Entries in the '' Category

Tagli

tagli

Presidi gratis per i diabetici? In un prossimo futuro, anzi imminente, sembra che le strisce per il glucometro, aghi per penna e simili, saranno acquistabili a spese dirette nostre. Il livello della spesa sanitaria per il diabete, a carico dei bilanci degli stati, è ormai tale da non rendere più possibile un carico completo dei costi sulla collettività. Il percorso allo studio degli esperti del ministero della salute va nella direzione di scaricare i costi alle assicurazioni private, per gli individui da un certo livello reddito, mentre per i nullatenenti e le persone economicamente deboli, in base all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), la prestazione sarebbe ancora a carico del Servizio Sanitario Regionale. Dovrebbero restare inalterate le forniture dell’insulina e le prestazioni mediche.

Nuovo rimedio?

Artrite

Se il diabete non ride, l’artrite reumatoide piange e l’industria farmaceutica sguazza. Oggi sono stato alla visita reumatologica  onde trovare un nuovo percorso terapeutico contro il ritorno di fiamma della stessa artrite: cosa che incide, in negativo, sul compenso glicemico del diabete. Premesso che: dal 2001 ad oggi prendo una medicina dal nome Methotrexate, e nello stesso periodo ho alternato antinfiammatori, come il Dicloreum 150 e l’Arcoxia 90, col risultato, alla lunga, di aver preso anche la gastrite e un inizio di insufficienza renale; dall’ottobre 2005 all’agosto 2007 ho fatto delle fleboclisi di Remicade, un anticorpo monoclonale chimerico IgG1, una volta ogni due mesi; oggi, di nuovo al punto di partenza, mi hanno prescritto una volta alla settimana, per un mese, iniezioni sottocutanee di Enbrel 50, una proteina di fusione del recettore umano p75 del fattore di necrosi tumorale con l’Fc; e vediamo che succede.

Oggi e non solo

Dolore

In questo periodo di acuta infiammazione da artrite reumatoide: con dolori articolari a mani, polsi, gomiti, ginocchia, piedi; con estensione a spalle, caviglie, anche e collo; rigidità fisica al risveglio; episodi frequenti di febbricola alla sera e notte, con malessere e astenia, e comparsa frequente di vampate nell’arco della giornata (più frequenti al mattino e durante il sonno). Scarso riposo (dormo due ore circa a notte, nonostante che prendo, al bisogno, una compressa di Xanax). E ancora: Scompenso del diabete e glicemico da riaccensione infiammazione con calo del peso da 63 a 58 kg. Insomma terminato il mio bollettino medico, spero nella giornata odierna di ricavare qualche percorso terapeutico innovativo e risolutivo del dolore, nella visita medica che mia appresto a fare dal medico reumatologo.

Chi sei?

medal

Ho cercato parecchio senza trovare nulla: quello che cercavo e cerco sono, in Italia, distributori di braccialetti, placche e simili, di identificazione sanitaria, sul genere ce ne sono diversi sia nei paesi europei che negli USA. Insomma una targhetta da appendere al collo, come nella foto sopra, che dice: sono diabetico – in caso di comportamento anormale (eccitazione, apparente ubriachezza, tremori, pallore, sudorazione intensa, torpore psichico, perdita di conoscenza): – somministrarmi bevande zuccherate; trasportarmi al pronto soccorso o chiamare un medico. La faccenda è seria: perché più volte mi è capitato di avere delle ipoglicemie per strada, e fin’ora è andata bene, ma altri non sempre hanno avuto i soccorsi dovuti, anche per mancanza di informazioni adeguate, che, in parte, potrebbero essere sopperite dai suddetti accessori. In tal senso un esempio (americano) è disponibile su questo sito.

Cellule

pancreas

Secondo informazioni provenienti dall’Università di Miami – FL (USA), centro di ricerca all’avanguardia nello studio di nuovi percorsi terapeutici per la lotta al diabete, sono state individuate le cellule staminali del pancreas sui topi di laboratorio. Un passo importante e basilare che ora deve passare all’uomo. La strada da compiere, hanno detto i ricercatori, è ancora lunga, ma apre la possibilità per rivoluzionari percorsi terapeutici finora impensabili, quali: vale a dire la rigenerazione delle beta cellule, in modo da ridare la possibilità di produrre ancora una volta propria insulina; questo ha affermato il capo ricercatori dott. Juan Dominguez-Bendala. Speriamo bene…

Fonte: Healthday (24/01/08)

