Entries in the '' Category

Risultato buono

sangue

Sabato scorso sono andato ritirare il referto dell’HbA1c: il risultato è uguale a 6.4; praticamente come il precedente controllo, ovvero stabile. Ma, a differenza dell’altra volta, quello che mi rende oggi più soddisfatto e tranquillo è il sapere come il buon compenso del mio diabete è frutto anche di curve glicemiche appianate. In conclusione i picchi, gli alti e bassi della glicemia, sono, ad oggi, messi in congelatore.

Voglio ricordare che un dato buono per l’HbA1c (emoglobina glicosilata) è averla al di sotto di7.0, per non andare o rallentare il decorso del complicanze nel diabete.

Ma la sfida continua.

Bere

acqua

Dalle mie parti (Granarolo) in questi giorni ci sono tra i 36° e 38° di temperatura: niente di fresco sotto il sole; ma quanto sono iscritti “al club del diabete” occorre fare qualche marcatura.

Prima di tutto col diabete si tende a urinare di più e spesso (poliuria), soprattutto quando vi è lo scompenso glicemico e simili, quindi con la perdita conseguente di liquidi, sali, minerali, ecc., andiamo incontro al rischio di disidratazione, anche senza che ce ne accorgiamo.

Allora l’imperativo adesso che siamo in estate, ma anche durante tutta la parte restante dell’anno, è di bere acqua (almeno 6/8 bicchieri al dì), se poi e del rubinetto ancora meglio…

Nano pompa

nano pompa

Un interessante annuncio da parte della Debiotech, realtà svizzera all’avanguardia nelle tecnologie biomediche, riguarda la prossima messa in produzione di un microinfusore di insulina mini invasivo: grande meno di una carta di credito. Dal comunicato stampa della ditta:

Dal comunicato stampa:

Il piccolo dispositivo può essere montato su una pelle patch disponibile a fornire infusione continua di insulina, consentendo notevoli progressi nella disponibilità, il trattamento efficienza e la qualità della vita dei pazienti diabetici. La tecnologia, che si basa su microfluidi MEMS (Micro-Electro-Mechanical System), ha superato con successo le fasi iniziali di test ed è ora pronta per entrare in produzione.

La tecnologia a microfluidi fornisce anche un migliore controllo della somministrazione delle dosi di insulina, simulando più da vicino la naturale secrezione della stessa dal pancreas, è può prevenire eventuali malfunzionamenti della pompa per proteggere ulteriormente i pazienti.

Quindi uno strumento sulla carta adatto per bambini e giovani con diabete di tipo 1, anche perché impiantabile sotto pelle.

Il suo design con una sezione permanente contenente la parte elettronica, ed una usa e getta contenente il serbatoio e il meccanismo di pompaggio, la rende accessibile e attraente per ogni paziente.

Resta da vedere il costo dell’apparecchio e la sua reale disponibilità.

Notiziario

newsletter

Oggi desidero comunicare un evento che riguarda questo blog: a partire dal mese di luglio, con cadenza mensile all’inizio, poi vedrò, avvio in fase sperimentale una newsletter di sintesi sugli argomenti trattati sul diabete in questo spazio, cercando di mettere in evidenza i fatti degni di nota, quelli di maggiore interesse.

i lettori interessati a ricevere via email il notiziario possono immettere i loro dati nella parte bassa della prima colonna, dove c’è scritto: La newsletter di Diabete e…

Vi aspetto.

Controllo/i

urina

In questo blog sul diabete ho scritto diversi post sul controllo della glicemia, ovvero dei livelli dello zucchero nel sangue di noi diabetici, cosa basilare per mantenere la patologia in ordine. Invece ho omesso di affrontare, cosa che faccio ora, il tema della glicosuria.

La glicosuria, per chi non lo sapesse, ma sono convinto che tutti lo sanno, ma pochi lo fanno; e il controllo del livello di zucchero e corpi chetonici nell’urina mediante strisce reattive.

Questo controllo, spesso dimenticato nel quotidiano, è importante ed ora spiego il perché: con la glicemia controlliamo prima di alimentarci lo zucchero nel sangue, ed adeguiamo di conseguenza la dose di insulina e la quantità di carboidrati da assumere nella dieta.

Con la glicosuria verifichiamo la presenza o meno di zucchero nell’urina, e se è presente capiamo l’efficacia o meno della terapia insulinica, e acquisiamo anche un primo dato informativo sulla salute dei nostri reni onde prevenire rischi di insufficienza renale e nefropatia diabetica in futuro. Inoltre se il valori della glicemia sono superiori a 250 mg/dl possono essere presenti nell’urina corpi chetonici (acetone), primo indicatore di un scompenso diabetico di trattare.

Meditiamo dunque.

Frutti sì, ma

frutti di mare

Altro consiglio spassionato e tratto dalle mie vicende, di recente provate, riguarda l’alimentazione, e nello specifico un certo tipo di cibo: i cosiddetti frutti di mare, in particolare cozze, ricci; per le loro caratteristiche nutritive sono alimenti “altamente” sconsigliati per il diabete, sia per il loro alto carico di grassi saturi che di colesterolo.

