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Gioco di squadra

Il diabete: un fatto che ho imparato tardi nella vita è l’importanza di star bene con se stessi e con glia ltri per poi vivere in positivo le giornate e arricchirsi attraverso lo scambio di esperienze di nuovi stimoli ed energia per crescere ed andare avanti. L’esperienza che sto ricavando da Facebook ed in particolare dal gruppo da me fondato assieme a Mary Angel: I giovani diabetici all’isola felice dei dolcissimi; mette in risalto la vitalità con cui si vive appieno la condizione diabetica. Oggi questo gruppo vede presenti più di 300 persone, ma non è la quantità, non cercata, il fattore di interesse, bensì il dato di fare squadra e costruire un progetto di sviluppo consapevole con il diabete.

All’interno del ragionamento riporto una mia nota pubblicata tempo addietro su face book e sempre attuale: L’argomento postato da Mary Angel pone l’attenzione su una questione molto seria che io chiamo: il diabete come alibi. Ovvero l’impiego della condizione diabetica per suscitare pietismo, commiserazione o semplicemente come pretesto per ottenere qualcosa. Di situazioni così rappresentate ne ho incontrate durante gli anni e in proposito ho le idee ben chiare: se una persona ha dei problemi di personalità, di socializzazione, di vita con gli altri, il diabete non c’entra nulla. Questa è la mia opinione che desideravo condividere.

HbA1c

L’esame in questione ha già trovato ampio spazio su questo blog: l’emoglobina glicata; ma oggi voglio riportare questa notizia di agenzia che per molti non rappresenta una novità assoluta

(AGI) – Forli’, 22 gen. – Per i pazienti diabetici della Romagna, dal 31 gennaio cambieranno i referti di emoglobina glicata, chiamata anche HbA1c, esame che fornisce al medico di medicina generale informazioni relative al compenso glicemico del paziente nei 2-3 mesi precedenti. Sara’ infatti modificata, l?architettura del referto in linea con quanto disposto da altri laboratori nel 2009 e con quanto faranno nei prossimi mesi in Italia e nel mondo tutti i laboratori. A partire dal 31 gennaio, i risultati dell?HbA1c saranno quindi espressi dal laboratorio di Area Vasta in due unità di misura: alle unità vecchie (%), si aggiungeranno quelle nuove (mmol/mol). L?International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine (IFCC), in piena sintonia con le principali società scientifiche di diabetologi, ha prima promosso la definizione di un metodo di misurazione più accurato e preciso, quindi, ha raccomandato l?adozione di una nuova modalità di refertazione dell’HbA1c che renderà più confrontabili gli esiti degli esami effettuati nei laboratori in Italia e nel mondo.
I nuovi risultati di HbA1c avranno un valore numerico molto diverso dal precedente, ma l?informazione sarà sovrapponibile.
Tali risultati saranno espressi in millimole di emoglobina glicata per mole di emoglobina (mmol/mol) e non in percentuale (%). L?equivalente dell’obiettivo terapeutico attuale dell’HbA1c, 6.5%, diventerà, dunque, 48 mmol/mol. E’ importante tenere presente che un numero molto più alto non significa avere una glicemia molto più alta. I valori numerici, infatti, non sono confrontabili, poiché espressi in una unità di misura del tutto diversa.   I valori intermedi si possono calcolare approssimativamente tenendo conto che due punti percentuali, indipendentemente dal fatto che siano 5 e 6 o 7 e 8, si differenziano di 11 mmol/L, arrotondabili a 10. Quindi 6.5% corrisponde a circa 47-48 mmol/L e 7.5% a circa 58-59 mmol/L.
E’ necessario che anche i pazienti interessati, e non solo laboratoristi e clinici, prendano confidenza con tali unità di misura, poiché, a partire dal gennaio 2012, i risultati dell?HbA1c saranno refertati solamente in unità IFCC (mmol/mol). (AGI) Mir

Il nodo di fondo: il risultato di questo esame aiuta veramente a capire se il diabete è sotto controllo; in realtà no perché il valore finale non tiene conto dell’oscillazione presenti costantemente nella glicemia (i picchi iperglicemici e ipoglicemici) che possono danneggiare i vasi arteriosi e provocare seri problemi alla nostra salute.

