La lunga marcia
E cresce il diario di un diabetico giorno per giorno. E’ trascorso molto tempo dall’ultima volta in cui ho tratto un riepilogo di una giornata di controllo del mio diabete con il microinfusore tentando di metterla a confronto con lo schema d’insulina variabile iniettato tramite penna preriempita, per cercare di far comprendere le differenze e similitudini.
La giornata di ieri 16 gennaio è cominciata per me alle 6 del mattino con la sveglia propedeutica al viaggio verso il lavoro. Il bravo diabetico comincia la giornata facendo il controllo della glicemia, risultato: 157 mg/dl. La colazione costituita da una tazze di bevanda a base di soia, con quattro fette biscottate e marmellata, pari 60 grammi in carboidrati. Il calcolo dei glucidi combinato con la glicemia vede un bolo per pasto di 4 unità d’insulina. Nella medesima situazione, con l’iniezione a penna, avrei fatto 6 unità d’insulina rapida.
Il mattino scorre giunge il momento del pranzo, io sono regolare negli orari e l’orario è fissato a mezzogiorno, ovvero sei ore di distanza dalla colazione. La glicemia prima di pranzo è pari a 176 mg/dl. Il pasto è composto da due fette di pane con petto di tacchino affettato e un succo di frutta, per un totale, in carboidrati, pari a 70 grammi. Seguendo sempre il calcolo dei carboidrati e glicemia faccio 5 unità di bolo. Se avessi fatto la puntura le unità sarebbero state 8 di rapida.
E per finire la sequenza dei pasti, glicemia e boli, arrivo al momento della cena, abitualmente alle ore 19 circa. La glicemia è pari a 154 mg/dl. Il menu per cena prevede una crema di legumi, insalata, un michetta di pane e una mela, per un totale in carboidrati uguale a 70 grammi. Faccio cinque unità di bolo. Alla vecchia maniera, con l’iniezione, avrei fatto 9/10 unità di rapida.
Poi alle 23 della sera c’è l’ultimo controllo della glicemia prima di andare a e il risultato da come valore 177 mg/dl. La differenza sostanziale tra micro infusione dell’insulina e iniezione avviene in due passi. Il primo: alle ore 21 con la penna avrei fatto l’iniezione di 10/12 unità di insulina basale (Lantus); con il microinfusore l’erogazione basale dell’ormone artificiale è continua e modulata in modo di cercare di emulare il ciclo del pancreas. La seconda: l’iniezione tradizionale con penna avviene in due secondi di tempo a prescindere dalle unità immesse, con il microinfusore il bolo viene infuso con ¼ d’unità al secondo quindi in modo graduale.
La media dei valori glicemici di questa giornata appena radiografata è stata pari a 145 mg/dl. E la lunga marcia continua.
La notte
La notte è fatta per dormire recitava un antico adagio quanto mai caduto da un pezzo in disuso, desueto; nelle ore notturne accadono tante cose e tra queste ci può essere un momento in cui si deve controllare la glicemia. Sì perché è proprio nelle tenebre il momento in cui partire, decollare la curva glicemica e nella fase ricompresa tra l’una e le tre di notte il fenomeno si materializza e prende forma: allora una volta effettuato il controllo si può procedere con una correzione d’insulina per riportare alla ”normalità” il livello degli zuccheri nel sangue. il rito del prelievo al dito del sangue capillare è anche oggi una costante fissa con il diabete, l’alternativa è rappresentata dall’Holter glicemico, anche se lo strumento non può essere impiegato sempre, sia per ragione di costi che di calibrazione reale dei valori ematici; anche se le tecnologie ogni giorno compiono sempre grandi passi avanti così da far sperare per il prossimo futuro una ottimizzazione delle strumentazioni.
Mentre scrivo queste considerazioni a mo’ di consuntivo della settimana appena lasciata alle spalle, ho sganciato dal corpo il sensore glicemico che mi ha fatto compagni nei giorni scorsi così da poter ottenere un buon compenso glicemico, con una media dei valori pari a 145 mg/dl. Nei prossimi giorni dovrò fare alla consueta maniera: 4 e più controlli quotidiani della glicemia con glucometro, striscia reattiva e ago pungidito. Lo faccio anche con il sensore, ma grazie allo strumento riesco a fare uno o due buchetti in meno.
