Al Sant’Orsola il fondatore dell’Istituto Mario Negri invita a ripensare ricerca, prescrizioni e salute pubblica. Tra prevenzione, uso consapevole dei farmaci e responsabilità collettiva, le proposte per un cambiamento necessario.
Resoconto della conferenza
Il 16 settembre 2025, presso il Policlinico di Sant’Orsola di Bologna, l’Associazione Giovanni Bissoni ha ospitato l’incontro “Farmaci: luci e ombre. Le proposte per il cambiamento”. Protagonista della conferenza, intervistato dal giornalista Giampiero Moscato, è stato Silvio Garattini, farmacologo di fama internazionale e fondatore dell’Istituto Mario Negri.
Garattini ha affrontato senza giri di parole i nodi cruciali della politica farmaceutica italiana ed europea. Dalla spesa pubblica eccessiva ai limiti della ricerca indipendente, passando per la forza della pubblicità e le carenze nell’educazione alla salute, il suo intervento ha tracciato un quadro che unisce rigore scientifico e impegno civile.
Troppe prescrizioni, poca prevenzione
Garattini ha sottolineato come oggi si tenda a ricorrere troppo spesso ai farmaci, anche in casi in cui non siano realmente indispensabili. La medicalizzazione eccessiva della società rischia di trasformare la salute in un conto in farmacia.
Secondo il professore, si confonde troppo spesso l’innovazione con il marketing: nuovi farmaci non sempre corrispondono a reali miglioramenti terapeutici, ma piuttosto a strategie commerciali.
Il peso delle industrie farmaceutiche
Un punto centrale dell’intervento è stata la denuncia del ruolo eccessivo delle case farmaceutiche nelle scelte terapeutiche. Dalla formazione dei medici agli studi clinici, troppo spesso i dati e i percorsi di cura vengono orientati da interessi privati.
Garattini ha invocato la necessità di studi clinici indipendenti, finanziati dal pubblico e sottratti alla logica del profitto. Solo così si può restituire trasparenza al processo scientifico.
Secondo Garattini, la vera rivoluzione parte dalla prevenzione: la maggior parte dei tumori e delle malattie croniche è evitabile attraverso stili di vita corretti. Eppure la pubblicità e il mercato spingono milioni di cittadini verso consumi farmaceutici non sempre necessari, con un costo annuo di miliardi di euro per il Servizio Sanitario Nazionale.

Ricerca indipendente e confronto scientifico
Un punto centrale è la mancanza di ricerca finanziata dallo Stato che possa valutare in modo indipendente efficacia, sicurezza e valore terapeutico dei farmaci. Oggi la maggior parte degli studi è proposta e sponsorizzata dalle industrie, che spesso evitano di confrontare i nuovi prodotti con quelli già esistenti.
Il nodo dei farmaci inutili
Garattini ha sottolineato che almeno il 40% dei farmaci rimborsati dal SSN potrebbe essere eliminato senza danno per i pazienti, se venissero applicati criteri di revisione terapeutica. Il rischio, ha denunciato, è che prevalga la logica commerciale rispetto al reale beneficio clinico.
Pubblicità e abbassamento delle soglie di “normalità”
Un altro tema caldo è la pubblicità che, per ampliare i mercati, riduce artificialmente i livelli di normalità di colesterolo, pressione o glicemia, trasformando milioni di persone sane in potenziali pazienti da trattare.
Educazione e responsabilità collettiva
Per Garattini serve un’educazione alla salute capillare, fin dalle scuole, con ore dedicate al metodo scientifico e alla prevenzione. La salute non è solo responsabilità individuale, ma un bene comune che va tutelato con politiche pubbliche eque e trasparenti.
Proposte per il cambiamento
- Finanziamento pubblico della ricerca indipendente.
- Revisione periodica del prontuario farmaceutico con eliminazione dei prodotti privi di valore aggiunto.
- Campagne educative nelle scuole su salute e prevenzione.
- Trasparenza nella comunicazione dei reali benefici e rischi dei farmaci.
- Ruolo attivo delle farmacie come presidi di educazione e informazione sanitaria.
La salute non è un numero di pillole
In chiusura, Garattini ha ricordato che la vera salute non si misura con il numero di farmaci assunti, ma con la qualità della vita. Meno medicine, ma più efficaci e mirate. Più prevenzione, meno sprechi. Una visione che restituisce centralità all’essere umano e ridimensiona il ruolo della chimica.
L’intervento di Silvio Garattini a Bologna è stato un appello forte e chiaro: la medicina deve tornare a essere una missione di solidarietà e responsabilità collettiva. I farmaci restano strumenti preziosi, ma vanno usati con rigore, trasparenza e consapevolezza.
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