Entries in the '' Category

Soli…

solo

Una breve riflessione sulla mia esperienza con il diabete.

Una cosa che ho capito in questi anni, soprattutto nel mio passato "settennato" di vita da single,  che per un diabetico restare solo, sia nella vita privata come in quella sociale, è un moltiplicatore esponenziale di rischi sia per il governo dello stile comportamentale (alimentare, fisico) che, di conseguenza, per il compenso glicemico e del mellito.

La mia è una constatazione, netta e cruda, del vivere  ed un consiglio spensierato per quanti si trovano ad affrontare soli o in solitudine la situazione diabetica.

E’ importante non perdere il contatto con la realtà.

Neuroapatia diabetica

 nervi

Nell’ambito della divulgazione alle masse del diabete mellito e delle sue complicanze mi è capitato di constatare come ci sia una certa forma di reticenza, una certa scarsità informativa, nell’illustrare cos’è e cosa comporta per il diabetico la neuropatia diabetica "autonomica".

Certo rispetto alla neuropatia diabetica di tipo articolare e doloroso, quella autonomica (che è la più diffusa) sembra meno pressante a livello sintomatologico, e quindi può essere trascurata.

Ma ritengo che a livello di informazione, di rapporto medico – diabetico, ci debba essere un chiaro interagire in proposito. Perché sintomi quali: inconsapevolezza dell’ipoglicemia, diminuito diametro della pupilla adattata al buio, tachicardia, iperidrosi, gastroparesi diabetica, eiaculazione retrogada, disfunzione erettile, cistopatia, vescica neurogenica, lubrificazione  vaginale difettosa; non sono fattori da sottovalutare, soprattutto quando il diabete è di tipo 1 è l’interessato, interessata, sono giovani adulti; con tutte le conseguenze che una complicanza di questo genere può avere per la vita delle persone, come nella sfera affettiva e riproduttiva.

Infine la neuropatia è la chiara risultanza di un quadro manifesto di scompenso glicemico del diabete, che richiede le necessarie azioni rivalutative.

Diabete: qual piuma al vento

 

Oggi desidero affrontare un tema che interessa spesso i neofiti del diabete (tipo 1): l’instabilità della patologia. Instabilità è un termine usato per descrivere un diabete di tipo 1 non gestibile. Le persone con il diabete instabile, hanno spesso vissuto, vivono grandi oscillazioni dei livelli dello zucchero nel sangue (glucosio) .Tali manifestazioni portano all’ipoglicemia (basso livello di zucchero nel sangue) o iperglicemia (alto livello di zucchero nel sangue).

L’instabilità del diabete può essere causata da problemi di assorbimento gastrointestinale, compreso il ritardato svuotamento dello stomaco (gastroparesi), interazioni farmacologiche, problemi di assorbimento dell’insulina, malfunzionamento ormonale.

Problemi psicologici, tra cui la depressione e lo stress, sono anche associati all’instabilità del diabete.

Le persone con problemi psicologici, come lo stress e la depressione, sono a più alto rischio di vivere un diabete instabile.   In alcuni casi, questi problemi psicologici li portano a non avere cura di sé per il diabete. Ad esempio, possono smettere di mantenere una dieta sana o non possono gestire i loro livelli di zucchero nel sangue.

In tutto questo è importante individuare quali sono i fattori generanti il diabete instabile o, come si diceva una volta, ballerino ed intervenire con gli strumenti  oggi a disposizione: da uno schema d’insulina adeguato, al microinfusore e fino al trapianto di pancreas. L’importante è intervenire, se possibile, prima che subentrino ulteriori complicanze ai reni e al sistema cardiovascolare.

5xmille

5xmille

Sono incerto sul da farsi rispetto al tema nel titolo di questo post. Il dilemma riguarda la firma del 5 per mille da dare a sostegno per la ricerca in favore della lotta al diabete. L’anno scorso ho dato sostegno al San Raffaele di Milano, perché risultava evidente il ruolo pregnante dell’Istituto nella ricerca, a livello mondiale, nell’ambito specifico del diabete mellito. Ma per diversificare la scelta, e sostenere altre realtà in questo campo, quest’anno volevo devolvere il contributo verso altre strutture. Il punto è che non riescono ad avere un quadro di riferimento, o meglio di orientamento, su cui dirigere l’attenzione.

