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Diabete glamour

Diabete

Non c’è giorno che passa senza notizie scoppiettanti, affascinanti, circa nuove prospettive per la completa remissione del diabete di tipo 1 (quello di origine auto immune o giovanile); anzi a volte leggo che la cosa è già fatta. Era il 1970 (allora avevo nove anni) quando per la prima volta nella copertina di un rotocalco popolare (si chiamava “Stop”) c’era poligrafato: Trovata la cura per il diabete; da allora è un susseguirsi di annunci, sempre più pressanti e avvincenti. Nel suo piccolo, al secondo posto, ci sono gli annunci di nuovi percorsi per la somministrazione dell’insulina, a proposito: che fine ha fatto l’insulina inalabile? Ritirata? E infine i glucometri: gli scatolini per misurare la glicemia; proprio ieri ho scritto un post col quale riportavo l’annuncio di un nuovo gadget, per l’analisi dello zucchero nel sangue con le microonde. Anche qui la ricerca di strumenti per il controllo della glicemia, tramite il superamento del prelievo del sangue capillare, sono susseguiti da tanti annunci: l’analisi dal respiro, la variazione termico-epidermica, con le microonde, ecc. Ma ad oggi continuiamo a bucarci le dita, a iniettarci l’insulina con i nostri bravi aghetti. Infine il diabete tipo 1, 2 e forse 3, continua ad essere tra noi, e, come dicono in chiesa nel rituale per i matrimoni, fin che morte non ci separi…

Glicemia a microonde

Glicemia al microonde

Un altro strumento è stato creato per l’analisi della glicemia senza pungi dito, senza sangue, non invasivo, ovvero attraverso l’utilizzo delle microonde. La realizzazione è stata operata dai ricercatori della Università di Baylor , Waco, Texas. Lo stato del progetto è ancora iniziale e ci vorrà un poco di tempo per capire l’affidabilità dello strumento. Intanto per approfondire l’argomento potete leggere l’articolo tratto dalla versione web della rivista “Tecnology Review”. L’unico glucometro che funzionava senza sangue capillare, e riconosciuto dalle autorità sanitarie, era il GlucoWatch Biographer, progettato da Cygnus. E’ stato ritirato dalla distribuzione nel 2007, la metà degli utilizzatori aveva riscontrato irritazione e ferite nella pelle.

Buona idea

glicemia

Al via la campagna per il buon compenso del diabete, che mi risulti la prima iniziativa del genere in Italia: una buona idea per fare un poco di informazione e pressione in giro. Dal comunicato stampa emerge quanto segue:

L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione italiana sull’importanza del Buon Compenso del Diabete, vale a dire del controllo costante dei parametri metabolici, come emoglobina glicata, glicemia, grassi nel sangue, pressione arteriosa, raggiungibile grazie alle buone regole di vita, alla corretta terapia farmacologica e ai test di valutazione, elementi fondamentali per tenere a regime questa patologia sempre più diffusa nel nostro Paese.

Nell’arco dei prossimi sei mesi 20 tra le piazze più importanti delle maggiori città italiane saranno visitate dall’ Unità Mobile del Buon Compenso del Diabete, allestita al suo interno come un vero e proprio ambulatorio dove medici SID e AMD e infermieri OSDI, garantiranno alla popolazione la possibilità di effettuare gratuitamente l ‘ analisi della glicemia e, per la prima volta disponibile nelle piazze per le persone con diabete, il controllo dell’emoglobina glicata: l’insieme dei due valori rappresenta oggi il mezzo più efficace per affermare che il diabete è controllato.

A ogni persona che effettuerà il controllo verrà inoltre consegnato il volumetto BCD – la guida pratica per imparare a controllare il diabete, strumento essenziale per conoscere meglio il diabete e per capire come controllarlo grazie a un ‘ interazione efficace tra buone regole di vita, test e terapia farmacologica appropriata. Ovviamente sempre seguendo l’indirizzo e il consiglio del proprio medico di riferimento.

Se ancora non si è pensato di darsi una controllata questa potrebbe una buona occasione per farlo.

Fonte: Ufficio stampa Campagna BCD – Informati, Alleati, Protetti 2008

Vedi anche il sito relativo: buon compenso diabetico

Iper rischio?

Iperglicemia

Secondo le organizzazioni americane dei diabetici e cardiopatici i livelli alti di glicemia nel sangue fanno aumentare le probabilità di essere colpiti da infarti e ictus: l’iperglicemia, quindi, provocherebbe un aumento del tasso di mortalità nei malati. Che l’iperglicemia fosse un grosso fattore di rischio per la sopravvivenza nei diabetici lo si sapeva da tempo, e ripetere il monito è sempre utile: infatti sappiamo che l’alimentazione (carboidrati) incide una quota parte nell’andare in iper. Ma il problema del fattore “Iper” è multiplo, ovvero legato da diverse situazioni incombenti (vedi malattie, infezioni, stress). E’ su questo versante che occorre fare chiarezza sugli obiettivi da colpire.