La notte è fatta per dormire, ma il diabetico sa che non deve mai abbassare la guardia: a maggior ragione di notte; la casistica medica insegna come avvengono proprio con maggiore frequenza nel periodo notturno non solo gli eventi ipoglicemici, ma ancora peggio gli infarti e ictus, anche per queste ragioni oltre al monitoraggio del diabete non ci si dovrebbe scordare di controllare la pressione arteriosa sempre a casa, la cosa non è difficile e indolore. Se invece per la notte avete altri programmi, beh spero almeno siano piacevoli e ancor più rilassanti. Buona settimana.
Però!
La frutta è una componente indispensabile nell’alimentazione di ogni essere umano e ancor più per il diabetico, in quanto fonte naturale di zuccheri complessi e fibre che aiutano a mantenere ben compensata la glicemia. Ci sono diversi frutti che fanno bene al diabete e ogni tanto passandoli in rassegna si ritrovano specie particolarmente interessanti e a noi sconosciuti, come il Nashi. Il termine “nashi” è giapponese e significa “pera”, diffusa in Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Australia.
Alla fine degli anni ’80 è iniziata la sua coltivazione anche in Europa, dapprima con notevole interesse che poi e’ rapidamente diminuito, tanto che oggi è considerata marginale ed il consumo interno alquanto limitato.
Le caratteristiche peculiari del nashi che lo differenziano dalla pera comune sono:
- la forma: rotonda e appiattita, simile a quella della mela (da cui il nome improprio di “pera-mela”);
- la polpa: compatta, succosa e croccante;
- il sapore: dolce e profumato;
- la buccia: liscia, di colore dorato-bronzato (negli esemplari più pregiati) o giallo-verde;
- il gusto: particolarmente dissetante e piacevole nella stagione estiva.
L’anno scorso ebbi modo di assaggiarla e ho trovato il frutto buono al gusto, molto succoso e dolce appunto, ma quello che mi ha colpito riguarda le sue proprietà nutrizionali. Un nashi pesa 83 calorie, 21 di carboidrati e 7 di fibre, quindi un peso in glucidi basso e una fonte elevata di fibre con tutti i benefici relativi per il nostro organismo e l’equilibrio glicemico.
Al momento gli aspetti problematici relativi al frutto sono legati proprio alla sua scarsa disponibilità nei nostri mercati, come si diceva prima, ma se avete la possibilità di trovarlo vale la pena di gustarlo.
Auscultare
I sette nani vanno a estrarre l’oro dalla miniera prima che faccia buio e il pecoraio tosa il gregge per filare la lana e così domani la magliaia potrà fare nuovi capi da vendere nel mercato sottostante. E la parola segnata con matita si perde tra le pagine della settimana enigmistica passano i granelli di sabbia dalla clessidra a scandire inesorabilmente il tempo che mi porta te verso il momento cui le carte si scoprono non per giocare ma leggere i valori ematici e non solo elaborati dagli alchimisti del laboratorio centralizzato d’analisi. Si apre la porta e vengo chiamato, tocca a me, è il momento della visita! Oh era un sogno: nell’attesa mi ero appisolato e son stato destato dal mio vicino d’anticamera che stava russando: peccato si stava così bene.
Va bé torno alla dura realtà e come da copione la giornata della visita comincia con le formalità per l’accettazione: consegna dell’impegnativa, quindi del campione urina e poi prelievo sangue capillare dal polpastrello ed infine attesa d’essere chiamato. Nell’attesa ripasso la scaletta dei quesiti da porre al medico oltre a tutti gli esami sostenuti nell’intervallo intercorso dall’ultimo appuntamento sei mesi or sono. Una cosa importante è fare sempre mente locale e ordine circa dubbi e problemi a cui chiedere lumi allo specialisti, sia per non tralasciare nulla che per aiutare il professionista e non fargli perdere tempo.
Poi arriva veramente il momento della visita e il medico conferma sostanzialmente, ancora una volta, il buon compenso del mio diabete come si evince dal valore dell’emoglobina glicata; contestualmente mi prescrive una serie di controlli: visita oculistica e cardiologica assieme agli esami consueti di laboratorio del sangue e urine, da portare tra sei mesi in occasione del secondo incontro per l’anno in corso.
E concludendo l’evento ne aprofitto, tra le varie ed eventuali, per farmi lasciare una copia del nuova pubblicazione di Accu Chek molto valida sui valori nutrizionali degli alimenti oltre ad alcuni consigli per meglio impiegare un software dedicato al diabete su Iphone: tal Eurodid. Infine arrivederci e grazie, alla prossima caro dottore. E tutto bene quel che finisce bene! Il nuovo appuntamento è fissato per il 10 aprile.
