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Salute

Roberto

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Diabetico? Me lo dimostri!

Taranto, 19 feb. – (Adnkronos) – I carabinieri hanno salvato la vita ieri sera a un uomo in pre-coma diabetico riverso all’interno del suo Suv fermo nel parcheggio di un supermercato. Verso le 20 al numero 112 e’ giunta una telefonata di una cittadina che segnalava la presenza di una vettura con motore acceso e i fari puntati in via Galileo Galilei come se stesse attendendo qualcosa o qualcuno, ma in una posizione insolita. La centrale operativa del Comando Provinciale dei carabinieri ha inviato una pattuglia sul posto. I militari della Stazione-Salinella hanno trovato un individuo riverso sul volante in difficoltà. Hanno aperto lo sportello e ed estratto il telefono cellulare dalla tasca della giacca recuperando un numero dalla rubrica per contattare un parente che effettivamente ha riferito che l’uomo soffre di diabete. Nel frattempo gli operatori della Centrale Operativa hanno allertato il personale del 118. L’uomo, in stato di pre-coma diabetico e in totale stato di incoscienza, aveva i minuti contati ma e’ stato salvato all’ultimo momento.


Un fatto di cronaca risalente a qualche giorno addietro: un diabetico molto probabilmente in preda a una crisi ipoglicemica che, per sua fortuna, è stato salvato giusto in tempo e fin  qui nulla da stigmatizzare, obiettare, anzi quando traumi del tipo indicato hanno un epilogo positivo c’è solo da gioire al riguardo, considerando ciò che la cronaca di ogni giorno riporta in tutte le salse e misure. La mia osservazione in merito a questa notizia, come altre simili accadute in ogni parte del globo e anche in precedenza riportate all’interno del blog, riguarda l’accertamento della condizione diabetica individuale così da facilitare le operazioni di soccorso in caso di emergenza, infatti episodi simili sono possibili in diverse occasioni della vita. Oltre al viaggio in auto può accadere in altri momenti della vita quotidiana, come in treno e via di seguito. Al di là dei gesti scaramantici esorcizzanti l’appalesarsi di episodi simili per un diabetico, come fare per aiutare chi deve soccorrerci in caso di bisogno? La prima regola classica per un diabetico è sempre quella di avere con se un documento, solitamente rilasciato dal centro di diabetologia, il quale dichiara oltre alla propria condizione patologica cosa fare in caso di ipoglicemia. Prendendo spunto da questi avvenimenti proprio a pochi passi da casa mia ha aperto un’attività commerciale di targhe, insegne e simili personalizzate, così mi sono informato della possibilità di farmi fare una placca identificativa da appendere al collo con le succitate informazioni, per fare in modo in caso di necessità di rendere subito visibile i miei problemi. L’esercente mi ha detto che la mia richiesta può essere evasa e quindi darò seguito alla cosa. Non appena l’avrà fatta mostrerò la “mia medaglia” del 50° con il diabete per il 118, a titolo dimostrativo s’intende. E va bene, però resta aperto un capitolo riguardante la stragrande maggioranza dei diabetici che non si pongono il problema di portare con sé il minimo di informazioni utili a dimostrare la condizione in situazione critica. Alcuni lo fanno per una naturale sbadataggine e superficialità a prescindere, altri invece sono proprio noncuranti e se ne fregano fino alle estreme conseguenze. Ecco la volontà individuale non può ne deve essere forzata, ma ho un distinguo da fare: durante la fase d’ingresso presso una struttura specialistica di diabetologia una delle cose da fare praticamente per il diabetico è di informarlo e istruirlo sullo specifico punto.

