti nella dedica di notizie e scoop nuovi per la ricerca di terapie, più o meno risolutive; è non c’è giorno dove non appaiono dispacci d’agenzia che fanno aprire varchi di speranza in chi, come noi, aspetta da molto tempo la cura. Ma come ho gà affermato in un precedente post, occorre maggiore serietà da parte di chi fa informazione.

Educare

educare

Come viene ripetuto costantemente, un ruolo comprimario nella vita del diabetico, e della convivenza con la malattia, lo gioca l’auto amministrazione della terapia e dei relativi controlli. Una parte integrante e rafforzata del programma di intervento complessivo sul diabete, è  costituito dall’educazione, la formazione, come specialità congiunta alla cura medica. Oggi, a mio avviso, in Italia siamo carenti sotto questo profilo: l’iniziativa, laddove è presente viene lasciata alla libera iniziativa, senza un percorso omogeneo e organico.

Gli SMS aiutano il controllo del diabete

SMS

Un servizio di sms automatizzato e dedicato può aiutare i diabetici a controllare più efficacemente la loro malattia: è quanto emerge dal rapporto finale di un gruppo di ricercatori coreani. Il dott. Chulsik Kim dell’Ospedale Divisionale di Yongdong a Seoul a ha evidenziato come i pazienti che hanno usato il servizio di SMS con fotoricettore (glucometro) incorporato, per un periodo di 12 settimane, hanno migliorato l’autocontrollo dei valori glicemici, sia prima che dopo i pasti. I pazienti migliorato anche il livello di emoglobina glicata A1C, passato di media da 8.0 a 7.3. La valutazione del dott. Kim e legata all’efficacia del contatto tra diabetici e centro sanitario

(fonte Diabetes Care – novembre 07)

Certi giorni

Alti e bassi

Ci sono certi giorni, come questi ultimi, che mettono a dura prova la mia tenuta morale e umorale, quella di un diabetico paziente, diligente e scrupoloso nella gestione della malattia: quando non trovi una spiegazione, una causa, degli improvvisi sbalzi della glicemia; quando, nonostante i necessari adattamenti dello schema terapeutico (dosi insulina), lo zucchero nel sangue continua ad avere valori fuori norma. E allora, quando proprio non ce la fai più, cerchi un consulto professionale e chiami il tuo diabetologo, ma dopo ripetute telefonate, scopri che è più facile prendere la linea ad un gioco a premi tv, e gliela dai su…