Ignoranti…mah

Ignorante

Ho letto da notizie di agenzia, che in Gran Bretagna sarebbero mezzo milione le persone che ignorano di avere il diabete: stima per difetto o per eccesso? Penso per difetto. Non ho presente di stime al riguardo in Italia, ma ritengo i valori simili o forse superiori a quelli sopra annunciati, e di altri paesi europei. Il problema di fondo, e che ogni giorno ci troviamo sbattuto in faccia, è che il diabete, nell’età tarda, rappresenta una certezza quasi completa nel bouquet di possibili patologie a cui abbonarsi. L’altro fatto incontestabile, in età adulta e matura, è il rifiuto a rinunciare al cibo in quantità eccedenti il consumo reale (il cosiddetto fenomeno della “fame atavica). Nella prospettiva di breve e medio raggio non vedo grandi possibilità di recupero formativo delle persone, poiché, e alcuni di questi li ho conosciuti di persona, preferiscono ignorare di aver il diabete pur di continuare ad alimentarsi comi gli pare e piace.

Guardare avanti

Pasticche

L’unica scelta che abbiamo quando le cose vanno non proprio in modo ottimale: in particolare, nel momento attuale dove diverse malattia attraversano una fase di attività intensa, il diabete sembra anch’esso recepire la situazione con estrema difficoltà e le altimetrie della glicemia sono il primo riflesso della condizione, e poi arriva l’effetto conseguente del glucosio nelle urine. Insomma c’è la concertazione all’incontrario. Comunque ci si deve far forza e cercare, per quanto possibile, di guardare avanti, anche perché non c’è alternativa. La forza e la determinazione nel far fronte alla fase critica rappresenta, penso, l’unico percorso chiaro; certo ci sono i rapporti umani, le amicizie, lo svago, che possono essere una valido elemento di sostegno, e comunque sempre meglio di percorsi biochimici, magari a base di benzodiazepine.

Lifescan

Lifescan

Da almeno quindici anni sono un fedele utilizzatore dei glucometri della Lifescan per l’autocontrollo della glicemia, del diabete: oggi utilizzo “OneTouch Ultra 2″, col quale mi trovo bene. Gli aspetti critici riguardano l’assistenza e la visibilità del marchio, almeno per quanto riguarda la divisione italiana dell’azienda. In particolare mi riferisco alla possibilità di reperire un modello superiore di glucometro: “OneTouch UltraSmart”; l’apparecchio non risulta disponibile in nessuna struttura di vendita sul territorio nazionale, e non è importabile direttamente; l’unica possibilità è di contattare direttamente la Lifescan Italia, cosa che ho fatto ma senza risultati. Infine la ditta ha il sito fuori uso (unica nell’ambito europeo). Mah!

W la patata

patata

Il 2008 è stato dichiarato l’anno internazionale della patata da parte della FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations); prendo a pretesto l’evento, per rivalutare un cibo nel passato indicato come negativo nell’equilibrio del diabete. La patata, gestita nel calcolo quotidiano di carboidrati, collegati ai valori della glicemia e quindi al dosaggio dell’insulina, è un alimento versatile, ricco sì di glucidi ma anche di altri importanti nutrienti, quali: potassio, fosforo, tiamina e vitamina c; un alimento vegetale completo da non scartare, e, a parte certi tipi estremi di frittura, può essere d’aiuto nella dieta del diabetico.

ES – Cellule e insulina

Cellule

I ricercatori hanno sviluppato le cellule formative che secernono  l’insulina sui topi: lo studio suggerisce che verrebero incontro al controllo del diabete nell’uomo. L’ulteriore ricerca e sviluppo di questa tecnica potrebbero condurre ad una fonte rinnovabile di cellule per il trattamento terapeutico dei diabetici, secondo Emmanuel Baetge di Novocell Inc., San Diego – CA – USA.

In questo nuovo studio, i ricercatori trapiantarono cellule test ed immature  dedotte da cellule embrionali staminali umane, in topi le cui cellule test erano state  distrutte da trattamento chimico. Dopo uno, tre mesi, le cellule trapiantate svilupparono glucosio di risposta, e secrezione d’insulina in aiuto per il controllo del livello della glicemia nei topi.

Fonte: Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito dell’ADA – Americano Diabetes Association, nella sezione: Islet Transplantation

Lo scompenso del diabete

Allarme

A volte non tutti i mali vengono per nuocere: il periodo appena trascorso di scompenso glicemico, causato dall’infiammazione reumatica, mi ha fatto riflettere come il diabete sia un generatore di complicanze, ma anche un campanello di allarme di qualcosa che non va nell’organismo. Esempio: all’inizio dell’attacco reumatico, quando il livello del dolore non era ancora chiaramente percettibile, vedevo i valori della glicemia cominciare a sballare, nonostante il mio comportamento complessivo fosse a regola; oggi a mente fredda mosso ancora una volta notare come all’insorgere di una malattia, il diabete attraverso i valori dello zucchero nel sangue, ti allerta che qualcosa non funziona.