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Estratto:
Ci sono persone che controllano il saldo prima di ordinare una pizza. Poi ci sono i super ricchi, quelli che non ordinano una pizza: organizzano una missione internazionale per farla arrivare calda, possibilmente con scorta, jet privato e un filo di basilico benedetto dal destino.

Benvenuti nel reparto “soldi che non sanno più dove andare”

Per noi comuni mortali il lusso è semplice: una cena fuori, un weekend senza guardare le previsioni del conto corrente, il parmigiano buono invece della sottomarca triste.

Per i super ricchi, invece, il lusso comincia quando il buon senso si alza dal tavolo e dice: “Ragazzi, io vado, qui non mi sento al sicuro”.

Perché quando hai talmente tanti soldi da non chiederti più “quanto costa?”, inizi a farti domande molto più pericolose. Tipo:
“Posso comprare una montagna?”
“Posso avere uno yacht per aiutare il mio yacht?”
“Posso far arrivare una pizza dall’altra parte del pianeta?”
“Posso trasformare il cane in un piccolo aristocratico con cappottino in cashmere?”

La risposta, purtroppo per la dignità umana, è spesso sì.

1. La pizza volante, perché il delivery sotto casa era troppo proletario

Noi aspettiamo il rider sotto la pioggia. Loro, nella leggenda più irresistibile del lusso gastronomico, fanno attraversare l’oceano a una pizza.

Non importa se l’aneddoto sia diventato più mito che cronaca. È perfetto perché racconta una verità superiore: quando sei ricchissimo, anche una Margherita può diventare operazione militare.

2. Comprare un comprensorio sciistico, perché lo skipass era troppo mainstream

Alcuni comprano una casa in montagna. Altri comprano la montagna con le piste, la neve, gli impianti e probabilmente anche il silenzio alpino in esclusiva.

Settimana bianca? No, grazie. Preferisco possedere l’inverno.

3. L’isola quasi privata, cioè Monopoly ma con le onde vere

C’è chi sogna una villetta al mare. C’è chi compra quasi un’isola intera.

È quel tipo di acquisto che fa sembrare il mutuo trentennale una poesia realista dell’Ottocento.

4. Lo yacht con la nave d’appoggio, perché anche il lusso ha bisogno del suo assistente

Quando il tuo yacht non basta più, gli affianchi un’altra nave. Non per ospitare parenti, attenzione, ma per trasportare tender, giocattoli acquatici, personale e tutto ciò che serve a far sembrare il mare una dépendance privata.

In pratica: lo yacht ha un maggiordomo galleggiante.

5. Il garage che vale più del palazzo dove vivi

Ferrari rare, Bugatti introvabili, Porsche da collezione. Auto che non vedranno mai una buca, un parcheggio del supermercato o una rotonda presa male.

Sono lì, lucidate come santi laici, mentre la nostra macchina chiede pietà alla revisione.

6. La stanza solo per le borse

Non una cabina armadio. Non uno scaffale. Una stanza.

Climatizzata, illuminata, organizzata. Perché certe borse non si appoggiano, si venerano.

7. Il jet privato per viaggi così brevi che anche Google Maps arrossisce

Il jet privato è già lusso. Usarlo per tratte minuscole è arte concettuale.

Noi diciamo “prendo il tram”. Loro dicono “prepara la pista”.

8. La vasca da bagno scolpita nella pietra rara

Per noi è “faccio una doccia veloce”. Per loro è “entro in un blocco minerale da museo e contemplo la mia superiorità idraulica”.

Il bagno non è più bagno. È geologia con rubinetteria.

9. Il cinema privato dove nessuno mastica pop corn nell’orecchio

Questo, diciamolo, è uno dei pochi lussi che capiamo fino in fondo.

Niente telefoni accesi, niente chiacchiere, niente persona alta davanti. Solo film, poltrona e silenzio. Finalmente una ricchezza socialmente utile.