Mercante in fiera

Ma quanta “roba” c’è in giro? Una domanda estemporanea che salta fuori per caso, o meglio setacciando la rete alla ricerca di prodotti di complemento, accessori per il mio microinfusore del tipo: custodia, fermaglio a molla e simili. Bene durante l’excursus digitale sono incappato in diversi siti, tutti d’origine inglese e statunitense o germanica, riccamente dotati di articoli dedicati esclusivamente a noi diabetici, tanto da farmi passare la voglia, se mai l’avessi avuta, di catalogarli, indicizzarli: facendolo saprei come tenere impegnato le mie articolazioni alla tastiera per tutte le prossime settimane. Il fatto evidente è uno solo: il diabete rappresenta un business non solo nell’alimentazione, nutrizione e terapia farmacologica, editoria, software, ma in tutta una galassia di merce riguardante la diagnostica domiciliare e tanti altri gadget di dubbi utilità. Faccio alcuni esempi concreti: la dotazione base del microinfusore in mio possesso è fatta  di quattro componenti che vanno ricambiati ogni tre giorni, oltre a tre diversi optional (custodia, telecomando, chiavetta trasferimento dati al computer). Poi il microinfusore può essere integrato da cavi di connessione al computer e applicativi per importare i dati nel PC: alcuni esempi di cosa circola nella sfera accessoristica  legata al diabete.  E per concludere la panoramica se uno è un attento osservatore quando si trova presso una centro di diabetologia alla mattina troverà più rappresentanti di aziende farmaceutiche o di biomedicali che assistiti. Insomma il diabete fa girare il mondo degli affari sembrerebbe dirci quanto accade attorno a noi. L’anno 2012 avrà con ogni probabilità una peculiarità: l’apparizione di una nuova generazione di glucometri stile “smartphone”, ovvero una strumentazione evoluta in grado di trasferire senza cavi i dati di glicemia e quant’altro al computer o in rete al centro di diabetologia, e infine di elaborare calcoli sul dosaggio dell’insulina in rapporto a carboidrati e sensibilità alla medesima, fare le medie dei valori ed altro ancora. Insomma se siamo dei collezionisti dobbiamo essere ottimisti perché la dotazione di glucometri in circolazione è talmente vasta (un centinaio di prodotti in vendita), con tutto il corollario allegato, che se ci va fatta male con la crisi economica possiamo sempre aprire un “mercato delle pulci” per diabetici.

Fare a meno si può?

Carnevale che festa! Festa? Direi un’aggiunta di condimento alla domenica per le famiglie e i giovani e proprio oggi secondo il calendario tradizionale è, sarebbe martedì grasso il giorno con qui si chiude il carnevale e da domani comincerebbe la quaresima: il periodo d’espiazione dei peccati, di digiuno e alimentazione morigerata priva di carni nel periodo che precede la Pasqua. Ma il sentire delle feste ha un impatto prevalentemente speculare, il venire meno del senso d’appartenenza in molti lati della vita quotidiana si manifesta proprio negli eventi collettivi che vengono trasmessi già all’uomo fin da piccolo. Festa intesa come assenza d’impegno, si sta a casa dal lavoro, scuola, c’è un regalo, si vedono i parenti e poi basta. Il perché si fa festa se lo chiediamo a bimbi e ragazzi le risposte saranno le più diverse e disparate: una delle più classiche, circa il Natale era naturalmente non legata alla nascita di Cristo, ma al compleanno di babbo Natale il quale aveva inventato la famosa bibita… Beh per una persona attenta alla storia e ai cambiamenti sociali, anche in campo nutrizionale e salutistico, non può passare inosservato un dato positivo del passare dei tempi: quando ero ragazzo la quaresima era un momento bello da vivere, la tradizione veniva ancora sentita e mangiare in modo leggero senza essere di peso rappresentava una fase in cui mi trovavo a mio agio. Oggi l’unica limitazione concessa è rappresentata dalla tolleranza fisica, dal rigetto del cibo, nei nostri territori per fortuna non manca niente di alimentare e il digiuno, la moderazione alimentare rappresenta qualcosa di singolare, magari eccentrico, quando invece non è così. Ultimamente ho letto diversi articoli specialistici che rivalutano il digiuno per brevi periodi, come aiuto per determinate condizioni patologiche: malattie del metabolismo e Alzheimer; insomma un giorno non di più. Nel passato di mia iniziativa ho praticato per un giorno soltanto, ripetuto nel corso dell’anno in tre occasioni, l’astensione dal cibo, senza problemi con il diabete, anzi con equilibrio di valori ben attestato. Come facevo? La procedura è semplice: effettuavo l’iniezione d’insulina basale regolarmente poi a intervalli di quattro ore controllavo la glicemia, se tutto procedeva senza intoppi mantenevo il fabbisogno insulinico solo tramite la basica altrimenti effettuavo una piccola correzione di una massimo due unità con la rapida. Solo una volta ebbi a che fare con una ipoglicemia e naturalmente eseguii le procedure solite per questo caso: ovvero due bustine di zucchero dissolte nell’acqua. Per completare la descrizione sottolineo come una giorno di digiuno lo effettuavo solo o di sabato o di domenica, sia per non incorrere in problemi con il lavoro e consumo eccessivo d’energia che per avere la situazione sotto controllo. La mia mia esperienza di stacco mi ha aiutato sia sotto il profilo mentale che emotivo, per quello fisico non avevo un gran bisogno, ma d’altronde la condizione è sempre soggettiva.

