Nero
Nei giorni scorsi ho provato a pranzare con il riso “tipo nero”. Il riso come alimento può avere un impatto sensibile sulla glicemia, in un contesto di alimentazione ipocalorica. Nel passato avevo provato il “basmati”, che, secondo la letteratura in materia, pesava meno dell’arborio ed altri tipi di riso “classici”. In effetti il basmati un peso inferiore sul livello di zucchero nel sangue lo da, in particolare, a mio avviso, sul diabete quando viene utilizzato per la classica ed estiva insalata di riso, esempio: una volta ho mangiato tre etti di insalata di riso basmati; prima avevo 110 di glicemia e dopo 137 mg/dl.
Ma per tornare al “riso nero”, l’impatto glicemico è stato altrettanto buono: prima avevo 70 di glicemia e dopo 125 mg/dl. In conclusione questa varietà di alimento costituisce una valida alternativa alla pasta, senza per questo rendere instabile il nostro diabete.
Frutta salutare
Anche questo fine settimana sono alla frutta… pardon parlo di frutta di stagione che fa bene al diabete, ai reni, alla nostra salute: il cocomero (solo 3.7% di zuccheri!), ricco d’acqua (> 95%); può essere divorato anche a fine pasto, comunque fate voi, perché l’impatto sulla glicemia è quasi impercettibile e col caldo di questi giorni aiuta a reintegrare i sali e minerali perduti.
Unica nota cautelativa: se avete problemi di reflusso gastroesofageo, è meglio mangiarlo lontano dai pasti centrali. Buon appetito e fine settimana.
Ananas
Come da titolo. Questa settimana per affrontare il caldo ho integrato nella mia dieta il frutto in epigrafe, a pranzo, e la cosa interessante, al riguardo, va ad interessare il risultato sulla glicemia: in poche parole l’impatto è buono, arrivo a cena con 120>85 mg/dl. Un equilibrio sul diabete sia di qualità che di quantità e un esperienza che desideravo condividere coi lettori di questo blog, e poi la prossima volta provo pure a postare qualche ricetta, chissà.
Buon fine settimana a tutti.
Bere
Dalle mie parti (Granarolo) in questi giorni ci sono tra i 36° e 38° di temperatura: niente di fresco sotto il sole; ma quanto sono iscritti “al club del diabete” occorre fare qualche marcatura.
Prima di tutto col diabete si tende a urinare di più e spesso (poliuria), soprattutto quando vi è lo scompenso glicemico e simili, quindi con la perdita conseguente di liquidi, sali, minerali, ecc., andiamo incontro al rischio di disidratazione, anche senza che ce ne accorgiamo.
Allora l’imperativo adesso che siamo in estate, ma anche durante tutta la parte restante dell’anno, è di bere acqua (almeno 6/8 bicchieri al dì), se poi e del rubinetto ancora meglio…
Frutti sì, ma
Altro consiglio spassionato e tratto dalle mie vicende, di recente provate, riguarda l’alimentazione, e nello specifico un certo tipo di cibo: i cosiddetti frutti di mare, in particolare cozze, ricci; per le loro caratteristiche nutritive sono alimenti “altamente” sconsigliati per il diabete, sia per il loro alto carico di grassi saturi che di colesterolo.
Ma per quanto riguarda la mia storia, alcuni anni fa ebbi l’occasione di mangiare un piatto di “impepata di cozze”, e nei giorni seguenti cominciarono a manifestarsi quotidiani eventi diarroici, fino a portarmi da lì a due mesi ad essere ricoverato in ospedale con diagnosi: morbo di crohn, guarda caso altra patologia autoimmune.
Riepilogando: sia col diabete di tipo 1 che con quello di tipo 2 i frutti di mare vanno presi con estrema prudenza, e comunque previo accertamento sul loro buon livello di cottura.
Il cibo proibito