10. L’ascensore per auto, così la supercar sale in salotto

Per alcuni l’auto si parcheggia. Per altri si espone come un Caravaggio con i cerchi in lega.

Quando la macchina arriva in soggiorno, il confine tra casa e concessionaria ha perso ogni speranza.

11. Il guardaroba gestito da personale specializzato

Noi abbiamo la sedia dei vestiti. Loro hanno uno staff.

Qualcuno cataloga, conserva, abbina, prepara, ordina. Il maglione infeltrito del 2012 non sarebbe ammesso nemmeno come ospite.

12. Il profumo creato su misura, perché anche l’odore deve avere il conto in banca

Un profumo esclusivo dice: “Non voglio solo essere riconosciuto, voglio che anche l’aria sappia chi sono”.

Elegante? Forse. Un po’ inquietante? Anche.

13. Il bunker di lusso, per sopravvivere all’apocalisse con spa e cantina

Un tempo il bunker era cemento, paura e scatolette. Oggi può diventare rifugio premium con cinema, palestra, vino raro e aria filtrata.

Fine del mondo sì, ma con degustazione.

14. La cantina da milioni, dove il vino si guarda più che berlo

Ci sono bottiglie comprate per essere aperte. Poi ci sono bottiglie comprate per essere assicurate.

Il vino diventa investimento, status, reliquia. E noi che pensavamo fosse già tanto scegliere tra rosso fermo e rosso “quello in offerta”.

15. Il campo da golf privato, perché condividere il green pare brutto

Immagina avere un prato perfetto, infinito, curato da professionisti, dove nessuno ti supera, nessuno ti giudica, nessuno ti chiede di sbrigarti.

Il paradiso? Forse. Ma con più irrigazione.

16. Lo chef personale che viaggia con te

Non vai al ristorante stellato. Porti lo chef dove sei tu.

È la differenza tra “stasera mangio bene” e “stasera il tartufo ha preso un aereo”.

17. Il letto artigianale più costoso di un’utilitaria

Materassi fatti a mano, tessuti rari, materiali nobili, progettazione quasi sacrale.

Poi magari dormono comunque male perché hanno controllato le borse asiatiche alle tre di notte. Il destino sa essere democratico quando vuole.

18. L’acquario domestico grande come una parete oceanica

Non il pesciolino rosso nella boccia, ma un ecosistema marino in soggiorno.

Pesci tropicali, manutenzione specializzata, luci scenografiche. Praticamente un documentario di National Geographic con il mutuo.

19. La popstar al compleanno privato

Noi abbiamo il cugino con la chitarra. Loro chiamano una star mondiale.

Il bello è che alla fine qualcuno dovrà comunque cantare “tanti auguri” un po’ stonato. Tradizione batte budget.

20. La pista di atterraggio privata

Quando sei così ricco da non voler neppure atterrare dove atterrano gli altri, ti fai la pista.

È il cancello automatico, ma con più carburante.

21. L’arte milionaria chiusa in un caveau

Comprare un capolavoro e poi non esporlo mai. Tenerlo al buio, protetto, assicurato, invisibile.

È come sposare la bellezza e poi mandarla a vivere in cassaforte.

22. Il cane con guardaroba migliore del tuo

Cappottini firmati, cibo gourmet, spa, compleanni, accessori su misura.

Il cane del miliardario probabilmente ha più outfit di un influencer a Capri.

23. La neve artificiale dove la neve non dovrebbe esistere

Portare la neve nel deserto o in luoghi improbabili è il classico gesto da super ricchi: poetico, folle, costosissimo e vagamente offensivo per la geografia.

La natura dice no. Il bonifico dice vediamo.

24. Il personal trainer residente

Non “vado in palestra tre volte a settimana”. No. Qui il trainer viaggia con te, vive vicino a te, ti segue, ti corregge, ti ricorda che anche il patrimonio netto deve fare stretching.

La ricchezza non elimina gli squat. Li rende più sorvegliati.