Cosa resta da scrivere?

L’uguaglianza una delle tante utopie generate dalla mente umana, assieme alla libertà, fraternità, giustizia e pace, solo per citare alcuni elementi del vagare nelle favole mature della nostra specie. La realtà è fatta di diversità che emergono ogni giorno, sotto tutti i punti di vista, e la condizione naturale delle cose animate e inanimate ad essere diversa sempre continuamente e la riprova la si riconosce da come vivo, vivi. Anche la malattia, oggi, è una convenzione, una forma di paradigma che serve a identificare la difficoltà di sopravvivere poiché una volta nati la conquista per la sopravvivenza è il quotidiano da affrontare sino alla fine del compito esistenziale. La differenza di fondo tra uomo e fauna, flora sta proprio tra il sopravvivere nella personale caducità e la catena alimentare del vegetale, carnivoro, onnivoro sempre all’insegna della corso con il tempo tra il mangiare e l’essere mangiato. Noi abbiamo il supermercato, il negozio che abbatte la corsa, il banco della farmacia ci serve per campare nel male. Ma il male è personale e dentro all’etichetta della malattia, la semplificazione generalista di un concetto, vocabolo c’è l’infinita diversità di ogni cosa presente.

La parola d’ordine ricorrente in questi ultimi anni va nella direzione della cura personalizzata come passaggio epocale nell’evoluzione della medicina umana: bene, dalla pratica generalista a quella personale della terapia si tratta di capire se e come il percorso volgerà alla remissione del male o ancora al guadagnar tempo mettendoci sempre una pezza, magari migliore rispetto alle precedenti.

Sì una cosa l’ho capita dopo tanto tempo, tra sbattimenti e rovistamenti, pentimenti, analisi, conti, ragionamenti e accidenti, tormenti: navigando tra le alte e basse maree del zuccherino diabete c’è una certezza: Il diabete di Roberto Lambertini è diverso da quello di Maria L., Gianni P., ognuno ha il suo diabete. Tanti giovani diabetici convivono bene, altri meno, poi ci sono quelli con problemi e difficoltà. Le reazioni sono sempre e comunque al singolare. Io nello specifico viaggio ora nella regolarità glicemica, salvo poi inspiegabilmente ritrovarmi dentro al vortice di una iperglicemia che interrompe bruscamente l’idillio con la normalità, e questa non è una novità ma la continuità.

La settimana ha portato una media valori della glicemia uguale a 161 mg/dl e venerdì scorso una iperglicemia con valore massimo a 500 mg/dl ha deteriorato il mio stato fisico costringendomi, tra le altre cose, a restare in convalescenza. Sotto il profilo psicologico ciò che mi ha abbattuto è stato il non riuscire ad arrestare l’evoluzione iperglicemica: vedevo la glicemia crescere e nonostante ogni intervento correttivo con l’insulina, questa non arrestava la sua corsa fino ad arrivare al 500 accompagnato da dolori lancinanti allo stomaco e nausea, mancanza di forza e tachicardia elevata, solo per citare alcuni sintomi di corredo. Ecco ora si riprende ancora una volta il giro sempre con questa incognita presente.

Alla farcia!

