Pure…
Alcune malattie importanti presentano tra i sintomi l’alitosi. è il caso, precisa Vittorio Tulli, odontoiatra ed esperto in omeopatia “dell’insufficienza renale, dell’insufficienza epatica, del diabete mellito… (da Repubblica Salute del 10/1/08)
Pure questa
Ipo
Affrontare una crisi ipoglicemica in proprio non sempre è possibile: quando lo diventa la cosa migliore è sempre avere con sé dello zucchero bianco da bere con acqua; può sembrare banale ricordarlo, ma non lo diventa nella realtà dei fatti. Io con me tengo sempre una certa scorta di bustine di zucchero da bar; ho provato anche il glucosio gel istantaneo, possiede la qualità, nel mio caso, di non far rimbalzare troppo la glicemia post ipo.
Una cosa che invece non ho trovato in Italia sono le cosiddette placche di riconoscimento: quelle targhe metalliche da portare appese al collo o polso, con i propri dati d’emergenza sanitaria, utili per identificare, in caso d’emergenza, la condizione di diabetico.
Accerchiato
Il periodo, appena trascorso, delle feste di Natale e Capo d’anno non è stato facile: il ritorno dell’infiammazione da artrite reumatoide su tutte le articolazioni del mio corpo, ha reso sofferto, doloroso, il periodo. Ero speranzoso che la terapia con l’infliximab – remicade, che ho fatto tra l’ottobre 2005 e l’agosto 2007 con una infusione endovenosa ogni due mesi, potesse ricacciare indietro l’artrite reumatoide, invece così non è stato. L’ulteriore speranza si rivolge su nuovi farmaci “biologici” che promettono di essere efficace laddove sono falliti gli altri, tipo l’Abatacept. Intanto vado avanti con l’antica e solita ricetta: Arcoxia 90 mg (al bisogno).
Almeno questo mese debbo essere rivisto dai medici del Centro per il Diabete, e dai reumatologi, così da rivedere, alla luce delle attuali difficoltà, lo schema terapeutico sia per l’equilibrio diabetico che l’artrite reumatoide.
Carb, lip, prot, kal, ecc…
L’ADA, Associazione Diabetici Americani, ha rivisto alcuni dei parametri di riferimento per la nutrizione e la dieta nel diabetico; poiché l’ADA rappresenta uno dei punti di riferimento mondiali per il diabete, la cosa non è marginale.
Tra le nuove indicazioni emerse vi è, in particolare, la gestione della dieta a basso contenuto di carboidrati: l’ADA consiglia di adottare la “low carb” solo per abbassare il peso corporeo; suggerisce di adottare questo tipo di alimentazione per un periodo non superiore ad un anno; gli aspetti di questo tipo di dieta possono avere implicazioni non positivi sul colesterolo (HDL, LDL, ecc.).
Insomma niente di nuovo sotto il sole, ovvero: l’importante è mantenere un buon equilibrio tra i vari nutrienti.
Dosi, e glargine (Lantus)
Da circa quattro mesi, per la la cura del diabete, utilizzo il seguente schema di insulina:
prima al posto della novorapid NovoNordisk® facevo l’insulina Actrapid, mentre come basale sempre la Glargine Lantus®; trascorso un poco di tempo dal varo di questo schema, ho riscontrato un aumento del valore medio della glicemia al controllo prima di cena e di andare a dormire (> 214 e > 209). Dopo ripetute variazioni dell’insulina novorapid in rapporto ai carboidrati assimilati, sono arrivato alla conclusione che l’insulina basale (Lantus) non era sufficiente, in un’unica iniezione, a garantire una tenuta accettabile della mia glicemia; così in questi ultimi giorni, a metà giornata, faccio una puntura supplementare di Glargina “una tantum” ( 4 unità). Oggi posso notare un miglior equilibrio della glicemia pomeridiana e serale.
P&P
Per chi è diabetico da poco tempo, e giovanile, ovvero di tipo 1, in particolare, la nuova realtà è dura da accettare; pensare di dover subire dei limiti, di non poter fare nella vita come ti pare, rappresenta un duro, a volte insormontabile, ostacolo, tra te e le persone “sane”, “normali”. In parte è così: certo il diabete non permette una vita senza controllo e senza regole, se non a scampo di un peggioramento della propria salute; certo non è scritto da nessuna parte che deve vivere per forza in salute, l’importante è comunque essere coscienti delle responsabilità che prendiamo di fronte a noi stessi e agli altri.