Post Scriptum: Alla prima della stagione diabetologica 2012 è emerso un fatto nuovo e peraltro già previsto dallo scrivente: la riduzione sensibile del personale medico presso i centri appositi tra cui il mio; in pratica sono rimasti tre medici su cinque causa pensionamenti e mancata copertura del turn over, a fronte di un parco clienti in crescita costante. Riprenderò l’argomento nei prossimi giorni perché non può passare in silenzio ed è un dato non solo bolognese.
Avanti a tutta Medtronic
La Medtronic, multinazionale made in USA nel campo delle tecnologie biomedicali e grande innovatrice per quanto riguarda il settore dei microinfusori d’insulina con l’introduzione del sistema integrato, micro più sensore glicemico ed allarme con arresto infusione in caso d’ipoglicemia, ha in serbo altre novità importanti per noi diabetici. Gia qualche mese addietro avevo reso noto del lancio di un sensore glicemico installato nel cruscotto dell’auto utile a monitorare glicemia e parametri vitali del guidatore, ed oggi la stessa azienda rilancia con un sistema remoto di monitoraggio glicemica utile, ad esempio, per i genitori di bimbi e ragazzi diabetici così da poter vivere la condizione senza i classici assilli legati alla fase notturna del riposo e comparsa di indesiderate ipoglicemie.
Ebbene l’evoluzione tecnologica della filiera dei prodotti offerti per il diabete dalla Medtronic promette di sviluppare per i prossimi tempi novità interessanti nell’arricchimento di funzioni operative dei microinfusori in grado di aumentare il livello di sicurezza per la salute del diabetico che resta il protagonista centrale, come deve essere, della tecnologia in ogni suo risvolto. I prossimi microinfusori saranno dotati di Global Positioning Systema GPS, funzione importante per sapere dove ci troviamo e pensiamo alla sua vitale utilità se veniamo colpiti da una crisi ipoglicemica durante una cammninata solitaria e senza poter contare sull’utilizzo del telefono cellulare, questa innovazione sarà senz’altro un ulteriore salva vita per poterci rintracciare tempestivamente. Inoltre un’altra tecnologia importante per gli apparecchi di prossima uscita rigaurderà la dotazioni di batterie a celle solari, quindi ricaricabili con l’esposizione alla luce tipo gli orologi eco-drive della Citizen, così facendo non si avrà più il problema di ricambiare le pile con tutto quello che ne consegue. Un ultimo passo tra le cose nuove riguarda l’uso di serbatoi d’insulina precaricati, anche questa una bella semplificazione nella manualità e tempi di sostituzione del kit d’infusione.
E mentre proseguono spediti i passi nella sperimentazione avanzata del pancreas artificiale, giorno per giorno novità utili a migliorarci la vita con il diabete fanno capolino così possiamo guardare il futuro con occhi e cuore sereno.
Una storia importante
Ieri mi è arrivato il referto con gli esami di laboratorio richiesti dal diabetologo sei mesi or sono per la visita che ho in programma tra pochi giorni. Il dato più importante tra tutti gli altri riguarda il valore dell’emoglobina glicata, pari a 6.8; un fatto molto importante in quanto ancora una volta conferma la buona stabilità del diabete e compenso glicemico dal momento in cui sono passato all’impego del microinfusore d’insulina nella mia vita quotidiana.
Ripercorrendo i vari passi del mio cammino alla ricerca di un equilibrio decente con il diabete l’uso del microinfusore rappresenta la tappa attuale raggiunta, ma prima di questa ce ne sono state altre altrettanto fondamentali e senza le quali non sarei oggi qui a poter rimarcare l’esito raggiunto. La prima e più importante: la maturazione in me della volontà di poter dominare la malattia e la motivazione nel farlo resa possiibile dal voler avere una vita senza limitazioni di movimento e privazioni della mia autonomia derivanti da fattori invalidanti gravi per via degli effetti di un diabete scompensato e aggravato da complicanze irreparabili. L’impegno poi è proseguito con la ricerca di risposte adeguate per mantenere una glicemia il più possibile controllota e equilibrata mediante sia la conta dei carboidrati che un dosaggio dell’insulina prossimo all’efficacia nel raggiungimento dell’obiettivo. E debbo sottolineare come questa parte del percorso è ancora adesso la parte più impegnativa del tragitto proprio per la natura stessa della patologia diabetica e anche se l’impiego del sistema integrato facilita la visione delle cose e della curva glicemica, resta sempre nella mia mente e mani il fattore determinante nel fare le cose giuste o sbagliate che siano.
