Dott.ssa Giovanna Benozzi, direttrice del Centro di Ricerca Avanzata sulla Presbiopia, a Buenos Aires, Argentina Credito Dott.ssa Giovanna BenozziDott.ssa Giovanna Benozzi, direttrice del Centro di Ricerca Avanzata sulla Presbiopia, a Buenos Aires, Argentina Credito Dott.ssa Giovanna Benozzi

Uno studio presentato al Congresso ESCRS apre scenari inediti: gocce oculari a base di pilocarpina e diclofenac potrebbero ridurre la dipendenza dagli occhiali da lettura, migliorando la vista da vicino fino a due anni.

La presbiopia e il limite degli occhiali

Con l’avanzare dell’età, tutti prima o poi devono fare i conti con la presbiopia, la difficoltà a mettere a fuoco da vicino. Finora le soluzioni principali erano due: occhiali da lettura, pratici ma talvolta scomodi e stigmatizzanti, o la chirurgia refrattiva, invasiva e non adatta a tutti. Ma oggi la ricerca apre una nuova strada, semplice e non chirurgica: i colliri farmacologici specifici.

La ricerca del team Benozzi

Al 43° Congresso della Società Europea di Chirurgia della Cataratta e Refrattiva (ESCRS), un’analisi retrospettiva condotta su 766 pazienti ha mostrato risultati sorprendenti. Il gruppo guidato dalla dott.ssa Giovanna Benozzi del Centro di Ricerca Avanzata per la Presbiopia di Buenos Aires ha testato gocce oculari che combinano pilocarpina (un farmaco che favorisce l’accomodamento dell’occhio) e diclofenac (antinfiammatorio che riduce fastidi collaterali).

Dopo una sola somministrazione, i pazienti hanno migliorato in media la capacità di lettura di oltre 3 linee sulla tabella di Jaeger. Un effetto che si è mantenuto per mesi, arrivando in alcuni casi a due anni di beneficio.

Dosi e risultati

  • Pilocarpina 1%: il 99% dei pazienti ha recuperato la capacità di leggere almeno due linee in più.
  • Pilocarpina 2%: il 69% ha letto tre o più linee extra.
  • Pilocarpina 3%: l’84% ha raggiunto tre o più linee aggiuntive.

In tutti i casi la terapia ha ridotto la necessità degli occhiali, migliorando la visione funzionale da vicino in modo stabile.

Effetti collaterali e sicurezza

Gli eventi avversi sono stati lievi e transitori:

  • visione offuscata temporanea (32%),
  • irritazione oculare (3,7%),
  • mal di testa (3,8%).

Nessun paziente ha interrotto il trattamento e non sono stati osservati eventi gravi come aumento della pressione intraoculare o distacco di retina.

I limiti dello studio

Si tratta di uno studio monocentrico e retrospettivo, con possibili bias. Per il presidente eletto dell’ESCRS, prof. Burkhard Dick, i dati sono promettenti ma servono trial multicentrici e di lungo periodo per confermare sicurezza ed efficacia. L’uso cronico di pilocarpina e FANS, infatti, richiede cautela.

Verso un futuro senza occhiali?

Secondo la dott.ssa Benozzi, i colliri non sostituiranno chirurgia e occhiali in tutti i casi, ma rappresentano un’alternativa non invasiva, personalizzabile e comoda. Una possibilità concreta per milioni di persone che non vogliono o non possono ricorrere ad altre soluzioni.

La ricerca è appena agli inizi, ma apre scenari che fino a ieri sembravano fantascienza: recuperare la vista da vicino con poche gocce al giorno.


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[1] Numero di abstract: ESCRS25-FP-3944, ‘Efficacia e sicurezza dose-dipendenti dei colliri a base di pilocarpina-diclofenac per la presbiopia: uno studio monocentrico nel mondo reale’, di Giovanna Benozzi  
et al . Sessione di discussione gratuita su ‘Argomenti vari sulla chirurgia della cataratta e refrattiva’, 16:30-18:00 CEST, domenica 14 settembre,  
https://pag.virtual-meeting.org/escrs/escrs2025/en-GB/pag/presentation/570375

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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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