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Avete un evento, manifestazione (sportiva e non), convegno sul diabete o legato ad esso? Se la risposta è sì fatemelo sapere attraverso l'invio dei dati e iinformazioni scrivendole nel form presente all'interno della pagina Scrivimi del blog. Le iniziative predette saranno publicizzate all'interno di questo spazio gratuitamente e immediatamente. Grazie per il vostro interesse Roberto Lambertini

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Roberto

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Varcare la soglia

La vita con il diabete e fatta, tra le altre cose, di una lunga serie di esami, prelievi del sangue e altre prove diagnostiche da affrontare, alcune dolorose altre meno o per niente. La crescita di un diabetico ad esordio infantile o adolescenziale, verso l’età della ragione e dopo tanti anni di anzianità con la malattia porta, nella stragrande maggioranza dei casi, ed io sono nella categoria, ad riscontrare una neuropatia diabetica detta “autonomica” e che investe vari aspetti della sensibilità del nostro organismo nei suoi centri di sensibilità e nel tratto gastrointestinale, solo per fare alcuni sommari esempi.

 

L’argomento specifico al centro dell’odierna riflessione riguarda la percezione del dolore nel diabetico di lungo corso e la sensibilità allo stesso. Nel corso degli ultimi dieci anni di vita in particolare ho notato in me un minor senso del dolore rispetto ad altre persone, e questo si è ancor più reso evidente a fronte di esami e diagnostica particolarmente invasivi e che procuravano dolore. Or bene per quanti non sono avvezzi a tali stati la cosa può apparire come una sorta di vantaggio: non senti il male e meno male viene a dire; ma in realtà il fatto non è positivo, anzi avvertire fastidio, dolore o altro è un campanello d’allarme lanciato al cervello per dirci: occorre fare qualcosa; e lo stesso problema si ripropone, come ho già scritto, sulla ridotta sensibilità all’arrivo di una ipoglicemia, e questo lato del problema com’è noto diventa il più pesante per un diabetico, ragion per cui tra le altre cose ho optato per il sistema integrato oggi in uso microinfusore più Holter glicemico.

 

Allora quali sono i possibili accorgimenti e soluzioni al problema testé descritto? La presa di coscienza di avere una ridotta percezione del dolore per i motivi sopra detti porta a prestare una maggiore attenzione verso i sintomi che registriamo, un esempio: avere un’otite in condizioni normali fa sentire una male notevole, nel caso mio giorni addietro accusavo un leggero fastidio, ma memore della condizione diabetica sono andato dal medico per descrivergli la sintomatologia e l’insieme di problemi, così lui è potuto intervenire in modo adeguato per curare il malessere.

 

Ecco il comandamento da osservare è questo: appena avvertiamo un dolore in punti sensibili ripetuto nell’arco della giornata e per qualche giorno ricordiamoci che lo percepiamo al 10% della sua portata e quindi non esitiamo a contattare il medico per gestire la situazione. Dietro a sintomi ridotti si possono nascondere insidie non proprio innocue per  noi stessi.

Attorno alla tavola

La tavola apparecchiata e sopra ogni ben di Dio: antipasti, minestre, pasta, salse salate e dolci, secondi di pesce e carne, contorni di verdure cotte e crude, poi ancora dolci. E che è un incubo! Non più ora  grazie al microinfusore le privazioni della tavola, il dover fare la conta della conta dei cibi ammessi e quelli proibiti, poi il peso degli stessi e quindi il calcolo della dose d’insulina in rapporto al quantitativo di carboidrati da mangiare durante il pasto a seguito del valore glicemico riscontrato. Ecco tutta questa complicazione si è per fortuna semplificata e di molto.

Sia chiaro per coscienza e responsabilità, coerenza con la mia vita e quanto scritto nel blog ciò che dico non è un’istigazione alla trasgressione alimentare, anzi. L’ho sempre detto e ribadito così come lo hanno rimarcato le dietiste facendomi il mio piano alimentare: non ci sono alimenti proibiti per il diabete di tipo 1, l’unica vera elemento cui occorre prestare attenzione riguarda la quantità mangiata e quanta insulina fare.