Ecco questa fin’ora è stata la mia strada, ma ogni diabetico ha una storia a sé. Io come altri ho incontrato il diabete presto, da bimbo, c’è chi è nato con la sua compagnia, o ancora gli è comparso da adolescente, come più avanti negli anni. Ognuno deve trovare la sua dimensione d’accettazione del diabete e il comune dominatore sempre, dal principio fino alla fine, è volersi bene.
Start
Or dunque messe le feste da parte di riparte per andare a cominciare veramente a lavorare alla costruzione di un anno, si spera, sempre positivo e comunque in salute. Ricominciare come non lo sapessimo vuol dire in massima parte continuare a percorrere itinerari già noti, fatti di scadenze, appuntamenti, esami e prove da superare, mentre il nostro scorre com’è deve essere e sarà sempre. E proprio per essere coerente con quanto scritto poc’anzi la settimana mette in calendario la prima visita di controllo presso il centro di diabetologia del 2012. Il giorno X è fissato per giovedì prossimo con il mio pocket d’esami da portare: emoglobina glicata, creatinina, microalbuminuria e via discorrendo. Aspettative per l’appuntamento? Il profilo glicemico fatto di alti non troppo alti e bassi non troppo bassi, con un media molto mediata, per dirla con una semplice parola: va bene, mi manca solo la conferma medico-legale dello specialista; quindi a corredo del monitoraggio diabetico dovranno indicarmi altre verifiche di carattere diagnostico per vista, pressione e cuore, solo a mo’ d’esempio. Inoltre un momento del genere è anche l’occasione per avere informazioni aggiuntive e integrative su cosa bolle in pentole nel campo dell’evoluzione della ricerca nel diabete. Come è mio costume farò per venerdì prossimo un reportage sulla prima al centro del 2012.
La settimana lasciata alla spalle è cominciata bene per il mio diabete, e iniziare l’anno con un buona tenuta è importante sia sotto il profilo psicologico-motivazionale come della sua ricaduta fisica. La media valori registrata a consuntivo è di 155 mg/dl, senza l’impiego del sensore glicemico, non male.
Un’altra importante evoluzione del mio approccio sistemico con la malattia riguarda il calcolo dei carboidrati e della composizione dei nutrienti che compongono l’alimento facente parte del pasto: mentre fino a qualche mese addietro conservavo una registrazione pignola e meticolosa dei dati da calibrare per poi stabilire quanta insulina fare, oggi riesco a fare la stessa con ottimi risultati senza impegnarmi in cervellotici calcoli ed elucubrazioni mnemoniche. Un gran bel fatto direi.
Oso
E in occasione dell’italica Epifania che tutte le feste si porta via: peggio di una manovra finanziaria, oso presentare per la prima volta nel blog una ricetta appartenente alla categoria dei dolci, anzi un classico del panorama dolciario. Lo faccio non solo per sfatare ancora una il falso mito che i diabetici non debbono mangiare dolci, ma che questi sono di per sé una componente del menù, una volta incardinata nell’ottica della conta dei carboidrati, ammessa e tranquilla nella vita con il diabete stesso. Una fetta non ha mai ammazzato nessuno dicevano una volta e il detto proverbiale lo ribadisco pure io oggi. La proposta di oggi tra le altre, leggendo i valori nutrizionali, è ben equilibrata e tiene solo 44 grammi di carboidrati a porzione! Buona Befana.
TORTA DI PERE
INGREDIENTI
pere “Kaiser” g 500 – burro g 200 – zucchero a velo g 150 più un poco per spolverizzare la torta – farina bianca g 120 – fecola g 60 – 3 uova – essenza al Rum – limone – vanillina – burro e farina per lo stampo
Preparazione
Con lo sbattitore elettrico montiamo il burro ammorbidito con g 150 di zucchero a velo, lavorando il composto fino a quando sarà soffice e spumoso. Allora uniamo le uova e, dopo che saranno state perfettamente incorporate, la farina setacciata insieme con la fecola. Aromatizziamo l’impasto con una bustina di vanillina, 3-4 gocce di essenza al Rum e la scorza grattugiata (solo la parte gialla accuratamente lavata) di un limone. Sbucciamo le pere e tagliamole a fettine. Imburriamo e infariniamo uno stampo a cerniera mobile di cm 24 di diametro. Uniamo all’impasto circa metà delle pere, quindi versiamo il tutto nello stampo e completiamo il dolce con la frutta rimanente, disposta in superficie. Cuociamo la torta nel forno già a 195° per circa un’ora e 10′. Completiamo la cottura, sformiamo il dolce su un piatto adeguato e lasciamolo intiepidire; spolverizziamolo infine con dello zucchero a velo, fatto scendere a pioggia da un setaccino, quindi serviamolo.