Torta alla salvia con funghi
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Tipo ricetta: torte salate, focacce
Autore: anonimo
Tempo preparazione: 80 mins
Tempo cottura: 45 mins
Tempo totale: 2 hours 5 mins
Porzione: 6 persone
Dopo le fatiche a spalare neve, rompere il ghiaccio, spaccare legna una bella fetta di torta ci sta vero? Si ma questa volta non è dolce ma salata, non nel prezzo ma negli ingredienti. A me piace molto e la trova capiente in tutti i sensi. Si lo so gli ingredienti non sono il massimo della salubrità, in particolare per l’impiego di grassi saturi, ma ciascuno la puo personalizzare sostituendo il burro con prodotti a zero colesterolo e di origine vegetale. Il carico glicemico e di carboidrati per il diabete non è eccessivo: una o due fette non comportano problemi, poi se abbiamo consumato calorie ancora meno difficolta. Ed ora lasciatemi mangiiare in pace che mi gusto tutta la farcia. Salute!
Ingredienti
  • Pasta:
  • farina g 150
  • burro g 75
  • 12 foglie di salvia
  • acqua minerale gassata
  • sale
  • burro e farina per lo stampo
  • Farcia:
  • funghi misti g 350
  • patate g 350
  • Parmigiano Reggiano g 50
  • 1/2 cipolla rossa
  • aglio
  • alloro
  • salvia
  • 4 uova
  • latte
  • olio extravergine
  • sale
  • pepe
Istruzioni
  1. Pasta: frulliamo la salvia con 1/4 di bicchiere d’acqua gassata, poi filtriamo attraverso una garza e misuriamo il liquido ottenuto: per la pasta ne serviranno circa g 30 che useremo per impastare il burro a pezzetti con la farina e un pizzico di sale. Facciamo riposare la pasta in frigo, avvolta in un foglio di pellicola. Farcia: riduciamo le patate a fettine e rosoliamole molto bene, in una larga padella, in un soffritto di olio, aglio e cipolla tritati. Appena saranno colorite, aggiungiamo i funghi sminuzzati, una foglia di alloro e facciamoli insaporire per pochi minuti, poi saliamo, pepiamo, spegniamo, lasciamo intiepidire il composto e amalgamiamo un ciuffetto di salvia tritata, il formaggio grattugiato e le uova, sbattute a parte con mezzo bicchiere di latte, sale e pepe. Con la pasta stesa a circa mm 3 di spessore, rivestiamo uno stampo quadrato (lato cm 22) o rotondo (Ø cm 24), imburrato e infarinato. Versiamoci la farcia, livellandola con una spatola, poi inforniamo a 190 °C per 45′; serviamo la torta tiepida.
Dose per persone: 100 grammi Calorie: 340 Grassi: 19 Grassi saturi: 15 Grassi insaturi: 4 : 29 Zuccheri: 24 Fibre: 2 Proteine: 13 Colesterolo: 167

L’alleanza nella ricerca della cura

Cari lettori, navigatori, frequentatori del blog “Il mio diabete” oggi pubblico io testo del manifesto programmatico dell’Alliance of Cure e mentre faccio ciò voglio aggiungere di mio un invito: facciamo in modo che il 2012 passi alla storia non per “la profezia dei Maya” o altre amenità simili, ma diamo la spinta propulsiva per dare una chiave di volta alla ricerca scientifica per remissione del diabete 1. Io sono convinto di quanto ho appena detto e scritto e per far questo ci sono due precondizioni necessarie: dare un enorme, generale impulso nelle campagne di raccolte fondi a sostegno della ricerca; avviare e tenere alti i livelli di informazione proprio a questo scopo, ad ogni ordine e grado a livello mondiale e delle singole nazioni. Tra un anno farò i 50 con il diabete 1 e sarò un essere vivente veramente felice quando vedrò i bimbi, ragazzi di oggi liberi da questa malattia poiché dentro di me lo sarò pure io.

La frase l’ha detta il premio Nobel della medicina, il brasiliano Drauzio Varella: nel mondo si sta investendo 5 volte più per la viriltà maschile o le protesi mammarie al silicone per le donne, che nella cura dell’Alzheimer. Da qui ai prossimi anni saremo tutti vecchi con tette grandi e pene eretto, però nessuno di noi si ricorderà a cosa serve…….. Ecco prendo spunto da questa citazione che ben si estende al diabete 1 e a tante altre patologie, per indicare la forza e l’importanza della ricerca a livello mondiale, ed in particolare il progetto del Prof. Camillo Ricordi “The Cure Alliance” per cui vi chiedo di mettere mi piace nella pagina ad esso dedicata affinche si raggiunga un totale di 1000000 e più per dare corpo e realizzazione agli obiettivi fissati. Grazie! (L’invito è rivolto a tutti coloro che hanno un account su Facebook e per tutti comunque il sito dell’organizzazione da consultare per saperne di più sulla ricerca.