Entrare nel tunnel

carpale

E sì lo avevano detto e su di me ne ho la riprova pratica: il diabete mellito può provocare l’insorgere del "tunnel carpale". A dire la verità me ne sono già reso conto da qualche anno di avere un dolore, a giorni alterni, che si irradia nel polso e nella mano destra. Essendo io abbastanza resistente al male, riesco a contenere ancora la sintomatologia; anche se in un prossimo futuro dovrò vedere coi medici che fare, visto anche l’intreccio con l’artrite reumatoide. Comunque, diabete o no, vado cauto nel lamentarmi perché c’è chi ha ambo i polsi nel tunnel, io al momento ho lo sconto…

Cosa ho mangiato

pane

Da quando ho il nuovo schema terapeutico di somministrazione dell’insulina, il quadro di compenso glicemico è notevolmente migliorato, sia in termini di media dei valori che di emoglobina glicata. L’alimentazione quotidiana ne risente in maniera positiva. A parte la colazione, che nella composizione è rimasta inalterata: circa 5 fette biscottate con una tazza di latte; il pranzo si è arricchito, oltre al piatto di pasta asciutta, da una fetta di pane. La presenza di carboidrati nel totale è aumentata in modo interessante; la mia dieta prevede 197 g giornalieri di glucidi; oggi viaggio su una media di 220/250 g al dì. In pratica al momento riesco a fare qualche snack supplementare senza squilibri nella glicemia e nel diabete. Certo la situazione è personale, ed ogni situazione, va intravista in contesto specifico, fatto da età, tipo di lavoro ed attività fisica svolta giornalmente, ecc. Ma il punto importante è di sapere che, col diabete ben amministrato, si può gestire il cibo senza eccessive restrizioni.

Retinopatia diabetica

occhio

Quali sono i migliori trattamenti contro la retinopatia diabetica? Se volete saperlo segnalo un articolo apparso il 18/5/08 sul sito gestito da medici: Pillole.org che tratta, in modo completo e chiaro, l’argomento su cui è intitolato questo post.

L’ora X

ora x

Oggi è il mio 44° anniversario dalla diagnosi del diabete di tipo 1. 44 anni su 47 sono una cifra che comincia ad essere interessante, considerato il contesto in cui è avvenuto l’evento, l’evoluzione della malattia, delle terapie, e della mia vita nel suo insieme. Non voglio fare auto celebrazioni o altre cose simili, ma in questi anni l’unica cosa che, di tanto in tanto, emerge dalla mia mente riguarda la speranza, il confidare, nell’arrivo dell’ora X. X sta per quel giorno, che spero di vedere e che altri certamente vedranno, in cui sarà finalmente scoperto il meccanismo di controllo e remissione del diabete di tipo 1, di tipo 2, insipido, ecc. E’ importante avere un obiettivo, dare sostegno alla ricerca per raggiungere e conservare un risultato.

Pancreas+Rene

 rene

Secondo i risultati di una ricerca compiuta in Germania  rispetto al trapianto di rene, uno simultaneo di rene-pancreas,  migliora le probabilità di sopravvivenza a lungo termine in pazienti con diabete di tipo 1 e malattia renale all’ultimo stadio. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Journal of the American Society of Nephrology". Il capo dei ricercatori: Dr. Christian Morath, dell’università di Heidelberg, ha affermato che questo genere di trapianto aiuta, inoltre, il miglioramento delle condizioni cardiovascolari dei pazienti trattati. Aggiungo che i risultati della ricerca non sono, di per sé, nuovi; ma confermano un dato già presente nella realtà, infatti molti diabetici, anche in Italia, hanno tratto beneficio da questo genere di soluzione.

Ulteriori informazioni sono presenti sul sito dedicato al trapianto dei reni (in inglese) Kidney transplant.

 

Corsera

corriere

Ieri nel numero in edicola del quotidiano “Il Corriere della Sera”, c’era uno speciale sul diabete a firma di Mario Pappagallo, dal titolo: Emergenza Diabete Tre milioni di malati, altri 3 non lo sanno.
Nella sostanza niente di profondamente nuovo da riportare, se non il fatto che sulla creazione dell’Agenzia nazionale per la lotta al diabete (nda: proposta del senatore Marino) sembra esserci una convergenza politica sia di maggioranza che di opposizione parlamentare. L’altro dato curioso riguarda la frequenza del diabete, distribuita per regioni: in pratica le realtà del mezzogiorno hanno una percentuale di crescita diabetica maggiore rispetto al nord. Nonostante la dieta mediterranea la crescita del diabete sembra inarrestabile.