Continua

Di solo diabete il Lambertini non vivrà ma anche di altre compagnie e tra queste c’è l’ipertensione arteriosa: proprio ieri sono stato a fare l’elettrocardiogramma con visita cardiologica. L’appuntamento in questione richiesto dalla mia diabetologa ha riproposto ancora una volta il problema della difficile controllo della mia pressione sanguigna. La cosa è di lunga durata: sono quindici anni che alterno vari farmaci per tenere a controllo la sistolica, senza raggiungere risultati sufficienti, ed anche sta volta si cambia medicina.

Gli approfondimenti diagnostici proseguiranno: dovrò fare l’holter pressorio e cardio, l’ecocardiogramma ed ancora una verifica con il medico. Insomma la sequenza continua e cosa posso dire? Poco: si v a avanti per tentativi e si prosegue.

Osservazioni di merito

La lettura quotidiana delle informazioni sia sula stampa che in rete mette ancora una volta in evidenza un problema: le contraddizioni presenti nella comunicazione in campo sanitario e medico. Gli esempi pratici di quanto vado affermando sono, ad esempio: il caffè che a volte fa bene per il diabete e altre no, il vino idem come prima, e simili fattezze si ripetono con il passare dei mesi e degli anni. Io da uomo che cerca di informarsi ho per mia fortuna un approccio critico sui fatti e quando vado a leggere cerco sempre di avere un approccio e riflessivo con il mondo del giornalismo, in particolare con quello specialistico a direzione sanitaria; si perché un conto è l’approccio leggero alla cronaca rosa, un altro la condivisione di cronache aventi l’impatto con l’umanità sofferente, che spera e cerca di guadagnare un po’ di vita ancora.

Titoli ad effetto del tipo: trovata la soluzione per guarire dal diabete e la produzione di illusioni circa terapie riguardanti patologie croniche inguaribili o addirittura con sbocco letale, sono esempi di informazione da denunciare e moralmente condannare; ma siccome siamo nell’epoca dove prevale il pressapochismo ciarliero e gli aspetti meschini, vanesi della vita allora molti “informatori” pensano: non capisco ma mi adeguo.

Io comunque in questo blog continuerò ad essere vigile e a dire la mia di quanti parlano, straparlano senza decoro e ritegno della salute sulla pelle delle persone, fregandosene degli effetti che certi scritti possono provocare.

Settimana in

La settimana con il diabete vede ancora una volta la compensazione del diabete a livelli ottimali: che bello vivere in serenità dopo mesi di malessere, non mi stancherò certo di dirlo, e infatti lo ribadisco! La media dei valori di autocontrollo glicemico è stata pari a 153 mg/dl, e la tendenza va sempre in direzione positiva, e anche il monitoraggio quotidiano dei livelli è tornato a quattro (prima dei pasti principali e di andare a dormire), rispetto alla fase intensa iniziale.

Gli eventi iperglicemici e ipoglicemici sono stati pochi e comunque tutti gestiti senza particolari problemi. Anche l’assistenza tecnico-informativa offerta dalla Medtronics è stata ottimale: a questo punto non mi resta che attendere comunicazioni per il passaggio al microinfusore definitivo: giacché l’attuale è di prova (anche se mi sto “affezionando”) e Pardigm Veo farà da controllo glicemico assieme all’infusione con relativo arresto in caso di rischio ipoglicemico.

Nell’attesa procedo con tutti i miei controlli ed esami medico-sanitari; questa settimana l’agenda è ricca di appuntamenti: oggi comincio con la Risonanza Magnetica cerebrale, poi domani elettrocardiogramma con annessa visita cardiologica, quindi giovedì elettroencefalogramma, e per finire sabato prelievi del sangue di routine. Il tour diagnostico indicato è il seguito delle mie visite dal neurologo, diabetologo e reumatologo, a cui porterò i referti nel prossimo mese di febbraio, nell’ambito delle visite già programmate.

