L’Herpes zoster nasce dalla riattivazione del virus della varicella. Può causare dolore intenso, complicanze neurologiche e problemi oculari, ma oggi si può prevenire con la vaccinazione.
In Breve:
Chi ha avuto la varicella conserva nel corpo il virus varicella-zoster. Per anni può restare addormentato, come un vecchio drago sotto la cenere. Poi, con l’età o con un sistema immunitario più fragile, può risvegliarsi sotto forma di Herpes zoster, il doloroso fuoco di Sant’Antonio.
Dalla varicella al fuoco di Sant’Antonio: lo stesso virus, due stagioni della vita
La varicella sembra spesso un ricordo d’infanzia, bollicine, talco mentolato, prurito e pazienza familiare. Ma il virus che la causa, il varicella-zoster virus, non lascia davvero il corpo. Dopo l’infezione primaria rimane latente nei nervi e può riattivarsi più avanti come Herpes zoster, cioè fuoco di Sant’Antonio. Il CDC ricorda che il virus della varicella e quello dello zoster sono lo stesso agente infettivo, capace di restare nell’organismo e riemergere in età adulta. (CDC)
Il rischio aumenta con l’età, in particolare dopo i 50 anni, e cresce ulteriormente in presenza di condizioni o terapie che indeboliscono il sistema immunitario. Non serve aver avuto una varicella “grave”, anche una forma infantile apparentemente banale può lasciare il virus in silenziosa attesa. (CDC)
Come si manifesta: dolore, bruciore, vescicole
Il fuoco di Sant’Antonio non è un semplice sfogo cutaneo. Spesso comincia con dolore, formicolio, bruciore o pruritoin una zona precisa della pelle, anche prima che compaia l’eruzione. Poi arrivano chiazze e vescicole, di solito distribuite lungo un lato del corpo, spesso sul torace, sull’addome o sul viso. Tipicamente l’eruzione segue uno o due dermatomeri, cioè aree cutanee innervate da specifici nervi, e tende a non attraversare la linea mediana del corpo. (CDC)
La guarigione cutanea avviene spesso in 2-4 settimane, ma il dolore può essere feroce. Non a caso si chiama “fuoco”: non pizzica soltanto, brucia come una brace sotto pelle, e la pelle, poveretta, non ha firmato per fare il caminetto.
La complicanza più temuta: la nevralgia post-erpetica
La complicanza più frequente è la nevralgia post-erpetica, un dolore neuropatico che può persistere dopo la scomparsa delle lesioni cutanee. Secondo il CDC, circa il 10-18% delle persone con Herpes zoster sviluppa nevralgia post-erpetica, con rischio maggiore negli anziani. (CDC)
L’Istituto Superiore di Sanità spiega che la nevralgia post-erpetica può durare mediamente 5-6 mesi, ma in alcuni casi può protrarsi per anni o persino per tutta la vita, colpendo soprattutto le persone oltre i 60 anni. (ISSalute)
Quando preoccuparsi subito
Il medico va contattato rapidamente se compaiono dolore e vescicole compatibili con zoster, soprattutto se l’eruzione interessa viso, fronte, naso o zona oculare, perché può esserci rischio di coinvolgimento dell’occhio. Il CDC segnala tra le possibili complicanze perdita della vista, perdita dell’udito, encefalite e polmonite. (CDC)
Il trattamento antivirale è più efficace se iniziato presto. Il CDC indica aciclovir, valaciclovir e famciclovir tra gli antivirali usati nel trattamento iniziale, utili per accelerare la risoluzione delle lesioni, ridurre nuove lesioni e diminuire l’intensità del dolore acuto. (CDC)
È contagioso?
Una persona con fuoco di Sant’Antonio non trasmette direttamente lo zoster a un’altra persona. Tuttavia può trasmettere il virus varicella-zoster a chi non ha mai avuto la varicella o non è vaccinato contro la varicella, causando in quella persona la varicella, non il fuoco di Sant’Antonio. Il contagio può avvenire attraverso il contatto con il liquido delle vescicole o, in alcune circostanze, con particelle virali provenienti dalle lesioni. (CDC)
Per ridurre il rischio, è bene coprire l’eruzione, non grattarsi, lavare spesso le mani ed evitare contatti stretti con donne in gravidanza non immuni, neonati prematuri o persone immunocompromesse fino alla formazione delle croste. (CDC)
Prevenzione: il vaccino cambia la storia
La prevenzione oggi passa soprattutto dalla vaccinazione. Il CDC raccomanda 2 dosi di vaccino ricombinante contro Herpes zoster per gli adulti dai 50 anni in su, e per gli adulti dai 19 anni in su se immunodepressi o destinati a diventarlo per malattia o terapia. Le due dosi sono generalmente distanziate di 2-6 mesi. (CDC)
I dati CDC indicano che Shingrix è risultato efficace nel prevenire lo zoster nel 97% degli adulti sani tra 50 e 69 anni e nel 91% degli adulti dai 70 anni in su; la protezione contro la nevralgia post-erpetica è indicata al 91% negli adulti dai 50 anni e all’89% dai 70 anni in su. (CDC)
In Emilia-Romagna, la vaccinazione è offerta gratuitamente ai sessantacinquenni e, dai 18 anni, a persone con specifiche condizioni di rischio, tra cui diabete mellito, insufficienza renale cronica, cardiopatie croniche, patologie polmonari croniche, terapie immunosoppressive, trapianti, patologie oncologiche, HIV e precedenti episodi complicati o recidivanti di Herpes zoster. (Salute)
In sintesi
Il fuoco di Sant’Antonio è la riattivazione del virus della varicella. Chi ha avuto la varicella da bambino può svilupparlo più avanti nella vita, soprattutto con l’avanzare dell’età o in presenza di fragilità immunitarie. Il segnale da non ignorare è un dolore bruciante, localizzato, spesso seguito da vescicole su un lato del corpo. La diagnosi precoce è importante, perché gli antivirali funzionano meglio se iniziati rapidamente. La prevenzione vaccinale, oggi, è una delle armi più concrete per evitare non solo l’eruzione, ma anche la nevralgia post-erpetica, quella coda dolorosa che può trasformare un’infezione di poche settimane in un ospite sgradito per mesi.
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