Anche io sto sostenendo con convinzione e piena fiducia un progetto nominato “The Cure Alliance” creato e voluto dal dott. Camillo Ricordi, Director Cell Transplant Center and Diabetes Research Institute of Miami, uno dei migliori scienziati a livello mondiale nel campo dei trapianti cellulari (ha inventato il processo che ha reso possibile isolare le cellule produttrici di insulina nel pancreas umano e ha eseguito la prima serie di trapianti clinici di isole pancreatiche che ha avuto successo nel trattamento del diabete).

KO AL DIABETE MA NON SOLO…DIECI OBIETTIVI DELLA CURE ALLIANCE:

1.Rivedere sistemi e requisiti di regolamentazione, dalla FDA alle corrispettive agenzie in tutto il mondo, in modo da consentire l’innovazione e lo sviluppo / l’erogazione di cure in maniera tempestiva ed economicamente efficiente.

2.Rivedere le leggi che, attribuendo tutela eccessivamente ampia ai brevetti, limitano la scoperta scientifica ed impediscono l’attività di collaborazione ed innovazione volta allo sviluppo di cure.

3.Istituire Centri di Eccellenza non profit per promuovere la ricerca traslazionale e la condivisione di conoscenza, usando il modello imprenditoriale del Diabetes Research Institute (DRI) dell’Università di Miami e della Federazione DRI.

4.Stabilire linee guida normative per tutelare le istituzioni accademiche dagli insostenibili rischi relativi alle denunce per protocolli innovativi, orientati alla cura.

5.Stabilire rigide revisioni da parte di comitati di revisione istituzionali con i difensori dei pazienti per ogni specifica patologia trattata.

6.Stabilire una nuova e affidabile prassi del consenso del paziente che permetta un più ampio accesso a terapie mediche salvavita.

7.Stabilire una stretta vigilanza dei dati e la loro relativa significativa rendicontazione.

8.Istituire un comitato di governance internazionale che abbia come valori fondamentali l’attenzione alla persona e ad una migliore longevità in assenza di patologie degenerative croniche.

9.Disporre che una percentuale dei profitti annui delle aziende farmaceutiche sia stanziata alla ricerca per la cura delle malattie.

10.Sensibilizzare sul ruolo dello stile di vita e dell’alimentazione nella prevenzione delle malattie.

LO STIMOLO CHE DOVREBBE PORTARE AD ADERIRE A QUESTA INIZIATIVA E COME POTERLO FARE E’ SPIEGATO DALLO STESSO RICORDI:

“Per capire il perché della frase in un certo senso provocatoria: -entro il 2020, a te o a qualcuno che ami verrà diagnosticata una malattia oggi incurabile. La sopravvivenza dipenderà da ciò che succede da adesso fino a quel momento- … conoscere quali sono le sfide / ostacoli allo sviluppo di cure e divenire parte dell’alleanza … sostenere questa iniziativa senza precedenti è un modo per dire basta alle speculazioni sulle sofferenze altrui e operare un cambiamento per stanziare fondi allo sviluppo di nuove cure, rimuovendo le barriere ormai insormontabili e l’effetto domino di ostacoli e impedimenti che renderebbero oggi impossibile produrre qualsiasi cura sviluppata il secolo scorso, dal trapianto di fegato al trapianto di midollo osseo, dalla penicillina al vaccino contro il colera ….’ Capire meglio e sostenere la Cure Alliance è semplice e gratuito: 1. vai alla pagina “The Cure Alliance” su Facebook, 2. clic su “mi piace” 3. segui online i progressi e le nuove iniziative dell’Alleanza.