La strada da intraprendere non è facile, se si vuole cercare un percorso accettabile di convivenza con il diabete, teso a vivere il meglio possibile, occorre assumere l’indicatore P&P: Pazienza e Perseveranza; senza queste cose il cammino diventa improbabile, approssimativo e difficoltoso; è essenziale non intraprenderlo da soli.
La gara…
Negli ultimi tempi accade sempre più spesso che le grandi aziende di prodotti farmaceutici e sanitari sfornino di continuo nuovi prodotti di ausilio per noi diabetici, eppoi con altrettanta velocità alcuni di questi gadget vengono ritirati perché difettosi. L’ultimo di questi casi riguarda un glucometro lanciato dalla Bayer per alcuni paesi (tra cui USA, Francia e Austria), nome commerciale: Contour TS; richiamato poiché non riconosce il codice delle strisce reattive.
Se da un lato i miglioramenti tecnologici sono indubbiamente un aiuto nel miglioramento della gestione quotidiana del diabete, dall’altro è raccomandabile un maggiore verifica degli strumenti distribuiti per non rendere critica la fiducia e la credibilità verso i prodotti.
Freddo?
In questi giorni è previsto l’arrivo di una forte ondata di freddo, con neve, gelo, anche in pianura: non è mio compito fare il meteorologo, ma voglio evidenziare le cautele e le precauzioni che i diabetici debbono tenere col cambio climatico; ecco alcune indicazioni utili allo scopo…
“Il sistema endocrino partecipa attivamente alla termogenesi: il deficit di determinati ormoni, come per esempio quelli tiroidei, può alterare infatti la risposta all’esposizione al freddo. Nel caso di diabete non insulinodipendente (o di tipo 2), che riguarda più frequentemente gli adulti, le normali variazioni stagionali dell’emoglobina glicosilata (Hb1Ac), riflesso dell’equilibrio diabetico, presentano un livello significativamente più alto in inverno. Questo risultato va ricollegato alle condizioni igienico-dietetiche e in particolare all’aumento dell’apporto calorico (piatti più salati e ingestione di alcolici) e al fatto che i medici non sempre adattano i loro consigli nutrizionali in funzione delle stagioni.
Effetti cardiovascolari: Il freddo induce vasocostrizione, aumento della pressione arteriosa ed emoconcentrazione
(all’origine di un’iperviscosità sanguigna), che possono portare alla rottura delle placche ateromatose e di conseguenza causare una trombosi arteriosa. Infatti, in seguito alla rottura della placca ateromatosa avviene un’aggregazione delle piastrine e una conseguente formazione del trombo piastrinico. Il trombo provoca il restringimento del lume dell’arteria causando così una stenosi più o meno accentuata del vaso. Inoltre, la concentrazione nel siero di proteina C anticoagulante non aumenta (a differenza degli elementi figurati del sangue) e questo accresce il rischio di trombosi,
soprattutto in soggetti anziani. A livello delle arterie coronarie, lo spasmo legato al freddo associato a un’eventuale trombosi e all’aumento del fabbisogno di ossigeno del miocardio, favoriscono, nei soggetti a rischio, l’insorgere
o l’aggravarsi dell’angina pectoris, se non addirittura un infarto del miocardio in caso di completo restringimento del lume arterioso. Circa la metà dei decessi invernali è imputabile a trombosi coronaria.
A livello cerebrale, gli stessi meccanismi (ipertensione arteriosa, iperviscosità e trombosi) possono essere all’origine di incidenti vascolari cerebrali, in particolare di tipo ischemico. I fattori di rischio sono l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia. A livello della circolazione periferica, la vasocostrizione dovuta al freddo favorisce l’insorgere di crisi vasomotorie in pazienti affetti da acrosindromi (sindrome di Raynaud).”
Questo testo è parzialmente estratto dal francese per affrontare il freddo, e disponibile in rete all’indirizzo:
In mezzo
A metà strada tra le abbuffate delle feste e la ripresa delle normale attività: siamo sopravvissuti? Sembra di sì… un bel risultato dopo aver assimilato, quando va bene, tra le 1800 e 2400 calorie. I problemi vengono dopo: se hai calcolato bene l’insulina, in rapporto ai carboidrati e calorie consumate, senz’altro sei in grado di gestire bene il diabete; se invece il dosaggio non funziona, allora preparati ad affrontare alcuni giorni di instabilità o scompenso dei valori della glicemia, duri per il tuo fisico e non facili da domare. Per fortuna il Centro per il diabete ha riaperto dopo la chiusura per festività, e quindi puoi chiedere un consulto su come riprendere l’autocontrollo della glicemia.




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