Alla prova dei fatti oggi mi cibo di alimenti un tempo proibiti, faccio alcuni esempi: a colazione prendo le solite quattro fette biscottate da sempre, ovvero dall’età di quattro anni, con il latte; beh da un anno e mezzo sopra le fette ci spalmo la marmellata (con o senza zucchero non mi fa differenza) e burro d’arachidi, oppure la nutella nella misura di un cucchiaio a fetta, senza provocare reazioni avverse al compenso della glicemia.  Un’altra volta ho fatto un pranzo completo di antipasto, pasta condita, scaloppine al limone contorno di verdure cotte, mirtilli e dolce; anche in questo caso senza incorrere in alcuno svarione glicemico. Da tempo poi la pizza non è più un incubo per la mia glicemia e così ho completato la panoramica.

Certo l’unico punto di differenza che rimane alla fine della digressione alimentare riguarda un dato unico e universale per noi diabetici tutti: aver cura di noi significa sempre prendersi carico della tavola come forma dell’arredo finita e non infinita, quindi resta sempre da fare il conto della spesa alimentare calorica e che l’evento straordinario non si tramuti in straordinario.

Nessun problema

La penna di caucciù che non si rompe, non si spezza più non l’hanno ancora inventata. L’insulina in grado di resistere alle colate del vulcano Etna non c’è ma risulta che ci stiano pensando. Il microinfusore indistruttibile, irreprensibile, funzionante alla perfezione ad ogni condizione non è stato creato anche se una nota marca cinese di notebook ci sta pensando. Insomma gli strumenti perfetti e sempre funzionanti alla bisogna per un diabetico impanicato sono ancora là da venire, o comunque la prossima settimana se li andate a cercare in qualche presidio dell’ASL, negozio specializzato o asta su internet non li troverete perché non si sono e se vi dimostrano il contrario, sono dei truffatori.

Nell’attesa di veder comparire mirabolanti strumentazioni in grado di resistere all’usura del tempo e alla vita naturale dell’uomo, per forza di cose siamo coscienti del fatto che ogni oggetto può rompersi, guastarsi quindi difronte a un’evenienza del genere dobbiamo essere preparati e non trascurare la dotazione di strumenti e farmaci in nostro possesso.

Con le penne precaricate  la cosa da fare è molto semplice: occorre avere una quantità di pezzi tale da garantire un minimo di ricambio in caso di malfunzionamento del pezzo; per farla breve: mai ridursi a rimanere in casa con una sola penna d’insulina!  La stessa cosa vale per chi fa ancora l’iniezione con la siringa di plastica monouso. Aggiungo un dettaglio importante, già per altro ripreso in questo blog: in caso di mancanza d’insulina e senza una prescrizione medica potete rivolgervi in farmacia per averne mostrando la vostra tessera sanitaria e quella rilasciata dal centro diabetico se fanno storie, perché essendo un farmaco salva vita non può essere negata.

Il discorso è un po’ diverso per quanto riguarda il microinfusore, in caso di sua rottura o guasto dovete chiamare il numero verde del produttore e solitamente nel giro di un paio di giorni al massimo vi invieranno, tramite corriere, uno di ricambio. Nel frattempo dovete avere in casa almeno una penna di insulina rapida e di Lantus così da tamponare il periodo d’intervallo con lo schema d’emergenza fornito dal vostro diabetologo nella fase di formazione all’impiego dello strumento.

I casi menzionati in questo post hanno una cosa tra loro che li accomuna: non dobbiamo farci mai prendere dal panico perché sono tutti problemi e contesti risolvibili con estrema semplicità e rapidità, con il diabete non esiste nulla di impossibile occorre sempre avere consapevolezza di tutto ciò.

A cuccia!

Piattola sinonimo di pidocchio del pube, ma anche di situazione noiosa, fastidiosa: ecco una quadro del genere può descrivere il diabete, nelle giornate impegnate a scavare, risolvere tutti o parte dei problemi generati da una glicemia che non ne vuol sapere di ubbidire alle nostre volontà, oppure a doversi sbattere per fare il calcolo di quanta insulina fare per azzeccare la dose giusta e così poter sperare di ottenere un valore decente di zucchero nel sangue. Già quante volte arrangiarsi a trovare una soluzione perché trovavi il telefono del medico sempre occupato, oppure sempre libero perché se ne era già andato. Ma all’epoca c’era Don Orazio il parroco anche lui diabetico e quando non era incasinato coi suoi impegni di ministro del culto, allora trovava per te un consiglio decente. Erano i tempi in cui non si poteva contare sulla comunità dei social network ed oggi per fortuna le cose sono un tantino cambiate.

