©️Roberto Lambertini©️Roberto Lambertini

Uno studio svela che la dieta vegana a basso contenuto di grassi riduce il carico acido alimentare, promuove la perdita di peso e spegne l’infiammazione. Nel frattempo, la dieta mediterranea… prende appunti.

“Un’insalata al giorno leva l’endocrinologo di torno”, o almeno così pare dire la scienza.

In un’epoca in cui anche il pane integrale sembra guardarti storto se osi accoppiarlo al formaggio, arriva una nuova ricerca a gettare il tofu sul fuoco: la dieta vegana a basso contenuto di grassi batte la dieta mediterranea nel ridurre il famigerato carico acido alimentare. Tradotto: meno acido = meno infiammazione = meno ciccia = meno diabete. E tutto questo senza bisogno di pregare il dio della bilancia ogni mattina.

Pubblicato su Frontiers in Nutrition e condotto dal Physicians Committee for Responsible Medicine, questo studio randomizzato crossover ha seguito 62 adulti in sovrappeso per un totale di 36 settimane. Prima 16 settimane di dieta (vegana o mediterranea, assegnate a caso), poi una pausa detox di 4 settimane (per ricordarsi com’era la pizza con la mozzarella) e infine altre 16 settimane con la dieta inversa. L’obiettivo? Misurare il PRAL e il NEAP – no, non sono nuovi farmaci da prescrizione, ma gli indicatori scientifici del carico acido alimentare. PiĂą sono alti, piĂą sei acido dentro (letteralmente, non solo come atteggiamento lunedì mattina).

AciditĂ  alimentare: la vendetta della carne

Secondo la Dott.ssa Hana Kahleova, PhD, direttrice della ricerca clinica e voce fuori dal coro del colesterolo, “mangiare cibi acidificanti come carne, uova e latticini può causare infiammazione e aumento di peso”. Ah, la cara vecchia frittata di formaggio: gustosa come un ricordo d’infanzia, ma pare che sotto sotto coltivi rancore nel tuo intestino. I prodotti animali spingono il corpo verso un’acidità cronica che, nel tempo, compromette il metabolismo e può aprire la porta al diabete come un cameriere troppo sollecito in un ristorante da una stella Michelin.

Dall’altro lato, ecco entrare in scena i paladini della clorofilla: verdure a foglia verde, frutti di bosco, legumi, cereali integrali e tutto ciò che fa sentire l’organismo come in un centro yoga per cellule. Il risultato? Una riduzione significativa sia del PRAL che del NEAP nella dieta vegana – non una variazione significativa con la dieta mediterranea. Tradotto con brutalitĂ : olive, pesce e vino rosso non sono bastati stavolta.

Vegano sì, ma anche magro

Il dato forse piĂą schietto è il numero sulla bilancia: i partecipanti hanno perso in media 6 kg con la dieta vegana a basso contenuto di grassi, mentre quelli a dieta mediterranea hanno sperimentato… il piacere della costanza. Nessuna variazione di peso degna di nota. Nemmeno un etto? Nemmeno un etto. La bilancia, evidentemente, ama chi mangia cavoli e ceci piĂą di chi sorseggia un Chianti davanti a un’orata al cartoccio.

E no, non è solo una questione di calorie. Anche tenendo conto dell’apporto energetico, la diminuzione del carico acido ha continuato a essere significativamente associata alla perdita di peso. Come dire: non basta contare i grammi, bisogna considerare anche il pH.

AlcalinitĂ : nuova moda o ritorno alla natura?

C’è chi grida all’ennesima moda alimentare – e in parte lo è – ma l’idea di “alcalinizzare” il corpo non è nuova. In effetti, l’organismo tende a mantenere un pH stabile, ma costringerlo a farlo in mezzo a un assedio quotidiano di acidificanti potrebbe stressarlo un tantino. Gli alimenti alcalinizzanti, invece, sembrano facilitare le cose: cavoli, barbabietole, carote, aglio, mele, frutti di bosco, quinoa… tutti cibi che stanno meglio nel carrello della spesa che in un post motivazionale su Instagram, ma che potrebbero cambiare la tua glicemia piĂą di una settimana di meditazione digitale.

Il futuro della dieta anti-diabete?

Questo studio aggiunge un tassello interessante nella sempre piĂą affollata scacchiera delle diete “miracolose”. Eppure, ciò che lo distingue è la concretezza dei dati: meno acido alimentare = meno peso + meno infiammazione + migliori parametri metabolici. Forse, in un mondo in cui ogni giorno esce una nuova dieta con la promessa di salvarti la vita (o almeno la silhouette), tornare a una vecchia regola ha senso: mangia vegetali, lascia in pace gli animali, e il tuo intestino ti ringrazierĂ .

In fin dei conti, se la dieta è il tuo stile di vita, magari vale la pena scegliere quella che non ti guarda storto dal piatto.


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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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