Steroidi, SARMs e stimolanti promettono risultati rapidi, ma il cuore non è un bilanciere, e a volte presenta il conto.

C’è una scena che si ripete, con la stessa puntualità del lunedì in sala pesi. Entri in palestra con un sogno semplice, più forza, più definizione, più controllo sul tuo corpo. La via lenta, quella antica, pasti veri, sonno, tecnica, progressione, sembra una mulattiera. Poi arriva la scorciatoia, “ciclo”, “stack”, “sarm”, “fat burner”. E il cuore, che lavora in silenzio da quando eri bambino, si ritrova improvvisamente in un esperimento.

Risposta in 20 secondi

I farmaci che migliorano le prestazioni possono colpire il cuore perché modificano struttura e funzione del muscolo cardiaco, alterano pressione e grassi nel sangue, aumentano rischio di aritmie e trombosi. Non è un tema da soli professionisti, riguarda anche chi li usa “per estetica” in palestra. (ahajournals.org)

Le tre famiglie che girano davvero

  1. Anabolizzanti androgeni, i classici AAS, derivati del testosterone, spesso a dosi molto superiori a quelle terapeutiche.
  2. SARMs, venduti online come alternativa “pulita”, ma non approvati come farmaci in questi usi.
  3. Stimolanti e dimagranti, dai pre-workout estremi fino a molecole non ammesse.

Occhio, anche quando sembrano “integratori”, possono contenere sostanze non dichiarate, e non sempre te lo dicono in etichetta. (U.S. Food and Drug Administration)

Dal “pro” al “ragazzo del quartiere”, perché il fenomeno è esploso

Oggi la filiera è corta, influencer, e-commerce, gruppi Telegram, il prodotto arriva più veloce della prudenza. E spesso non c’è una sola sostanza, c’è la polifonia, steroide più stimolante più diuretico, il corpo come una playlist in shuffle. La cardiologia, invece, ama le cose semplici.

Steroidi anabolizzanti, il cuore cresce, ma male

Gli AAS sono la categoria più studiata. Revisioni e studi collegano l’uso prolungato a rimodellamento cardiaco, disfunzione del ventricolo sinistro e aterosclerosi accelerata. (ahajournals.org)
In una grande coorte con follow-up lungo, l’uso di AAS è stato associato a un rischio circa triplo di infarto e a un rischio molto più alto di cardiomiopatia. (PubMed)

Perché succede, in breve:

  • pressione più alta,
  • profilo lipidico peggiore, spesso con riduzione dell’HDL,
  • crescita e irrigidimento del muscolo cardiaco, meno “elasticità” sotto sforzo. (PMC)

SARMs, la zona grigia che non è senza conseguenze

La FDA ha avvertito che prodotti da bodybuilding possono contenere SARMs, non approvati, con potenziali rischi seri, inclusi eventi cardiovascolari. (U.S. Food and Drug Administration)
In letteratura esistono segnalazioni cliniche, per esempio miopericardite dopo uso di un SARM, e casi di insufficienza cardiaca severa in contesti di abuso. (PMC)

Stimolanti e “pre-workout”, il motore sale di giri

Alcune formule puntano a spingere frequenza e pressione. DMAA, per esempio, è considerata dalla FDA un ingrediente non legittimo per integratori, e i prodotti che la contengono, venduti come supplementi, sono illegali. (U.S. Food and Drug Administration)
Anche l’eccesso di caffeina e bevande energetiche può aumentare frequenza cardiaca e pressione, e in diversi studi è stato osservato un allungamento del QTc, legato al rischio di aritmie. (PMC)

Clenbuterol e diuretici, dimagrire a colpi di elettroliti

Clenbuterol è associato, in casi di abuso o sovradosaggio, a tachicardia, ipokaliemia e anche danno cardiaco, fino a infarto di tipo II. (PMC)
I diuretici, usati per “asciugarsi”, possono far perdere potassio, favorendo crampi e aritmie. (PMC)

Metodi che aumentano l’ossigeno, sangue più denso, rischi più alti

EPO e pratiche che alzano l’ematocrito possono rendere il sangue più viscoso, aumentando resistenze e carico sui vasi. In condizioni di disidratazione e sforzi intensi questo può favorire complicanze trombotiche. (ahajournals.org)

Segnali d’allarme, non fare il duro

  • dolore o oppressione al petto,
  • fiato corto non proporzionato allo sforzo,
  • palpitazioni, battiti irregolari, svenimenti o quasi svenimenti,
  • pressione costantemente alta,
  • gambe gonfie, stanchezza fuori scala.
    Se i sintomi sono acuti, specie dolore toracico o svenimento, chiama il 112.

Cosa fare se hai usato, o stai usando

  1. Smetti di “fare da te” con aggiustamenti fantasiosi, e parla con un medico, meglio se di medicina dello sport o cardiologia.
  2. Metti nero su bianco cosa hai preso e quando, anche se ti imbarazza, è un dettaglio clinico, non un processo.
  3. Controlla i fondamentali, pressione a riposo, frequenza, sintomi, e se compaiono segnali d’allarme non aspettare.

FAQ, le domande che arrivano sempre

Basta un ciclo per rovinare il cuore?
Il rischio cresce con dose, durata, combinazioni e predisposizione. Alcuni deficit possono migliorare dopo sospensione, ma non è garantito. (OUP Academic)

“Se faccio cardio, mi proteggo”?
Il cardio fa bene, ma non annulla gli effetti di sostanze che alzano pressione, peggiorano lipidi o facilitano aritmie.

Che controlli ha senso fare?
Parlane con il medico. In genere si valuta pressione, ECG, lipidi, e quando indicato ecocardiogramma.

E l’insulina usata “da palestra”?
L’ipoglicemia può allungare il QTc e aumentare il rischio di aritmie. Non è un gioco. (PMC)

Miti rapidi da smontare

“È naturale, è solo testosterone”, anche il fuoco è naturale, ma se ci infili la mano brucia. Gli androgeni a dosi non fisiologiche possono ridurre l’HDL e spostare il rischio cardiovascolare nella direzione sbagliata. (PMC)
“Se mi sento bene, allora va bene”, il cuore può compensare per anni, poi arriva la fattura, e non accetta contanti.

Chiusura, in punta di poesia

Il cuore è un muscolo, sì, ma non sogna il palco. Sogna di accompagnarti a lungo, sulle scale, nei viaggi, nelle risate. La forza vera è quella che non ti toglie il respiro.

Hashtag: #salutecardiaca #palestra #fitnessconsapevole #medicinasportiva

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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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