Tempo di preparazione 100’ – ricetta per 8 persone
A porzione calorie 388, carboidrati 44, grassi 22, fibre 2 e proteine 4.
Lentamente
L’anno comincia con una notizia importante per noi diabetici di tipo 1, una grande multinazionale dell’informatica quale la Microsoft congiuntamente all’Università di Washington, questi ricercatori stanno lavorando insieme per sviluppare un metodo non invasivo, una soluzione tecnologica che promette di migliorare sia la salute che la qualità complessiva della vita per i diabetici: una lente a contatto di controllo dei livelli della glicemia. Questa soluzione innovativa rappresenta un trend in tecnologia: l’interfaccia utente naturale (NUI).
http://research.microsoft.com/apps/video/default.aspx?id=150832
Dove sta la rilevanza, importanza della notizia in questione? E’ la prima volta che una grande realtà nel mondo dell’innovazione tecnologica scende in campo e investe risorse e mezzi per un scopo importante nel campo del diabete. Al di là dei tempi di realizzazione del progetto e della sua concreta realizzazione, cosa di cui sono ottimista, finalmente comincia a muoversi qualcosa nelle grandi sfere dei potentati dell’economia e industria non solo farmaceutica, e naturalmente ciò fa bene alla ricerca come di converso a noi.
E mentre la speranza finale, ultimativa per qualsiasi diabetico autoimmune giovanile è rappresentata dalla liberazione della malattia, il poter controllare costantemente la glicemia senza bucherellarsi a vita i polpastrelli costituisce un bel passo avanti nel stimolare l’autocontrollo e renderlo più agevole.
Come dicevo prima: un buon inizio del 2012 che lascia ben sperare per altri importanti passi avanti sia nell’evoluzione di progetti in corso come di nuovi percorsi tutti da scoprire, a partire dall’implementazione del pancreas artificiale. L’unione delle forze rende i risultati ancora più efficaci e importanti per tutti.
Di stomaco
Ho una certa resistenza al dolore fisico e con il passare degli anni la sento aumentata, ma c’è una eccezione molto marcata che fa la differenza: si tratta della manifestazione improvvisa e lacerante dei sintomi della gastrite fatta , come da manuale, da dolore sordo e bruciore di stomaco nella parte superiore dell’addome, il quale può migliorare oppure peggiorare dopo i pasti, nausea, vomito diminuzione dell’appetito, eruttazione e gonfiore, senso di stomaco pieno dopo i pasti, dimagrimento.
Ecco la prima parte di questi sintomi e apparsa in tutta la sua violenza nella sera del 31 dicembre e del 1 gennaio, senza avere conseguenze, per fortuna, sulla glicemia, rendendomi debole così tanto da farmi stare a letto per cercare di sopportare il dolore, ma senza sortire alcun effetto. Il trattamento farmacologico che assumo ogni giorno: una compressa di Lansox e Gaviscon dopo i pasti, pare cominci a non essere più sufficiente.
Il diabete di tipo 1 di lunga durata nel tempo, come nel mio caso, e con diversi episodi di scompenso glicemico e DKA (chetoacidosi), porta a far emergere una gastrite cronica, reflusso e ernia iatale. Altra ragione in più per cercare il più possibile di volersi bene e tenere monitorata la glicemia.
Sempre per restare nel tema un’altra complicanza scaturita dal diabete 1 è rappresentata dalla gastrite cronica atrofica autoimmune, una condizione degenerativa molto seria e che interessa una percentuale minima di noi diabetici, al contrario della gastrite cronica erosiva. Resta comunque con il passare del tempo e della storia di ciascuno di noi la necessità di fare attenzione alla presenza di sintomi sospetti e alla frequenza, ricorrenza degli episodi di chetoacidosi, nonché dall’assunzione di farmaci in quantità come i cosiddetti FANS, ma anche anche la stessa aspirina e cardioaspirina. Qualora si dovessero presentare condizioni simili occorre parlarne con il proprio medico per approntare i percorsi diagnostici necessari.



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