Sintesi: il progetto “Racconti di cura in biblioteca” porta medicina narrativa, scrittura e ascolto nelle biblioteche comunali. Il primo percorso, alla Biblioteca Natalia Ginzburg, è dedicato ai caregiver familiari; dopo la presentazione di oggi seguiranno laboratori il 2, 16 e 30 novembre.
I successivi cicli riguarderanno malattie neurodegenerative, alimentazione e disturbi alimentari, infanzia e adolescenza. Il modello delle “biblioteche viventi” invita a incontrare persone e storie come se fossero libri da ascoltare.
Perché è importante: sposta la cura fuori dall’ambulatorio e riconosce che malattia e assistenza producono solitudine, identità e lavoro invisibile. Una biblioteca può diventare infrastruttura sociale di salute senza trasformarsi in una struttura clinica.
Affidabilità: alta per programma e obiettivi, non ancora valutabile per l’efficacia. Non sono disponibili dati su stress dei caregiver, isolamento o accesso ai servizi.
Angolazione finale: La biblioteca come presidio di salute di prossimità. Seguire il progetto nel tempo e verificare se le storie ascoltate generino anche servizi, reti di sostegno e cambiamenti organizzativi.
Fonte e data: Azienda USL di Bologna, 27 ottobre 2026; primo incontro il 28 ottobre.
Link: Presentazione e programma ufficiale
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