Estratto
Internet appartiene ancora ai suoi utenti oppure sta diventando il territorio esclusivo delle grandi piattaforme? Con il documentario gratuito Code for the People, Automattic rilancia il dibattito sul futuro del web aperto, di WordPress e della libertà digitale.
Il web è ancora di tutti?
Per molti utenti Internet coincide ormai con una manciata di applicazioni. Social network, marketplace, piattaforme video, chatbot e servizi cloud sembrano rappresentare l’intera rete. Eppure il web è nato con un’idea molto diversa: uno spazio aperto, decentralizzato, dove chiunque può creare, pubblicare e possedere i propri contenuti.
È proprio questa visione che Automattic, l’azienda dietro WordPress.com e grande sostenitrice del progetto WordPress open source, vuole riportare al centro dell’attenzione con “Code for the People“, un documentario di circa venti minuti disponibile gratuitamente in streaming.
Più che un film, è un manifesto culturale.
Un documentario che racconta chi costruisce Internet
Diretto dal regista Bao Nguyen, il cortometraggio dà voce agli sviluppatori, ai volontari e ai creatori che ogni giorno contribuiscono ai progetti open source.
Sono persone che spesso lavorano lontano dai riflettori, ma senza le quali una parte enorme della rete semplicemente non esisterebbe.
Il documentario mostra come dietro WordPress ci sia una comunità globale che da oltre vent’anni costruisce strumenti gratuiti, modificabili e accessibili a chiunque voglia pubblicare un sito senza dipendere da un’unica azienda.
Il messaggio di Matt Mullenweg
Nel documentario interviene anche Matt Mullenweg, cofondatore di WordPress e CEO di Automattic.
Il suo messaggio è semplice ma potente: il web aperto è oggi sotto pressione.
Da una parte crescono i cosiddetti “giardini murati”, ecosistemi chiusi nei quali tutto passa attraverso le regole imposte da una singola azienda.
Dall’altra emergono piattaforme di intelligenza artificiale proprietarie, che rischiano di concentrare ulteriormente dati, contenuti e potere tecnologico nelle mani di pochi operatori.
Secondo questa visione, il rischio non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche la libertà di espressione, la concorrenza, l’innovazione e perfino la possibilità di essere realmente proprietari dei propri contenuti.
Perché WordPress è ancora un protagonista
C’è un dato che aiuta a capire il peso della questione.
Oltre il 40% dei siti web mondiali utilizza WordPress.
Questo significa che milioni di aziende, giornali, blogger, associazioni e professionisti si affidano quotidianamente a una piattaforma open source sviluppata grazie al contributo di migliaia di persone sparse nel mondo.
Non è soltanto un software.
È uno degli esempi più riusciti di collaborazione globale nella storia di Internet.
Una riflessione che interessa anche l’intelligenza artificiale
Il documentario arriva in un momento particolare.
L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il modo in cui cerchiamo informazioni, scriviamo contenuti e realizziamo siti web.
La domanda diventa inevitabile: il futuro dell’IA sarà costruito su standard aperti oppure all’interno di ecosistemi completamente chiusi?
Non esiste ancora una risposta definitiva.
Tuttavia il dibattito è destinato a diventare sempre più importante, soprattutto per chi produce contenuti online, sviluppa software o vive grazie alla propria presenza sul web.
Perché dovrebbe interessare anche i blogger
Chi gestisce un blog, un sito personale o una testata indipendente conosce bene il valore della libertà digitale.
Pubblicare senza dipendere dagli algoritmi di un social network, mantenere il controllo del proprio archivio e poter trasferire il proprio lavoro da un hosting all’altro rappresentano vantaggi spesso dati per scontati.
Eppure sono proprio questi principi che hanno permesso al web di crescere.
Per questo Code for the People non parla soltanto agli sviluppatori. Parla anche ai giornalisti, ai creator, alle associazioni, alle organizzazioni non profit e a tutti coloro che credono che Internet debba continuare a essere uno spazio aperto e condiviso.
Un film breve, ma una discussione destinata a durare
Con soli venti minuti di durata, il documentario non pretende di esaurire un tema tanto complesso.
Ha però il merito di ricordare una verità spesso dimenticata: il web non è un prodotto commerciale nato per caso, ma il risultato del lavoro di milioni di persone che hanno scelto di condividere conoscenze, codice e idee.
In un’epoca in cui piattaforme e intelligenza artificiale sembrano riscrivere le regole del gioco, vale la pena fermarsi un momento e chiedersi chi controllerà Internet nei prossimi dieci anni.
Perché la risposta, in fondo, riguarda tutti noi.
In conclusione
Code for the People è molto più di un documentario dedicato a WordPress. È un invito a riflettere sul futuro della rete, sulla proprietà dei contenuti, sul valore dell’open source e sul ruolo che ogni utente può avere nel mantenere Internet uno spazio libero, aperto e innovativo. Per chi vive di contenuti digitali, il messaggio è chiaro: il web aperto non è garantito per sempre. Va costruito e difeso ogni giorno.
Hashtag
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