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Sentire le cose

prosecco

E’ finito il 2008. Mi auguro ed estendo l’augurio a tutti i diabetici e no, a tutti i lettori del blog: Diabete e…, per un nuovo anno (2009) ricco di salute e benessere. Una convivenza col diabete il più dolce possibile (non in senso alimentare) e comunque una vita generosa e prospera. Che dire: speriamo che vada bene! Intanto per tenermi in “forma” sto aggiornando, nel fragente, il mio database glicemico per il nuovo anno, quello in formato digitale. Di nuovo auguri!:)

Sorpresa…sorpreso: ovvero non me l’aspettavo

sorpresa

Anche ad essere “veterano del diabete” non basta ad essere immune da sorprese, soprattutto quanto si parla di ipoglicemia. E nella fattispecie parlo dell’episodio accaduto lo scorso 23 dicembre: mi alzo come tutte le mattine  per andare al lavoro, senza alcun problema o sintomo a me riscontrabile, faccio il controllo della glicemia e te guarda ho 39 mg/dl di valore; al quel punto resto colpito dalla cosa, e comunque vado avanti con la esecuzione delle faccende preliminari alla mia uscita di casa, ovvero faccio colazione, dopo mezz’ora mi inietto una dose ridotta di insulina aspart (novorapid) pari a 3 unità (rispetto alle solite 5). Esco e vado al lavoro: dopo tre ore dalla colazione faccio un controllo supplementare della glicemia e il valore è pari a 52 mg/dl, a quel punto rinforzo la colazione con un orzo in tazza piccola ed una bustina di zucchero.  Finalmente prima di pranzo la situazione torna normale: valore glicemia 125 mg/dl. Tirando le conclusioni a freddo, dall’escalation di avvenimenti testè espressi, vengo a toccare con mano di un fatto che sapevo dover succedere prima o poi ai diabetici con lunga anzianità di malattia, come nel mio caso: l’insorgere asintomatico dell’ipoglicemia diabetica. Un fenomeno presente e possibile, con cui convivere e “fare i conti”.

E concludendo

giudicare

Un classico di ogni fine anno è una valutazione d’insieme degli accadimenti intervenuti, ed un giudizio di massima sui 365 giorni lasciati alle spalle e le aspettative per i prossimi che ci attendono. Per quanto mi riguarda il 2008 è stato un anno equilibrato: la gestione del diabete è stata, fatti i conti, ben controllata; per la prima la volta, dopo quattro anni consecutivi, non sono stato ricoverato in ospedale. Quindi dal lato personale della salute e del diabete le cose hanno funzionato come dovevano, e questo lo conservo come un valore in sé caro, da tenere buono. E per quanto riguarda il diabete come dato generale? Quest’anno non ha riservato passaggi eclatanti nello sviluppo di percorsi remissivi della malattia, ma piuttosto ha messo in luce delle tendenze che, penso, cresceranno negli anni a venire: primo per tutti il controllo continuo della glicemia diffuso nelle persone e duraturo col tempo, in grado di allertare sulle condizioni di scompenso diabetico; in  secondo si torna e sentir parlare del “pancreas artificiale”, che, grazie alle nanotecnologie potrebbe nei prossimi anni diventare una realtà. E’ oramai confermato come flop la somministrazione per via inalatoria dell’insulina, come anche il suo impiego per via orale non appare più come all’orizzonte: insomma la cosa certa è ancora l’iniezione con ago e penna, o siringa.  E, comunque sia, le somme si tirano sempre alla fine.

E poi dopo

doponatale

Ancora buon Natale! E allora anche per quest’anno è andata col diabete, almeno per quel che  mi riguarda. Cosa ho fatto? Nella mia tradizione e abitudine familiare c’é stato il “pranzone di Natale”. Come articolazione alimentare del menù è consistito in: un leggero antipastino fatto da un cocktail di salatini, lasagne verdi alla bolognese, pollo ripieno, verdure cotte al forno, un bicchiere di vino rosso ed una fetta di panettone. Il conto, in termini di carboidrati = 103 grammi; e in tale contesto ho iniettato 10 unità di insulina novomix 70; ah dimenticavo prima di pranzo avevo di glicemia 71 mg/dl e dopo, in via del tutto straordinaria ho fatto un controllo a tre ore dal pasto, con 129 mg/dl. Quindi è andata bene sotto tutti i punti di vista: sia sotto il profilo diabetico che dell’alimentazione e del clima familiare.

Che dire…

natale sano

Che dire? Ma buon Natale naturalmente a tutti, con o senza il diabete. Questo giorno sempre più contrassegnato dai riferimenti commerciali e consumistici, deve essere un momento per stare insieme non solo a tavola ma anche negli angoli della vita costruita per dare amore. Per quanto riguarda il mio approccio con la festa del Natale lo tratto come era ai tempi delle cose essenziali alla vita umana: una eccezzione alla regola, che è data dal vivere per crescere e non solo per mangiare. Oggi, in molti casi, non è più così. Nel mio contesto familiare non si usa fare il “cenone di natale” ma si rimanda il tutto alla 25/12. Comunque da me ai lettori e commentatori del blog diabete e…, un Natale sereno e armonioso, e per chi vuole arrivederci al 26. Roberto Lambertini :)

