Estratto: La carta termica degli scontrini può contenere sostanze che si trasferiscono alle dita. Nell’Unione europea il bisfenolo A è soggetto a restrizione dal 2020, ma la sua sostituzione con altri composti, fra cui il BPS, lascia aperte alcune domande.
Il supermercato ci consegna un piccolo romanzo di carta: pane, pomodori, detersivo e, in fondo, un totale che preferiremmo non leggere. Ma che cosa contiene lo scontrino che teniamo in mano?
Alcuni scontrini possono contenere sostanze chimiche di interesse sanitario. Questo non significa che prendere una ricevuta alla cassa provochi una malattia. Trovare una sostanza nella carta, assorbirne una quantità misurabile e subirne un danno sono tre cose diverse. Contano la composizione della carta, la frequenza del contatto e la dose effettivamente assorbita.
Perché nella carta termica ci sono bisfenoli?
Molti scontrini non sono stampati con inchiostro tradizionale. La stampante scalda uno strato della carta che contiene coloranti e sostanze chiamate sviluppatori del colore. Per anni uno dei più utilizzati è stato il bisfenolo A, o BPA. La sostanza può trasferirsi dalla superficie dello scontrino alle dita.
Esistono anche carte formulate con bisfenolo S, o BPS, e alternative senza bisfenoli. Non si può però riconoscere la composizione di una specifica ricevuta dal suo aspetto. Anche la scritta «BPA free» dice soltanto qualcosa sul BPA: da sola non certifica la sicurezza di ogni sostituto.
Il BPA è ancora consentito negli scontrini italiani?
Dal 2 gennaio 2020, nell’Unione europea non può essere immessa sul mercato carta termica con una concentrazione di BPA pari o superiore allo 0,02% in peso. Non sarebbe dunque corretto descrivere gli scontrini distribuiti oggi in Italia come se contenessero normalmente il BPA nelle quantità usate prima della restrizione. Il limite, d’altra parte, non equivale a imporre l’assenza assoluta della molecola. (EUR-Lex)
Nel 2024 l’UE ha adottato anche un divieto del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti. È un provvedimento che riguarda un altro ambito: per la carta termica la restrizione era già in vigore dal 2020. (EFSA)
Che cosa ha sostituito il BPA?
In parte, il BPS. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche, ECHA, ha documentato la crescita del suo impiego nella carta termica. La sua indagine stimava che nel 2019 il BPA avesse ancora una quota del 29% del mercato europeo. Quel numero descrive il periodo precedente alla restrizione, non gli scontrini che riceviamo oggi in Italia. (ECHA)
Sostituire una molecola non risolve automaticamente ogni dubbio. Il BPS è diverso dal BPA, quindi i risultati degli studi sul BPA non possono essere applicati tali e quali al BPS. Al tempo stesso, «senza BPA» non vuol dire necessariamente «privo di sostanze da valutare». EFSA ha indicato la necessità di raccogliere ulteriori dati sul BPS e sui suoi possibili impieghi. (EFSA)
Toccare uno scontrino fa male?
Il contatto può contribuire all’esposizione; il danno alla salute da un contatto occasionale non è dimostrato. Alcuni studi hanno misurato il passaggio dei bisfenoli dalla carta e la loro presenza nell’organismo. In uno studio sui cassieri, maneggiare durante il turno ricevute contenenti BPS era associato a un aumento del BPS nelle urine rispetto a un gruppo di controllo. L’esito misurato era l’esposizione, non l’insorgenza di una malattia. Inoltre, il lavoro alla cassa comporta contatti ripetuti, ben diversi dalla spesa settimanale di un cliente. (PubMed)
Un esperimento pubblicato nel 2014 ha osservato un maggiore trasferimento di BPA dopo l’uso di un particolare igienizzante per le mani e il successivo contatto con ricevute contenenti BPA. È una prova condotta in condizioni specifiche e prima della restrizione europea: non permette di quantificare il rischio degli scontrini attuali. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)
La questione merita dunque particolare attenzione per chi maneggia ricevute per molte ore al giorno. Per il singolo consumatore non abbiamo una misura affidabile del rischio sanitario attribuibile a uno specifico scontrino.
Perché il BPA preoccupa?
Nel 2023 EFSA ha rivalutato il BPA in relazione all’esposizione alimentare, fissando una dose giornaliera tollerabile di 0,2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, 20.000 volte inferiore alla precedente soglia provvisoria. La valutazione ha considerato in particolare le evidenze sugli effetti sul sistema immunitario. Le stime di esposizione alimentare usate nel confronto provenivano però dal 2015 e non incorporavano necessariamente tutti i cambiamenti successivi nelle regole e nei prodotti. (EFSA)
Quella dose non è un limite specifico per gli scontrini e non consente di calcolare il pericolo di una ricevuta partendo dalla concentrazione nella carta. Non è nemmeno una soglia automaticamente applicabile al BPS.
Cosa fare, senza ansia da scontrino
- Scegli la ricevuta digitale quando ti è comoda, considerando anche quali dati personali richiede.
- Evita di mettere gli scontrini a contatto con cibo sfuso o di darli ai bambini come gioco.
- Se hai maneggiato molte ricevute, lava le mani prima di mangiare: una precauzione semplice, senza bisogno di rituali di decontaminazione.
- Se lavori alla cassa, chiedi quali rotoli vengono acquistati e se il fornitore ne documenta la composizione. La scelta della carta è soprattutto una questione organizzativa.
- Interpreta «BPA free» per ciò che dice: assenza dichiarata di BPA, non prova generale di innocuità.
La domanda più interessante va oltre il gesto di prendere lo scontrino: quando sostituiamo una sostanza, con quali prove stabiliamo che la nuova sia una scelta migliore?
In sintesi
La carta termica può contenere sostanze che passano alle mani. Negli scontrini immessi sul mercato UE il BPA è limitato dal 2020; il BPS è stato uno dei suoi sostituti. Gli studi documentano l’esposizione, soprattutto in situazioni di contatto frequente, ma non dimostrano che ricevere uno scontrino alla cassa provochi una malattia. Ridurre i contatti inutili e chiedere trasparenza sulla composizione della carta sono risposte proporzionate alle conoscenze attuali.
Fonti: Regolamento UE sulla carta termica · EFSA, bisfenoli e quadro normativo · ECHA, sostituzione del BPA con BPS · EFSA, rivalutazione del BPA · Studio sul BPS nei cassieri.
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