Dal gioco da tavolo alla realtà: come Monopoli ci aiuta a riflettere sul potere del denaro e sul controllo sociale nell’epoca dell’autoritarismo capitalista

C’era una volta un tabellone colorato, qualche pedina di ferro e un mucchio di banconote finte. Monopoli, il gioco delle serate in famiglia, delle liti per Parco della Vittoria e delle astuzie da banchieri improvvisati. Un passatempo, certo, ma oggi più che mai un manuale allegorico per leggere il nostro tempo.

Nato negli Stati Uniti all’inizio del Novecento come critica al monopolio del capitale, Monopoli si è trasformato in un paradosso: da strumento di denuncia a simbolo del capitalismo stesso. Eppure, nonostante questo ribaltamento, il gioco resta un laboratorio sociale che ci insegna a riconoscere i meccanismi di potere, la gestione delle risorse e il peso schiacciante della rendita.

In un’epoca che molti definiscono “trumpiana”, segnata dal ritorno del nazionalismo e dall’esaltazione dell’autoritarismo capitalista, Monopoli torna a parlarci con forza. Ci ricorda che la logica del profitto ad ogni costo, l’accentramento della ricchezza e la precarizzazione della vita non sono solo concetti astratti, ma dinamiche che tutti tocchiamo con mano ogni giorno.

E così, ogni volta che un giocatore finisce in prigione, che un altro perde tutto per colpa di un affitto troppo salato, o che il più furbo accumula proprietà fino a strozzare gli avversari, ecco che il tabellone diventa uno specchio della realtà. Ironico, spietato, persino educativo.

Monopoli non è soltanto un gioco. È un allenamento alla resilienza, un modo per comprendere i tempi in cui viviamo e per ridere, almeno attorno a un tavolo, della crudeltà del capitalismo che fuori dalla porta non lascia spazio a molti sorrisi.

Forse non cambieremo il mondo lanciando i dadi, ma possiamo almeno riconoscerne i meccanismi, e imparare a difenderci. Perché la vera vittoria, oggi, non è possedere Parco della Vittoria, ma preservare il nostro tempo, la nostra libertà e la capacità di pensare criticamente.


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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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