Vi preghiamo di condividere e invitare tutti i vostri amici, abbiamo bisogno di aumentare il livello di sensibilizzazione in tutto il mondo verso questi problemi che un giorno purtroppo colpiranno noi o i nostri cari. Troppo spesso ci si “sveglia” come da un sogno con una diagnosi e ci si chiede “ma perché non esiste una cura?” … Non aspettiamo la diagnosi, iniziamo a lavorare fin da adesso perché i nostri cari fra 5 anni si trovino in una condizione diversa, non con una vaga speranza, ma con la reale possibilità di guarire. Stiamo cercando di sviluppare un grande movimento di opinione per promuovere la missione dell’Alleanza e consentire un essenziale cambiamento. Molte personalità di vari settori, non solo scientifico, ma anche dirigenti di fondazioni, esponenti dell’imprenditoria, delle comunicazioni e del mondo dello spettacolo, si stanno unendo a questa iniziativa … questa è l’occasione per mostrare al mondo che dobbiamo agire per rimuovere gli impedimenti allo sviluppo di nuove cure, per chi è malato oggi e per chi lo sarà nei prossimi anni … vi aspettiamo in questa squadra senza precedenti che grazie a FB e al vostro impegno a diffondere questo messaggio potrebbe cambiare il destino di milioni di persone in tutto il mondo! Grazie ? – Camillo Ricordi”

IL LINK https://www.facebook.com/pages/The-Cure-Alliance/369847463031781 

SERVONO 100000 “MI PIACE” perchè la Cure Alliance possa passare

al prossimo livello di impatto …

… la lettera a Obama, Napolitano e altri presidenti …

AGGIUNGI IL TUO, CLICCA SUL LINK SOPRA e poi su “MI PIACE”!

Io ti ringrazio di tutto cuore :)

(Testo tradotto dall’inglese da Alessia Orsi)

Senza lei che farei?

Latte, medicine e aiuti: arriva il sindaco

Corriere Canadese

(Sora) Farina ha personalmente sfidato il ghiaccio e la montagna per portare l’insulina a casa di un’anziana diabetica e del cibo ad una bimba allergica al latte. «Appena ho saputo di questa vecchietta che aveva bisogno dell’insulina, ho chiamato un mio amico.

 

Il sindaco di Valmontone denuncia “Famiglie da 120 ore senza luce”

La Repubblica

In alcuni casi queste persone sono state costrette a conservare l’insulina seppellendola nella neve”. E’ questo un passo della lettera che il sindaco di Valmontone Egidio Calvano ha inviato questa mattina alla Protezione Civile della Regione Lazio e …

 

Anziana bloccata, carabiniere porta insulina

Campanianotizie

COLLE SANNITA – E’ stato piu’ che un dovere un piacere soprattutto in un momento di emergenza come questo, soccorrere una persona anziana, isolata dal mondo, diabetica, che rischiava la vita per mancanza dell’insulina”.

 

Situazione critica a Potenza e provincia, nevica da 4 giorni

Adnkronos/IGN

I vigili del fuoco stanno intervenendo nel capoluogo e in tutta la provincia dando priorita’ ovviamente alle situazioni piu’ delicate, cioe’ al trasporto di dializzati, di persone che hanno bisogno di fare siringhe di insulina e di essere ricoverate

 

Stralci di notizie circa le nevicate che hanno colpito i centro e nord Italia da più di dieci giorni e che oltre a provare disagi alla popolazione hanno colpito diversi diabetici insulino-dipendenti. I fatti sopra citati son passati inosservati a più, ma ancora una volta emerge il problema del rapporto tra diabete e situazioni eccezionali, come disastri ambientali e pesanti eventi naturali, come ebbi già modo di riportare, ad esempio, in occasione dell’uragano katerina che colpi la città di New Orleans, in cui diversi diabetici morirono a causa della mancata somministrazione di insulina  per un lungo periodo di tempo. La domanda è: come attrezzarsi per momenti simili? Io posso pensare a tenere pronto una valigia per emergenze di codesta natura e origine, contenente un certo quantitativo d’insulina e accessori per la medicazione, nonché l’autocontrollo della glicemia, tutto per un arco temporale di massimo due settimane. Ma lo farei di mia iniziativa perché senza indicazioni alcune da parte di chi è preposto allo scopo: servizio sanitario e simili.

Una rosa blu scorre

Se riuscissi a dirti

tutte le cose che ho nel cuore

Se riuscissi a parlarti senza

frenare le forti emozioni

Se avessi la capacità di poter mettere

da parte ogni dubbio

e svuotarmi…

e darti tutto l’amore

e gridarlo…

Se riuscissi a mettere da parte

il grigiore dei tuoi silenzi…

Non avrei più paure.

Ma forse non avrei te.