Oggi vivo il presente e la noia stavolta è piacevole anzi sublime. Poter dire per la prima volta nella mia vita che mi annoio con il diabete e magico. Ancora una volta i valori medi della mia glicemia nella settimana che va dal 22 al 28 di agosto si sono attestati a 141 mg/dl, senza alcuna ipoglicemia ed un solo episodio iperglicemico pari a 302 mg/dl. L’altro dato che desidero rimarcare riguardare, dopo tanto tempo, una pausa completa d’impiego dell’Holter glicemico con il microinfusore dovuta a un calcolo semplice semplice: ho due sensori disponibili e mancano tre settimane al rifornimento del materiale, quindi per sei giorni sarei rimasto in pausa, in questo modo ho provato a vedere come andava il percorso senza lo strumento e posso concludere senza tentennamenti  di aver ottenuto un buon risultato.

Una volta memorizzati nella mia testa i passi cardini per conservare un equilibrio otttimale con la glicemia, sapendomi muovere tra boli e loro dinamiche in rapporto ai trend glicemici, il fattore di rischio si riduce di molto, ovvero al 10%. Inoltre l’altro elemento sostanziale in tutta questa nuova storia con il mio amico, anzi amore di microinfusore, è il mangiare, un capitolo tutto da scrivere ma che parte con il semplice fatto di vedere aumentare il personale fabbisogno alimentare generale, e nello specifico di cibi un tempo impensabili, proibiti pena una brutta iperglicemia con  chetoacidosi e il resto lo lascio immaginare; tutto questo ora è un ricordo cancellato.

Ecco mente mi sto avvicinando al secondo anno di vita con la pompa d’insulina posso definire lo strumento della Medtronic alias Paradigm Veo il mio amore, perché grazie a lui il diabete non è più un problema ma una presenza che sta lì, non rompe più di tanto e quelle poche volte che lo fa allora lo prendo e gli dico: zitto a cuccia! E lui ubbidisce.

E per finire

Il caldo eccessivo di questi giorni mi porta a proporre una ricetta “fresca” ideale per trovare un poco di conforto a tavola senza rinunciare al gusto. Un piatto equilibrato e quindi ideale per il buon compenso del nostro diabete. Buon appetito.

Mix frutta e verdura

Ingredienti

Lattuga g 200 – radicchio rosso g 200 – rucola g 50 – 1 pomodoro – 1 kiwi – mezzo mango – olio extravergine d’oliva – aceto – prezzemolo – sale

Tempo di preparazione 15 minuti – per 4 persone – 20 calorie

Preparazione

Laviamo e sgoccioliamo le insalate. Speziamo le foglie più grandi e facciamo un letto su un largo piatto. Sopra, mettiamo il pomodoro affettato. Sbucciamo il kiwi e il mango, tagliamoli a fettine e disponiamoli sull’insalata. Prepariamo il condimento: in una ciotolina versiamo 4 cucchiaiate e mezza di aceto e sciogliamoci un pizzico di sale. Emulsioniamo con 4 cucchiaiate e mezza di buon olio d’oliva. Completiamo con un pizzico di prezzemolo tritato. Serviamo l’insalata e, a parte, il condimento (vinaigrette). Ogni persona se ne servirà a piacere.

Valori nutrizionali: carboidrati 15 grammi, grassi 7 grammi, fibre 5 grammi, proteine 2 grammi.

Cosa leggere

Il periodo estivo, delle vacanze è, secondo un luogo comune, dedicato alle letture: sia va dai libri di narrativa ai periodi e quotidiani così facendo una quasi completa rassegna stampa di tutto un po’, e naturalmente la “bibbia” della villeggiatura e sempre rappresentata dall’inossidabile “settimana enigmistica”, che da sola vende milioni di copie ed è un dei casi rari dell’editoria italiana funzionante solo con gli introiti ricavati dalle vendite, senza pubblicità. Viva gli enigmi!

E se volessimo trovare qualche libro o pubblicazione trattante il diabete cosa si trova in circolazione? La fortuna, per così dire, del diabete è d’essere una malattia “pop” e la sua popolarità ne garantisce un vasto ventaglio di offerte bibliografiche ed editoriali. Coloro che conoscono bene la lingua inglese possono sprofondare nel mare magnum dei volumi offerti soltanto dall’American Diabetes Association (USA) per fare un esempio, ma se compiamo una ricerca online scopriamo veramente un mole incredibile di offerte per la lettura, ed è proprio qui che nasce il problema dei problemi: cosa scegliere? Infatti con tanti testi quelli veramente utili per saperne di più circa il diabete e tutti i suoi risvolti, sono veramente pochi; e in lingua italiana il cerchio si stringe ancor di più, inoltre i libri disponibili sono per la maggior parte disponibili gratuitamente, sì gratuitamente.