Ma per quanto riguarda la mia storia, alcuni anni fa ebbi l’occasione di mangiare un piatto di “impepata di cozze”, e nei giorni seguenti cominciarono a manifestarsi quotidiani eventi diarroici, fino a portarmi da lì a due mesi ad essere ricoverato in ospedale con diagnosi: morbo di crohn, guarda caso altra patologia autoimmune.

Riepilogando: sia col diabete di tipo 1 che con quello di tipo 2 i frutti di mare vanno presi con estrema prudenza, e comunque previo accertamento sul loro buon livello di cottura.

Calor e…

controllo glicemia

Con l’arrivo del caldo torrido per me, per chi è diabetico, serve apporre alcuni accorgimenti al fine di evitare disagi nella gestione quotidiana del diabete. L’insulina deve essere conservata a temperature non superiori ai 25/30 gradi celsius; ma anche gli altri eventuali farmaci che assumiamo, non devono essere esposti a valori termici superiori a quelli indicati in precedenza, pena la perdita di efficacia del medicamento stesso.

Un altro accorgimento che dobbiamo prendere riguarda il nostro glucometro (l’apparecchio per il controllo della glicemia), anche questo gadget non deve stare esposto a temperature elevate, ma soprattutto le strisce reattive devono essere conservate in ambiente non rovente, pena il loro “squagliamento” e quindi inutilizzo.

Questi consigli possono apparire ai più ovvi e banali, ma ho notato che spesso quando si è via tendiamo a staccare con tutto, compreso queste elementari cose; allora lasciare un memo può essere d’aiuto?

Alcune considerazioni

A1c

Nei Giorni scorsi ho guardato i resoconti dell’annuale meeting dell’ADA (l’associazione dei diabetici americani) svolta a S. Francisco CA – USA. La kermesse, un ibrido tra convegno scientifico per medici e ricercatori, espositori di prodotti paramedicali e farmaceutici per diabetici, è un occasione per fare il punto sullo stato dei percorsi scientifici sul campo del diabete.

Grandi cose non le ho percepite, ma in compenso c’è un brulicare di prodotti aggiornati per il controllo della glicemia e, addirittura, dell’emoglobina glicata a domicilio.

Tra le cose intraviste: un glucometro cosiddetto “tutto in uno”; ovvero il gadget ti consente di bucare il dito, leggere la glicemia senza l’ausilio di altri attrezzi. L’apparecchio si chiama Onq, della Intuity Medical, e deve essere ancora validato dalle autorità di controllo americana ed europea. Infine la BioRad Laboratories ha realizzato In2it, un aggeggio che promette di fare l’analisi a domicilio dell’emoglobina glicata, senza andare in ambulatorio, ma ancora resta sconosciuto il costo dello strumento.

Tirando le somme, posso dire che il diabete si conferma una buon terreno per fare affari e quattrini.

Il cibo proibito

paste

Il titolo del post è volutamente contraddittorio, d’altronde il luogo comune: dolce e diabete = vietato; è oggi superato da fatti e situazioni che vanno viste nello specifico di ognuno di noi.

E’ vero che un diabete scompensato o instabile rappresenta un elemento di valutazione sotto il profilo patologico e dietologico, quindi in questo caso occorre riportare la situazione sotto controllo, ovvero il più possibile in equilibrio e al più presto.

Ma, escluse le situazioni serie e problematiche; di fronte a un diabete ben controllato e compensato, con un controllo dei carboidrati assunti ed una regolare attività fisica, mangiare una pasta, un croissant e simili con la premessa predetta non costituisce un problema.

Il mio riferimento è particolarmente rivolto ai diabetici di tipo 1 non obesi o in sovrappeso; per gli altri (diabete tipo 2) il discorso, soprattutto sotto il profilo delle compatibilità alimentari, va tenuto più sott’occhio.

Nei prossimi post cercherò di fare degli esempi pratici e articolati.

Buchi

iniezione

Dove ti buchi per fare l’iniezione d’insulina? Si lo so fai come ti senti, o come ti ha indicato il medico.

Io opto per questo genere di distribuzione dei fori: l’insulina rapida e quella miscelata le faccio, a rotazione, nella pancia e nelle braccia, poiché sono aree dove l’assorbimento del farmaco è più veloce; invece la glargine o lantus®, che dir si voglia, la inietto nelle chiappe per una processo di avvio del ciclo insulinico più rallentato. Difatti quelle volte che facevo la lantus® in pancia, la sua messa in circolo era talmente veloce da provocarmi delle ipoglicemie notturne o al risveglio.

Comunque ognuno di noi, ogni bravo diabetico con l’esperienza, trova o troverà i posti migliori dove bucarsi; l’importante, come regola comune a tutti, è ruotare i posti d’iniezione.