Dal banditore con il megafono alle dirette Instagram: l’imbonitore si è trasformato, ma non è mai scomparso. Una storia che attraversa secoli e tecnologie.

L’imbonitore è una figura senza tempo. Già nel Medioevo popolava fiere e mercati, vendendo unguenti miracolosi o rimedi segreti. La sua arma era la voce: alta, convincente, capace di catturare la folla.

Con l’Ottocento l’imbonitore diventa simbolo popolare: col carretto, il bastone e i gesti teatrali, prometteva salute e felicità a chi lo ascoltava. L’arte della persuasione era spettacolo, magia, illusione collettiva.

Nel Novecento cambia scenario: arrivano radio e televisione. L’imbonitore indossa il sorriso pubblicitario, si trasforma in testimonial, penetra nelle case con slogan e spot. La piazza si fa mediatica.

Oggi, nel 2025, il testimone è passato agli influencer digitali. Non gridano più in piazza, ma parlano in streaming. Non agitano bottigliette, ma mostrano prodotti, corsi, stili di vita. La logica però resta identica: catturare attenzione, costruire fiducia e trasformarla in profitto.

L’imbonitore è dunque una figura eterna, capace di attraversare epoche e tecnologie, sempre uguale a sé stessa nella sostanza: promessa, seduzione, illusione.


Hashtag

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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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