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Le differenze

Io mio ricordo il caso della ragazza di 16 anni di Firenze con diabete di tipo 1 e morta un anno fa perché per un periodo lungo quindici giorni non si era fatta l’insulina ed era passata a “cure alternative” di una ciarlatana, coi genitori irresponsabili che assecondarono lo stato che l’ha portata al decesso.

Il fatto che desidero ricordare da questa tragica vicenda è come la debolezza umana e l’incapacità nell’affrontare situazioni possibili può degenerare in eventi terminali come quello appena citato, e in questo caso si tratta di suicidio assistito senza girare troppo attorno alle parole.

Le considerazioni morali o altre riflessioni analoghe lasciano il tempo che trovano: il problema di fondo riguarda come essere liberi e responsabili di noi stessi e al cospetto degli altri e nel rispetto di quanti ci circondano, non ci sono altre parole da aggiungere credo.

La dieta L

La situazione vede al centro dell’attenzione mediatica l’equazione diabete dieta. Il sottoscritto per unirsi al coro dei dietisti dell’ultimo giorno  presenta la dieta “L”, una proposta personalizzata per affrontare il peso e migliorare la salute. L sta per Lambertini, sì perché senza trovare nomi stravaganti e prove eccezionali il mio schema alimentare è sempre il migliore, sia per il controllo del diabete che l’appagamento alimentare

La dieta del Lambertini ha la seguente articolazione: a colazione tre o quattro fette biscottate  ed una tazza di latte; a pranzo una porzione di pasta al pomodoro di 80 grammi con verdura pari a 100 grammi e succo di frutta;  a cena si alternano formaggi, carne, pesce o prodotti vegetariani a base di legumi (soia, fagioli ed altro ancora), con 100 grammi di verdura, una rosetta di pane e un frutto. Nel periodo invernale integro con un minestrone o vellutata di verdure. A cena aggiungo un mezzo bicchiere di vino.

Ecco a voi la formula magica della dieta del Lambertini per il periodo invernale: gli aggiornamenti in seguito verso le altre stagioni dell’anno.

Pagine buone

In questi giorni scorrendo le notizie e informazioni relative al diabete ho scoperto una pagina web utile per l’educazione alla vita con questa patologia. La fonte in questione si trova sul sito della Menarini Diagnostica: azienda italiana (di Firenze per la precisione), produttrice fra le varie cose di glucometri per il controllo domiciliare della glicemia e non solo.

Il sito ha questo indirizzo http://www.menarini.com/diagnostic_italy/italy/diagnostic/diabetic_patient/diabetes_educational_materials
Inoltre sempre nella stessa locazione si puo’ trovare una utile scheda informativa sul diabete http://www.menarini.com/diagnostic_italy/italy/diagnostic/diabetic_patient/pathology

Il guaio nel cercare informazioni in rete sul diabete e che sovente le scoperte avvengono in modo casuale e trasversale: manca una indicizzazione buona delle fonti e della loro reale consistenza; infine, a mio avviso, non c’è una directory italiana dedicata alla condizione diabetica.

Notizie demenziali

Il fatto ancora una volta ripetuto, leggendo le notizie dal mondo dell’informazione sia su carta che da internet, riguarda notizie, riportate anche da autorevoli fonti, surreali o demenziali su diabete e paraggi: della serie la sola infinita.

La prima “notizia” riportata dal sito Sanihelp e non solo: Smettere di fumare aumenta il rischio diabete, riferite ai diabetici di tipo. Bene, evviva il tabagismo nella libertà. La cosa che fa arrabbiare ancora una volta come i titoli vengono caricati di negatività informativa al grande pubblico. Il fumo fa male punto e basta e pubblicizzare l’uso della sigaretta e derivati con una maschera salutistica è un atto criminale belle e buono da denunciare.

La seconda “notizia” riportata dal quotidiano nazionale Corriera della Sera: Glicemia bassa pericolo al volante anche questa è una certezza con il diabete; ma la il fatto poco messo in evidenza come viene concessa la patente motoristica con estrema facilità nel nostro paese, ed i relativi accertamenti sanitari sono effettuati ancora con un marcato pressapochismo.

Dal mio osservatorio continuo a seguire con “vivo interesse” l’evoluzione del mercato della disinformazione e del surrealismo mediatico.