– Dedicato all’aamore sempre, una piccola dedica dal “Mio diabete”

Sul pezzo

La neve si scioglierà lentamente e con lei piano piano un altro inverno ci lascerà prima o poi, noi che stiamo a queste latitudini lo sappiamo bene come tutto transita e mentre ora ci “godiamo” il gran freddo e alcuni spalano altri rimpallano nel puzzle di persone chiamato Italia, passato qualche giorno o settimana nessuno o quasi si ricorderà più nulla: dei treni bloccati nella tormenta di neve del 2012, come in quella del 1985, 1979, e via passare in situazioni che si ripetono stancamente nel nostro unico tempo concessoci. Beh in fondo di cosa ci lamentiamo? La stessa cosa accade anche nella nostra vita: non chiudere la porta di casa, lasciare il rubinetto della vasca aperto, insomma solo per fare alcuni esempi comuni tutti noi ci dimentichiamo di fare qualcosa. Poi se abbiamo dei medicinali da prendere un altro classico è rappresentato dal dimenticanza di una pastiglia o più da ingurgitare. La necessaria indispensabile insulina: anche lei a volte giace dimenticata, salta di fare l’iniezione o bolo. Siamo nati per dimenticare o ricordare? La domanda resta senza risposta perché la questione non può essere posta, fa parte dell’errata condizione umana dimenticare, la questione assume però dimensione d’interesse non solo sanitario ma pure sociale quando l’amnesia episodica si trasforma in ricorrente o addirittura patologica. Il diabete giovanile in gioventù il problema solitamente non lo porta, a meno che non risiedano problemi di non accettazione e crisi con la malattia. La cosa si pone quando il diabete giovanile tipo 1 decorre dalla maturità alla terza età, e come dico tutto va a sintesi, quindi oltre al degrado mnemonico generazionale vanno aggiunti i fattori di anzianità anagrafica con la patologia. A tal proposito un bel passo avanti per tutti, e non solo i diabetici, sarebbe costituito da un sistema di somministrazione dei medicinali e terapie tale da programmare in automatico l’erogazione dei farmaci, così da sollevare il malato e chi lo assiste, cura dal dover essere sempre e in costante attenzione sul “pezzo”. Leggendo le notizie provenienti dal mondo della ricerca  leggo ogni tanto di sperimentazioni in questo campo, vorrei tanto che tra qualche tempo diventassero realtà.

A gara

Il freddo e la neve fanno andare alla grande il diabete: ho raccolto in rapporto ai giorni medi delle altre settimane più ipoglicemie nel corso di questi ultimi sette giorni che per il resto dell’anno. All’atto contabile ben otto eventi ipoglicemici. Sarà effetto del freddo che fa abbassare le temperature e di converso anche i livelli di zucchero nel sangue? Peccato solo per la pressione arteriosa: quella continua ad essere alta, ma ho letto di come i farmaci per contrastare l’ipertensione arteriosa col freddo perdono un poco della loro efficacia. La sfida Ipo vs Iper è stata vinta dalla prima per 8 a 2! Ebbene debbo affermare come grazie al sensore glicemico sono riuscito a evitare pericolosi sforamenti verso l’alto, ma l’ipoglicemia quella no, addirittura in quattro episodi lo strumento non ha rilevato nulla ma per fortuna erano abbassamenti non paurosi (tra 55 e 60 mg/dl) e contestualmente mi trovavo in casa, quindi senza apparenti pericoli. Da questa esperienza ho avuto la conferma definitiva circa l’evaporazione della mia sensibilità all’arrivo di una ipoglicemia: in presenza di tutti gli otto eventi non ho avvertito nulla e neanche sentito addosso i sintomi tipici legati ad essa: sudorazione e simili. Il fatto conferma ancora una volta come dopo tanti lustri di diabete si va perdere, a livello di segnali d’attenzione neurologici, l’attimo ipoglicemico. Comunque nonostante il luna park della glicemia la media valori nell’arco della settimana ha migliorato il suo assetto, con un risultato pari a 150 mg/dl. L’altro elemento che volevo sottolineare concerne la presentazione delle ipoglicemie nonostante la mia sedentarietà prevalente: evidentemente qualche altro fattore deve aver giocato la sua parte, molto probabilmente il freddo in sé portatore di una qualche reazione interna al mio organismo tale da far abbassare i valori degli zuccheri, un argomento da riprendere nei prossimi giorni.

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