Dissociato

Dissociato

Anche io sono dissociato. In che senso? L’Italia, o quello che di lei resta, è un paese dove regna l’individualismo estremo e aggregare le persone per un obiettivo comune è impresa improba: l’importante è avere notorietà per come si è e non per quello che si fa. A tal proposito anche la sfera associativa di scopo vive la suddetta condizione, in un oceano di rappresentazioni parcellizzate e sminuzzate. E anche noi diabetici siamo all’interno di questa condizione: non una, ma 10, 100, 1000 associazioni per i diabetici; per rappresentare chi e cosa?. Una volta si diceva: l’unione fa la forza; il nostro caso rappresenta benissimo la condizione estrema di debolezza.

Quello che manca

leggo

Quando leggo, guardo e ricerco nella rete, edicola, biblioteca e libreria, informazioni aggiornate e complete sulla salute e il diabete in particolare, faccio fatica a trovare qualcosa di valido, che dia il senso della completezza informativa e del necessario approfondimento; mentre nel campo anglosassone e in lingua inglese trovi una marea di roba, nella italica lingua l’offerta si riduce di parecchio. In parte la situazione è spiegabile nella logica dei numeri e dal fatto che dai noi si legge poco e, soprattutto male: basta dare un’occhiata alle pubblicazioni specialistiche, quando le sfogli noti un approccio sensazionalistico e dati, notizie che non lo sono, oppure informazioni che vengono date per nuove quando nella realtà sono già mesi che circolano. Un fatto certo, se si vuole cambiare rotta, è che c’è molto da bonificare per andare nella direzione di una informazione di qualità, e di supporto reale nei confronti dei diabetici e dei malati in generale.

Palinsesto

Lasagne

La gestione dei pasti, l’ordine di apparizione dei piatti, può rivestire un ruolo di non poco conto nella gestione di un buon equilibrio glicemico. Ad esempio l’ordine di assunzione dei cibi, che io pratico a pasto, comincia con le verdure, poi con le proteine ed eventuali grassi, e finisce con il pane o pasta, oppure altri carboidrati. Tutto questo, ho constatato, incide sul carico della calorie verso la glicemia e aiuta l’assorbimento nell’organismo del’insulina. L’apporto di fibre, in particolare, evita o attutisce l’esordio dei picchi post prandiali glicemici, e può aiutare nella conservazione della compensazione della glicemia.

No insulina?

Insulina

Le agenzia di stampa, prima americane poi europee e italiane, hanno lanciato la notizia che troppi adolescenti saltano le iniezioni di insulina per perdere peso(sic!). La notizia proviene dal Canada e riguarderebbe il 10% degli adolescenti col diabete di tipo 1. A dire il vero la faccenda non è nuova: da quando, circa trent’anni, si è preferito spalmare le iniezioni di insulina più volte al giorno (fino a quattro, ma anche cinque), sono cominciati a verificarsi i casi di salto dell’iniezione; all’inizio come rigetto verso le punture, poi come sfida verso genitori troppo apprensivi, ancora come machismo della serie io sono più forte del destino cinico e baro che mi dato il diabete, e oggi il fenomeno sarebbe legato alla perdita di peso (almeno per coloro che usano siringhe e penne, non penso siano interessati gli utenti di microinfusori). I comportamenti di questo genere sono distruttivi e deleteri: primo perché saltare la terapia provoca la rapida insorgenza delle complicazioni tipiche del diabete (retinopatia diabetica proliferante e conseguente perdita della vista come esempio); secondo non iniettare l’insulina può essere di per sé letale.

Combinazione

Cibo

Tra i tanti, innumerevoli articoli sulle diete, l’alimentazione, e il cosa mangiare, ho trovato molto interessante l’articolo apparso domenica sul quotidiano Corriere della Sera dal titolo: I cibi che fanno bene assieme; pezzo che riporta i risultati di una ricerca condotta dalla Purdue University (USA). In particolare ho trovato interessante il seguente passaggio dell’articolo: “Un’ultima osservazione sull’aceto: se abbinato ad alimenti “ad alto indice glicemico”, come le patate bollite, sembra parzialmente contrastare il marcato aumento della glicemia che si verifica dopo il loro consumo. «Va però detto – precisa Simonetti – che l’effetto si è per ora ottenuto con quantità d’aceto importanti, poco compatibili con le nostre abitudini »”. Commento favorevole all’articolo perché sa spiegare e sintetizzare bene aspetti di aiuto nella vita pratica di tutti i giorni.