La multinazionale svizzera Roche, attraverso il suo braccio divulgativo Modus offre, oltre all’omonima rivista un ampio repertorio di volumi molto validi, anzi indispensabili per il diabetico e gratuiti, l’unico aspetto critico da considerare è che sono solo scaricabili dal loro sito in formato pdf e sta al lettore finale stamparseli o meno considerando che si tratta di libri anche centinaia di pagine.
Nella mia piccola rassegna bibliografico segnalo questi due testi, ma altri potete consultare cliccando nel link appositamente trascritto:  http://www.modusonline.it/libreria/index.asp

  1. Dizionario Illustrato del diabete (116 pagine – luglio 2010) -  una pubblicazione aggiornata di nuovi termini in base alle innovazioni prodotte dal mondo della ricerca, il testo che non deve mai mancare a un diabetico, veramente dieci con lode.
  2. Giorno dopo giorno – Guida all’autocontrollo del diabete (32 pagine – febbraio 2001) – una guida agile e completa per conoscere nin tutti i suoi campi la malattia e cominciare a muovere i primi passi con sicurezza.

 

E per concludere la panoramica passo alle opere commerciali in vendita presso le librerie

Diabete. Le risposte a tutte le vostre domande di Jill Rodgers, Rosemary Walker Editore: Tecniche Nuove  Prezzo: 14,90 Euro. A mio avviso è l’opera letteraria più completa e disponibile in distribuzione, già ristampata diverse volte, ha il dono di essere ricca di informazioni circa il diabete in modo essenziale e pragmatico.

Come affrontare il diabete di Giuseppe Nacci Editore: Editoriale Programma  Prezzo: 15,00 Euro. Anche questa pubblicazione è completa e molto particolareggiata nelle specifiche tematiche associate alle complicanze del diabete.

Non mi resta che dire: buona lettura!

La seccatura

Il clima di questi giorni mi sta giocando degli scherzi, che faccio sto al gioco? Certo non ho scelta. Di che si tratta? La settimana scorsa ho cominciato con problemi all’orecchio sinistro, pensavo si trattasse di un’occlusione da cerume poi dopo un trattamento topico a base di cerulisina passati cinque giorni la situazione è rimasta immutata per l’udito, anzi a seguire si sono manifestati altri sintomi: bruciore alla gola, secchezza delle fauci, ergo la situazione cominciava a somigliare più ad una specie di raffreddamento estivo provocato dai mutamenti climatici del microclima (il passaggio frequente all’interno di luoghi con l’aria condizionata e poi il ritorno brusco al clima naturale molto elevato).

In un primo momento ho penato anche potesse essere una otite, e sul tema sono di mio alllertato poiché di famiglia verso la terza età siamo soggetti, come maschi, a perdere l’udito, inoltre recenti risultati provenienti dal mondo della ricerca hanno messo in evidenza una correlazione tra sviluppo della sordità e diabete, così per gradire. Infine l’avvertenza comprimaria era ed è legata alle eventuali reazioni negative della glicemia, come capita di riscontrare in altre occasioni, ma al momento la curva sembra essere tranquilla e il suo moto ondoso non lascia intendere di dirigersi verso il mosso.

La seccatura, negli ultimi dieci anni per quel che mi riguarda è da imputarsi al trattamento terapeutico di contenimento dell’aggressione generata sul mio fisico dall’artrite reumatoide, concerne l’indebolimento del sistema immunitario e di conseguenza divento suscettibile a prendermi facilmente influenza, raffreddori e altre problemucci alle vie respiratorie; quando un tempo ero praticamente ignifugo a tutte le cose sopra citate.

La parabola temporale non sta ad aspettare c’è poco da fare se non rattoppare qua e la allo scopo di guadagnare tempo me ne rendo conto, per intanto in questi giorni faccio una pausa nell’ascolto delle mie playlist presenti nel lettore mp3, sperando che presto tutto torni a norma d’udito.

