L’approccio

Al di là delle forme terapeutiche, degli schemi variabili nel dosaggio dell’insulina, del calcolo dei carboidrati e delle medie dei valori glicemici; una cosa che conta sotto il profilo dell’impatto reale nella vita col diabete riguarda l’approccio mentale, della nostra personalità nel trattamento della malattia. Cosa intendo dire con queste parole? Nell’arco della mia vita diabetica ho sempre avuto a che fare con due facce del mio carattere: una istintiva, l’altra ponderata; spesso nell’amministrazione della patologia ha prevalso la prima, quella immediata, istintuale. Oggi a causa, forse, della maturazione anagrafica, la bilancia gira sul livello ponderato, riflessivo all’interno della sfera individuale. Che dire? A mente fredda posso senz’altro affermare come il diabete richiede necessariamente una relazione ponderata, temperata, calma; in grado di saper valutare i dati e di saper intraprendere le scelte compatibili, buone nella gestione della malattia. L’unica eccezione alla regola è rappresentata dall’evento ipoglicemico che al contrario, richiede un’azione immediata di contrasto. In conclusione: consiglio di cercare una forma di rilassamento applicativo nell’amministrazione del diabete; alla lunga si potrà apprezzare la cosa con il raggiungimento di un buon compenso glicemico assieme ad un adeguato equilibrio interiore.
Questi ultimi sette giorni hanno visto una media della glicemia di 165 mg/dl, e fin qui nulla di strano, se non per il fatto di una ipoglicemia a 44 mg/dl che come effetto di rimbalzo ha portato lo zucchero nel sangue a 440 mg/dl. L’effetto zuccheriera l’ho vissuto lo scorso 17 febbraio e se la fase iper è durata solo mezza giornata, la parte più dura si è presentata durante la notte, con pressione allo sterno e poliuria, oltre a difficoltà nel prendere sonno, assieme ad una impennata della pressione arteriosa sistolica. Come si evince da questa sintetica discrezione lo squilibrio del diabete si manifesta non solo sulla glicemia, ma in modo più ampio su tutto il corpo e la mente in un arco temporale che, se ben trattato, può essere ricondotto a normalità in poco tempo; cosa che sono riuscito a raggiungere in questi ultimi anni, prima invece ci impiegavo di più (due o tre giorni), con una contestuale difficoltà a trovare una discreta qualità di vita. Lo scompenso del diabete quando manifesta dei sintomi ha di positivo che ci aiuta a far capire il bisogno di cambiare direzione, di prendere dei provvedimenti; cosa opposta ad una condizione di squilibrio asintomatica, in quanto alla lunga porta a generare un logoramento dell’organismo, con effetti negativi per la salute e la vita stessa, senza che ce ne accorgiamo, se non con esami di laboratorio.
Nell’ambito dei miei percorsi sperimentali ed alternativi per l’acquisizione di prodotti paramedici accessori al diabete, ho provato ad utilizzare il “commercio elettronico”, facendo un ordine dagli USA, visto il tasso favorevole del cambio dollaro euro. La richiesta contemplava una confezione di strisce per il controllo della glicemia da 100 unità e del gel di glucosio a presa rapida. L’ordine l’ho fatto il 9 gennaio scorso e a tutt’oggi debbo ancora vedere la merce perché ferma alla dogana per i controlli di rito. Un’altra volta una mia precedente richiesta ci aveva impiegato trenta giorni circa (senza controlli frontalieri). Facendo una valutazione d’insieme su tutta la vicenda posso affermare che in questo campo sono più i costi dei benefici a confronto, sia per l’intreccio tra valori e tempi che gli ostacoli burocratici. Comunque sia valeva la pena di provare per farmi un’idea circa la fattibilità di questo percorso che al momento non mi sembra praticabile.
Se col diabete andiamo bene non c’è problema, ma quando la malattia viene trascurata il discorso cambia. Il diabetico scompensato va incontro facilmente a complicazioni collaterali a livello patologico, tra queste la più diffusa è la retinopatia diabetica. Io tra i diabetici di lungo corso ho questa condizione da molti anni, e per cercare di limitare i danni gravi alla vista (all’estremo la cecità) sono stato sottoposto a molte sedute di laser. La terapia col laser lascio il segno sotto il profilo della sensibilità ottica: in poche e sintetiche parole oggi mi da un forte e intenso fastidio la luce intensa artificiale e quella solare, ed ho sempre l’occhio secco, a tal punto di dover impiegare le lacrime artificiali assieme ad occhiali da sole a lenti polarizzate scure “stile iettatore”. Una ragione in più per chi è ancora in tempo, di curare la propria salute, del diabete e degli occhi; anche perché una volta fatti i danni indietro non si torna.
Per chi ha il diabete è buona regola tenere sotto controllo i piedi, che rappresentano una delle parti del corpo più sensibili e fragili al cospetto della patologia diabetica, per il rischio di infezioni da tagli, abrasioni, scottature e callosità di varia natura. Quindi è buona norma, come ho già scritto in questo blog, avere una buona igiene e cura dei piedi, e verificare la presenza o meno, attraverso uno specchio, di cambiamenti sospetti nella superficie plantare e dorsale delle nostre estremità articolari. In questa direzione ho trovato uno strumento interessante, non ancora presente in Italia, che unisce in un’unica strumentazione due funzioni: la prima di bilancia pesa persone; la seconda di ampia base a specchio per una buona visualizzazione del piede. Spero che l’arnese possa comparire in distribuzione anche dalle nostre parti, o che comunque ci sia qualcosa di analogo made in Italy, chissà: io non l’ho scovato. A proposito il prodotto si chiama:
In questo fine settimana sono stato colpito da una breve ma intensa influenza: sabato mattina avevo 37 e mezzo di febbre e la glicemia aveva un valore di 294 mg/dl, a quel punto ho fatto 8 unità di insulina Novorapid con una leggera colazione composta da un bicchiere di latte. A pranzo la febbre era passata, la glicemia si era portata a 217 mg/dl; seguendo lo schema terapeutico ho eseguito 12 unità di insulina Novomix 70 e pranzato con una passata di verdura e 4 fette biscottate. Per cena la situazione era tornata normale, con la glicemia a 124 mg/dl; a quel punto ho fatto 7 unità di Novorapid con una cena “normale”: pane, formaggio, verdure cotte e mela. Prima di dormire la glicemia si manteneva su valori normali per un diabetico: 120 mg/dl. In conclusione: con il diabete una apparente e banale infezione od alterazione fisica può scombinare il valore della glicemia. Ogni diabetico ha una storia a sé, e seguirà di conseguenza le indicazioni fornite dai medici; ma in presenza di febbre e sintomi influenzali è bene tenere, in aggiunta, una alimentazione leggera e riposo assoluto, oltre ad effettuare qualche controllo aggiuntivo della glicemia a due ore dai pasti principali. A dimenticavo: in condizioni del genere, essendo in fascia di età adulta, per recuperare un equilibrio della glicemia ci impiego circa due/tre giorni.