A distanza

glucotel

Da noi, in Italia, non so se il percorso è già realizzabile, ma in alcune parti dell’Europa l’avvio operativo del controllo a distanza dei parametri clinici legati a determinate patologie, tra cui il diabete, sembra essere diventato un fatto concreto. I vantaggi della tecnologia per l’interessato, in questo caso il diabetico, dovrebbero essere evidenti: una rapida disponibilità dei dati sanitari al personale medico, in particolare per quelle persone che si trovano molto distanti dai presidi ambulatoriali, o che comunque vivono in località isolate. Scorrendo i siti nella rete attinenti il controllo sul diabete, sono cascato in particolare sul servizio (in inglese) denominato: Glucotel; questa realtà promette di rendere condivisibili i dati relativi a glicemia, pressione arteriosa e peso, in modo da consentire un supporto professionale, in caso di necessità o incertezza, sul piano della gestione terapeutica delle patologie come il diabete. Il congegno in immagine, dal punto di vista tecnologico, utilizza la connessione senza fili Bluetooth e la conseguente trasmissione in tempo reale dei dati indicati in precedenza. Tutto interessante, anche se al momento non mi risulta accessibile e praticabile questo percorso nel nostro paese. Comunque un esempio del funzionamento del gadget è disponibile attraverso la visualizzazione di questo video clip. Ultima cosa: non è ancora funzionante la vendita on line del prodotto in questione; se qualcuno ne sa di più si faccia avanti.

[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=U27HmyEJPr0[/youtube]

Da cosa nasce cosa?

celiachia

Io ho il diabete di tipo 1, quello autoimmune, e nel corso degli anni vado ad apprendere, sulla mia pelle, che di patologie autoimmuni ve ne sono altre, e che le medesime possono arrichire il mio “patrimonio sanitario”, cosa peraltro già avvenuta con l’artrite reumatoide. Ebbene imparo, in queste ore, dai risultati di una ricerca scientifica, come il diabete di tipo 1 e la celiachia hanno in comune quasi lo stesso patrimonio di geni, e spesso accade un “gemellaggio” tra queste due malattie: ovvero c’è un’associazione, una loro stretta connessione. Quindi se appare il diabete di tipo 1 ci sono forti possibilità, prima o poi, di essere colpiti anche dalla celiachia. Al momento non  rientro nella casistica, ma debbo dire che un poco sono preoccupato: per quali ragioni? In primo luogo, oltre al diabete di tipo 1 ho l’artrite reumatoide con una iniziale osteoporosi, poi qualche anno addietro ho ha avuto un sospetto morbo crohn (altra patologia autoimmune). Tutti fattori che possono far ingiungere l’avvento della malattia in oggetto. Insomma ho le caratteristiche di base per la celiachia e pertanto debbo stare in guardia per non abbondare nel catalogo di cronicità, e quindi fare i controlli del caso anche perché non ci si può ridurre a mangiare solo dell’aria!

Perché no?

viaggiare

Anche se in questo momento si vive sotto la croce della crisi, un po di svago in questo periodo aiuta sempre, e per chi ci ha pensato magari c’è anche un bel viaggio: breve o lungo che sia è sempre una cosa da fare in quanto ci aiuta a stare meglio. E col diabete come la mettiamo? Questo non è una difficoltà, un  problema: si all’inizio uno può mettersi dei paletti, magari dovuti più ad ostacoli di carattere psicologico. L’unica cosa da fare è molto semplice: organizzarsi, è questa l’unica richiesta che ti fa il diabete prima di partire, altre non ce né, e se ci sono vanno sotto la categoria delle scuse, di usare la malattia come un alibi per nascondere altri problemi. Quindi si tratta di organizzare le cose che servono, e sono sempre le stesse: insulina, il necessario per farla; il glucometro per controllare la glicemia coi relativi accessori, glucagone e zucchero per le eventuali ipo, il diario della glicemia ed i documenti sanitari; solo per ricordare i più importanti. Come si vede basta poco.

Variabile

Schema insulina

Come ho già avuto modo di ribadire in altre occasioni il diabete, come altre patologie croniche, risente degli “effetti stagionali”. Se d’estate l’equilibrio, il compenso della glicemia è migliore, le cose vanno un pochino peggio d’inverno. Tutto questo per diverse cause che ho già ripreso in passato. E allora che si fa? Ci sono diversi accorgimenti pratici: tenersi sempre in esercizio fisico; stare attenti con le malattie (vedi influenza); ragionare col medico sull’adattamento dello schema d’insulina in rapporto, anche, alla condizione stagionale. In questo frangente, per scendere sul pratico, io ho variato il dosaggio dell’insulina Lantus che faccio alle ore 21: sono passato dalle 10 unità alle 12; e con questa piccola variazione della “basale” riesco a mantenere una media dei valori della mia glicemia tra i 120 e 150 mg/dl. La prova ultimativa l’avrò comunque a gennaio, in rapporto all’effetto dopo feste. Ma per intanto va bene così: ad ogni stagione la dovuta iniezione per far fronte alla situazione…

Errata corrige

sforzo

Non son  sicuro se nello scrivere in questi mesi ho affrontato un tema della gestione quotidiana del diabete che è importante integrare, per un percorso completo di equilibrio della glicemia: si tratta dell’esercizio fisico. Come ho ripetuto più volte i fondamentali nell’autocontrollo del diabete sono: il valore della glicemia (zucchero nel sangue), la quantità di carboidrati assunti con l’alimentazione (le calorie acquisite) e di conseguenza il calcolo del dosaggio dell’insulina di cui si ha bisogno. Ma dopo il calcolo dei carboidrati va anche ricompreso  il consumo eventuale di calorie, identificabile sia attraverso l’attività lavorativa che quella sportiva o umana in generale. Senza una considerazione di questi valori è come rendere zoppo il controllo del diabete, anche con effetti non piacevoli nell’arco della giornata (vedi ipoglicemia ed picchi glicemici). Certo questo va preso con una certa elasticità, perché non siamo dei robot e pianificare tutto con un’ossessione maniacale indubbiamente va a discapito dell’armonia del diabete, come di quella mentale. Sentivo comunque necessario dover completare un passaggio informativo utile per una visione d’insieme nell’approccio col diabete “in proprio”.