Accidenti

Lo scorrere del tempo alla lettura delle notizie e fatti riguardanti la salute umana e del pianeta in cui viviamo fa ritrovare il più delle volte le stesse informazioni un esempio per tutte: il tormentone del caldo quando è estate, con tutti i soliti consigli e raccomandazioni: poi altro luogo comune sulle mezze stagioni che non ci sono più e per quanto riguarda l’inverno il discorso è più problematico a seconda delle condizioni provocato dall’effetto serra, dal vulcano di recente erruzione , oppure dall’effetto tsunami o ancora e per finire, al momento, l’incidenza delle tempeste solari sempre più frequenti accidenti. Comunque anche il nostro microclima incide molto, si perché passar dai 37° gradi a i 20° di un locale con l’aria condizionata che pompa di brutto puoi lasciarti di stucco, e non è uno scherzo.

Ma per tornare al diabete, dicevo come capita di trovare nel mucchio una notizia interessante da approfondire e nel caso di oggi estraggo il titolo del diabete tipo 3. Lo spunto viene dalla lettura proveniente da: tutta salute.net a firma di Daniele Lisi che linko di seguito http://www.tuttasalute.net/8552/il-mistero-del-diabete-di-tipo-3.html

“Il diabete di Tipo 3, che è considerato un diabete  specifico  del cervello, non è del tutto compreso e rimane un mistero. Diagnosi e cure rimangono nelle fasi iniziali, e sono necessari ulteriori studi per comprendere appieno come aiutare le persone con diabete di tipo 3, nonché il suo collegamento al morbo di Alzheimer e le varie forme di demenza.” Ora non mi addentro nello specifico del dibattito scientifico, accademico circa l’esistenza o meno di un “diabete tipo 3” in quanto a tal proposito a me risulta come questa eventuale nuova tipologia non sia altro che una possibile e ulteriore degenerazione in età avanzata del tipo 2 e quanto concerne il tipo 1 il rischio di incorrere nella demenza è più probabile si presenti dove sono state le frequenti le manifestazioni ipoglicemiche nel corso della vita del diabetico. D’altronde sono già noti da tempo gli effetti logorativi sui vai sanguigni dello scompenso glicemico, se trascurati per molto tempo e quindi il loro impatto può incidere nella fase avanzata dell’età nella cognizione e tenuta della stessa.

Che fare allora? La migliore prevenzione è sempre costituita dal tenere a bada e in buon compenso la glicemia, oltre a evitare il più possibile di incappare nelle crisi ipoglicemiche, ecco le poche e semplici regole da tenere a mente per un diabetico, così da allontanare lo specchio di ulteriori spauracchi e complicanze. Ed infine arricchire il già vasto catalogo di paralogie con un diabete 3 francamente non mi pare il caso, già la vita ce la rendiamo complicata perché perseverare?

Sempre

Il diabete è caduto nella rete e voi mi direte: come è possibile sto fatto? Basta leggere i miei post della settimana scorsa per cogliere la trama di questo racconto d’appendice ogni volta che viene arricchito di nuovi e vecchi elementi tra loro a volte collimanti ed altre conflittuali ma apparentemente mai pari. Invece imparo sempre ogni giorno che c’è del nuovo grazie al diabete e alle opportunità offerte dalle flessibilità d’impiego rese possibili con il microinfusore. Nei giorni passati ho capito come si è abbassato il mio fabbisogno d’insulina complessivo da immettere nel corso delle ventiquattro ore di tempo: una gran bella cosa; poter essere più libero di dominare le dinamiche della malattia è una conquista importante e ancor più rilevante quando per ottenerla ho dovuto percorrere un lungo cammino, attraversando la mia vita, dall’età di tre anni per giungere ai giorni nostri. La speranza non va mai persa: fino alla fine e comunque qualsivoglia particella d’energia spesa per andare avanti è parte integrante del nostro contributo che lasciamo in possesso delle prossime generazioni.

Le forme del grafico della glicemia proseguono nella loro regolare stabilità, abituarsi a questa condizione come già detto mi lascia sempre stupefatto. Sempre per la cronaca del blog la media valori riscontrata tra il 15 agosto e il 21 dello stesso mese risulta pari a 135 mg/dl. Le oscillazioni massime registrate sono state un paio di volte di 220 e 230 mg/dl come valore massimo, e la minima di 58 mg/dl una sola volta. Se le quotazioni in borsa avessero gli stessi risultati delle mie glicemie ora l’economia viaggerebbe a gonfie vele.

Uno stato di salute buono o cattivo visto con gli occhi dell’osservatore appare come un fatto personale che poco o nulla può interessare, fatti salvi i cosiddetti stretti interessati alle condizioni del malato o sano di turno. L’atteggiamento personalmente lo ritengo sbagliato perché se togliamo le forme forme morbose di curiosità da sottoscala, conoscere, la conoscenza è un valore insopprimibile della natura umana e ci serve sempre per crescere di generazione in generazione così da poter evolvere, si spera sempre in meglio, anche quando le fasi epocali di transizione e mutamento sociale sembrano dimostrare il contrario.