25. L’archivio digitale degli abiti

Ogni vestito fotografato, catalogato, abbinato. Un database personale per non ripetere look e non commettere crimini contro l’immagine.

Noi lo chiamiamo “cerco una maglietta pulita”.

26. La sicurezza personale da capo di Stato

Guardie, auto blindate, percorsi riservati, telecamere, protocolli.

Il lusso compra protezione, ma spesso presenta il conto in libertà. Perché non essere disturbati è comodo, ma non poter essere spontanei è una gabbia con i sedili in pelle.

27. La spa in casa più grande della palestra del quartiere

Sauna, hammam, piscina interna, crioterapia, stanza massaggi.

Il bagno di servizio, davanti a tutto questo, si ritira in silenzio e cambia identità.

28. Il viaggio costruito attorno a un singolo ingrediente

Volare per assaggiare un sushi, un formaggio, una bistecca, un dolce introvabile.

Il turismo gastronomico è bellissimo. Ma qui non si viaggia per mangiare. Si mangia per giustificare il viaggio.

29. Il lusso finale: non aspettare mai

Eccolo, il vero oggetto del desiderio.

Non è lo yacht. Non è l’isola. Non è la pizza volante. È non dover aspettare. Mai.

Niente code, niente liste d’attesa, niente orari scomodi, niente “ci faccia sapere”, niente “ripassi domani”. Il lusso supremo è vivere in un mondo dove tutto si sposta per farti passare.

Perché ci piacciono tanto queste storie assurde?

Perché sono ridicole, certo. Ma anche magnetiche.

Ci fanno indignare e sorridere nello stesso momento. Ci fanno pensare: “Che spreco”, ma anche: “Però il cinema privato non sarebbe male”. Siamo esseri umani, non comunicati stampa del Ministero della Sobrietà.

Il lusso estremo è una fiaba moderna. Solo che al posto del castello ci sono yacht, jet, isole, resort, caveau e chef itineranti. Il re non porta più la corona. Porta occhiali da sole, scarpe costosissime e un team legale molto riposato.

Il punto non è spendere. È non sentire più il limite

Il denaro, quando supera una certa soglia, non compra più cose. Compra eccezioni.

Eccezione alla distanza.
Eccezione all’attesa.
Eccezione alla fatica.
Eccezione alla normalità.

E qui il lusso diventa bizzarro, perché non serve più a vivere meglio, ma a vivere separati. Come se il mondo fosse un fastidio da personalizzare.

FAQ rapide

Qual è il lusso più assurdo dei super ricchi?
Probabilmente comprare interi luoghi, isole, montagne, comprensori sciistici, resort. Non è più possesso, è geografia privata.

Perché i miliardari spendono soldi in cose così strane?
Per comodità, status, sicurezza, investimento, noia e desiderio di unicità. Anche la vanità, quando ha fondi illimitati, diventa architettura.

Il lusso bizzarro è sempre immorale?
Non sempre. Può creare lavoro, sostenere artigianato, turismo e servizi. Ma quando diventa pura ostentazione, il confine con il grottesco è sottile come una carta di credito nera.

Perché queste liste diventano virali?
Perché ci permettono di sbirciare in un mondo lontanissimo, ridere dell’assurdo e chiederci, sotto sotto, cosa faremmo noi con un conto infinito.

In sintesi

I 29 lussi bizzarri dei super ricchi sono una finestra su un mondo dove il denaro non compra soltanto oggetti, ma tempo, silenzio, distanza, controllo e capricci su misura.

Dalla pizza volante allo yacht con nave d’appoggio, dal comprensorio sciistico all’isola quasi privata, il risultato è un grande teatro contemporaneo: un po’ fiaba, un po’ commedia, un po’ distopia con servizio in camera.

E alla fine resta una domanda semplice, quasi antica:
quando puoi avere tutto, riesci ancora a desiderare qualcosa davvero?

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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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