Il titolo del post è volutamente contraddittorio, d’altronde il luogo comune: dolce e diabete = vietato; è oggi superato da fatti e situazioni che vanno viste nello specifico di ognuno di noi.
E’ vero che un diabete scompensato o instabile rappresenta un elemento di valutazione sotto il profilo patologico e dietologico, quindi in questo caso occorre riportare la situazione sotto controllo, ovvero il più possibile in equilibrio e al più presto.
Ma, escluse le situazioni serie e problematiche; di fronte a un diabete ben controllato e compensato, con un controllo dei carboidrati assunti ed una regolare attività fisica, mangiare una pasta, un croissant e simili con la premessa predetta non costituisce un problema.
Il mio riferimento è particolarmente rivolto ai diabetici di tipo 1 non obesi o in sovrappeso; per gli altri (diabete tipo 2) il discorso, soprattutto sotto il profilo delle compatibilità alimentari, va tenuto più sott’occhio.
Nei prossimi post cercherò di fare degli esempi pratici e articolati.
Cosa ho mangiato

Da quando ho il nuovo schema terapeutico di somministrazione dell’insulina, il quadro di compenso glicemico è notevolmente migliorato, sia in termini di media dei valori che di emoglobina glicata. L’alimentazione quotidiana ne risente in maniera positiva. A parte la colazione, che nella composizione è rimasta inalterata: circa 5 fette biscottate con una tazza di latte; il pranzo si è arricchito, oltre al piatto di pasta asciutta, da una fetta di pane. La presenza di carboidrati nel totale è aumentata in modo interessante; la mia dieta prevede 197 g giornalieri di glucidi; oggi viaggio su una media di 220/250 g al dì. In pratica al momento riesco a fare qualche snack supplementare senza squilibri nella glicemia e nel diabete. Certo la situazione è personale, ed ogni situazione, va intravista in contesto specifico, fatto da età, tipo di lavoro ed attività fisica svolta giornalmente, ecc. Ma il punto importante è di sapere che, col diabete ben amministrato, si può gestire il cibo senza eccessive restrizioni.
Una proposta
Un consiglio dietetico verso la Pasqua: una proposta di piatto leggero e piacevole, equilibrato sotto il profilo nutrizionale, ecco la ricetta:
Branzino e topinambur
tempo di preparazione 15′ – calorie 250 a porzione
Ingredienti: filetto di branzino g 150 – topinambur pelati g 50 – 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva – erba cipollina – paprika
Preparazione:
Scaldate in una padellina antiaderente un cucchiaino di olio e rosolatevi i topinambur,a tocchi, per una decina di minuti, girandoli di tanto in tanto e salandoli a fine cottura. Nel frattempo cuocete a vapore, per 3-4 minuti, il filetto di branzino, quindi tenetelo in caldo. Tagliate finemente a coltello alcuni fili di erba cipollina. Ponete sul piatto il pesce, salatelo e conditelo con il secondo cucchiaino di olio, disponete intorno i topinambur, e cospargete il tutto con il trito di erba cipollina.
Valori nutrizionali: proteine 26 g, carboidrati 11 g, grassi 12 g, fibre 1 g.
Palinsesto
La gestione dei pasti, l’ordine di apparizione dei piatti, può rivestire un ruolo di non poco conto nella gestione di un buon equilibrio glicemico. Ad esempio l’ordine di assunzione dei cibi, che io pratico a pasto, comincia con le verdure, poi con le proteine ed eventuali grassi, e finisce con il pane o pasta, oppure altri carboidrati. Tutto questo, ho constatato, incide sul carico della calorie verso la glicemia e aiuta l’assorbimento nell’organismo del’insulina. L’apporto di fibre, in particolare, evita o attutisce l’esordio dei picchi post prandiali glicemici, e può aiutare nella conservazione della compensazione della glicemia.
Senza, ma con…
In questo periodo di feste sugli scaffali dei negozi di alimentari e supermercati abbondano, sempre più, prodotti dolciari senza zucchero, anche nelle farmacie sono presenti marchi per categorie speciali, tra cui quelli per “diabetici”; certo per chi è diabetico da poco tempo, o comunque ha poca dimestichezza con la malattia e l’alimentazione, può apparire consolatorio e sostitutivo del dolce tradizionale, avvalersi dei prodotti “sugar free”, ma si deve sempre prestare attenzione.
Innanzitutto dobbiamo sempre controllare il carico di carboidrati sulla dieta, onde evitare squilibri nella glicemia. Una persona adulta con un’attività impiegatizia e il diabete può, ad esempio, sostituire l’equivalente di carboidrati del pane, pasta o frutta con una brioche senza zucchero. L’importante è avere sempre sotto controllo i valori dei nutrienti (calorie, carboidrati) e saperli gestire nell’arco della giornata, in relazione alla propria glicemia e iniezione di insulina.








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