Io, sia dal mio stato di malato che dalle altrui circostanze, ho appreso tanto per riuscire a trovare la forza di andare avanti, e cercare di dare fiducia a me stesso come agli altri così da guardare e andare avanti. Ma il cammino non finisce mai e finché avrò vita lo proseguirò certo di non aver consumato invano il tempo che mi è stato concesso.

 

Non solo

La settimana che succede al ferragosto per chi è rimasto di guardia al lavoro equivale allo stesso periodo tra Natale e capodanno: trovi poco o niente di aperto tra ponti e vacanze annesse, quindi per mangiare ci si deve arrangiare. Le possibilità solo molteplici: vai a zonzo cercando qualche bar, self – service , fast food o altro aperto per la bisogna, oppure ti organizzi e provvedi in autonomia a prepararti le cibarie da portare con te per la pausa pranzo. Infine c’è un ultima possibilità, molto in voga da qualche tempo in qua, di prendere prodotti confezionati dai distributori automatici (panini, tramezzini e simili). Ogni scelta implica sempre una valutazione da fare, sia in termine di sicurezza che equilibrio alimentare, in quanto farsi preparare il pasto comporta dover sapere come le porzioni servite sono generalmente molto guarnite di condimenti e conseguentemente il loro apporto calorico risulta ben carico di grassi e carboidrati, con l’evidente possibilità di creare qualche problemino in più alla glicemia del diabetico.

Allora che fare? La prima cosa da fare quando si mangia fuori casa è trovare un locale con menù vario, ovvero che propone piatti di a vario peso calorico esempio banale: oltre alle universali lasagne oppure gramigna pasticciata verificare la presenza di pasta condita con pomodoro e altri ingredienti meno carichi di valori calorici pesanti. Ecco la prima credenziale importante per testare un locale è proprio un’offerta di pietanze non infinita ma assortita con vari livelli di possibilità. A pranzo un piatto sempre valido e verde è la pizza e in proposito c’è ben poco da aggiungere, l’offerta è talmente vasta e presente in ogni periodo dell’anno da non costituire un problema. L’unica avvertenza per il diabetico che mangia la pizza a pranzo è di fare un dosaggio adeguato d’insulina, tenendo presente come tre ore dopo la sua assimilazione nel mio caso avviene il conto alla rovescia per il lancio nello spazio della glicemia. Onde evitare di uscire dall’orbita terrestre la mia personale soluzione prima dell’avvento del microinfusore, ovvero con la penna d’insulina, era di fare 6 unità di rapida prima di cominciare a mangiare poi altre 4 unità due ore dopo il pasto (sempre di rapida). Con l’avvento del micro faccio sempre un bolo di 10 unità a onda doppia, 5 subito prima di alimentarmi e le altre 5 spalmate sulle due ore successive. Così facendo evito i rush glicemici incontrollati da effetto pizza. Lo schema adottato per la pizza è esclusivamente personale se avete esigenze analoghe rivolgetevi al vostro medico diabetologo. Proseguendo il cammino nella pausa pranzo un altro luogo di fornitura della materia prima è il distributore automatica (vedi foto sopra), anche qui occorre prestare attenzione a due particolari problemi: la lettura degli ingredienti e spesso difficoltosa per via della dimensione molto piccola dei caratteri a stampa, inoltre il più delle volte nei panini manca la tabella coi valori nutrizionali; altro aspetto importante riguarda la conservazione degli alimenti, a volte la loro tenuta lascia a desiderare, poi mi è capitato di vedere giacere nel distributore cibi scaduti. Terminata la mappatura delle possibilità di scelta per la pausa pranzo vengo a me: la mia scelta è diretta al fai da te. Io mi preparo personalmente il cibo con cui mi alimento al lavoro per due fondamentali ragioni: so cosa metto e quanto pesa in termini nutrizionali, calorici poi risparmio tempo e denaro. La preparazione del cibo a casa ha un risvolto molto positivo aggiungo: richiede poco tempo e si sviluppa un poco la creatività gastronomica il che non guasta allo spirito e gusto, unito al fatto di fare del bene alla propria salute, al diabete.

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Il Diabete, come conviverci e saper gestirlo, possibilmente senza problemi e complicazioni. Una risorsa in più a disposizione. Roberto Lambertini

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