Le persone che incontriamo non sono sempre frutto del destino. Spesso raccontano ciò che crediamo di meritare, ciò che temiamo e il modo in cui abbiamo imparato ad amare.
Estratto:
Non attiriamo necessariamente ciò che desideriamo. Molto più spesso lasciamo entrare ciò che ci appare familiare, perfino quando ci fa soffrire. Comprendere il tipo di amore romantico che stiamo cercando, accettando o inseguendo può aiutarci a costruire relazioni più sane, stabili e autentiche.
L’amore che arriva e quello che lasciamo entrare
Che tipo di amore romantico stai attirando nella tua vita?
La domanda sembra uscita da una rivista letta sotto l’ombrellone, magari tra il test sulla personalità e la ricetta del tiramisù senza sensi di colpa. Eppure nasconde una questione seria.
Le relazioni che viviamo non dipendono soltanto dalle persone che incontriamo. Dipendono anche da chi riconosciamo come desiderabile, da chi siamo disposti ad aspettare, da quali comportamenti tolleriamo e da ciò che, nel profondo, consideriamo normale.
Non possediamo un magnete mistico capace di richiamare partner narcisisti, poeti maledetti o individui che rispondono ai messaggi dopo tre giorni con un sobrio “scusa, periodo pieno”. Tuttavia comunichiamo continuamente chi siamo e che cosa accettiamo.
Lo facciamo attraverso i confini che poniamo, il modo in cui reagiamo all’assenza, la disponibilità a rincorrere e persino attraverso il silenzio con cui sopportiamo ciò che ci ferisce.
Per questa ragione sarebbe più corretto chiedersi non soltanto quale amore stiamo attirando, ma quale amore stiamo autorizzando a restare.
L’amore familiare non è sempre un amore sano
Molte persone dichiarano di desiderare una relazione stabile, affettuosa e sincera. Poi, quando incontrano qualcuno davvero presente, gentile e prevedibile, provano una strana sensazione di noia.
Non accade perché la serenità sia davvero noiosa. Accade perché il sistema emotivo può essersi abituato all’incertezza.
Chi ha conosciuto relazioni caratterizzate da distanza, freddezza, imprevedibilità o continue riconquiste può finire per confondere l’intensità con l’amore. Il batticuore provocato dall’ansia viene interpretato come passione; l’attesa di un messaggio diventa desiderio; la riconciliazione dopo un litigio sembra una prova del destino.
Ma le montagne russe sono divertenti al luna park. Abitarci stabilmente presenta qualche problema logistico.
La familiarità esercita una forza potente. Tendiamo a riconoscere più facilmente ciò che abbiamo già vissuto, anche quando ci ha fatto male. Un partner distante può sembrare misterioso. Una persona incoerente può apparire complessa. Chi offre poco può trasformarsi, nella nostra immaginazione, in una missione da compiere.
Così non scegliamo soltanto una persona. Scegliamo inconsapevolmente una vecchia storia, sperando questa volta di cambiarne il finale.
Quando attiri un amore che devi meritarti
Esiste un tipo di relazione nella quale l’affetto sembra sempre condizionato.
Bisogna essere più belli, più pazienti, più comprensivi, meno esigenti. Bisogna attendere che l’altro sia pronto, che superi le sue paure, che chiuda finalmente i conti con il passato, con l’ex partner, con la madre, con il lavoro e possibilmente con l’intero sistema solare.
In queste relazioni l’amore non viene ricevuto. Deve essere conquistato.
Chi vi entra spesso possiede una grande capacità di cura, ascolto e adattamento. Sono qualità preziose, ma possono trasformarsi in una trappola quando diventano strumenti per guadagnarsi il diritto di essere amati.
L’amore sano non richiede perfezione. Richiede reciprocità.
Non significa che ogni relazione debba essere semplice o priva di sacrifici. Le unioni solide si costruiscono anche attraversando difficoltà, malattie, cambiamenti e stagioni meno luminose. Ma il sacrificio condiviso è diverso dall’annullamento unilaterale.
Un conto è camminare insieme sotto la pioggia. Un altro è tenere l’ombrello sopra l’altro mentre noi ci prendiamo l’intero temporale.
L’amore indisponibile
Forse stai attirando persone emotivamente indisponibili.
Sono presenti quando la relazione è leggera, seducente e priva di richieste. Si allontanano quando compare il bisogno di definire, progettare o assumersi una responsabilità emotiva.
Possono essere affascinanti, brillanti e perfino sinceramente affettuose. Il problema non è necessariamente la loro cattiveria. È la loro indisponibilità.
A volte ci ostiniamo a vedere il potenziale invece della realtà. Pensiamo a ciò che la persona potrebbe diventare, non a ciò che sta mostrando nel presente.
Ma una relazione non si costruisce con il materiale promozionale. Serve il prodotto vero.
Se qualcuno afferma di non volere una storia seria, non è un invito a dimostrare quanto siamo irresistibili. È un’informazione. Se una persona appare e scompare, evita ogni confronto o mantiene il rapporto in una nebbia permanente, quella nebbia è già una risposta.
Accettare la realtà non significa rinunciare all’amore. Significa smettere di negoziare contro se stessi.
L’amore che salva e l’amore che chiede di essere salvato
Un altro schema comune è quello del salvatore.
Si incontrano persone fragili, tormentate, confuse o perennemente in crisi. Ci si sente indispensabili. La relazione diventa un pronto soccorso emotivo aperto ventiquattro ore su ventiquattro, senza ferie, senza personale e con un unico infermiere esausto.
Essere di sostegno al partner è parte naturale dell’amore. La coppia autentica non fugge davanti alla vulnerabilità. Tuttavia sostenere qualcuno è diverso dal diventare responsabili della sua trasformazione.
Quando l’identità personale si fonda sull’essere necessari, si rischia di scegliere partner che abbiano continuamente bisogno di essere riparati. Una persona autonoma, equilibrata e capace di prendersi cura di sé potrebbe perfino sembrare meno attraente, perché non offre un ruolo da interpretare.
Ma l’amore non dovrebbe essere un progetto di recupero edilizio.
Una relazione adulta nasce dall’incontro di due persone imperfette, non dall’adozione emotiva di un individuo che attende di essere salvato.
Stai attirando l’amore che riflette la tua autostima?
Il modo in cui veniamo trattati non dipende soltanto dal nostro valore, ma il modo in cui reagiamo a quel trattamento è spesso legato alla percezione che abbiamo di noi stessi.
Quando l’autostima è fragile, possiamo interpretare la minima attenzione come un privilegio. Possiamo accontentarci delle briciole, ringraziando persino per il piatto vuoto.
Chi teme profondamente l’abbandono può accettare ambiguità, silenzi punitivi, gelosia e mancanza di rispetto pur di non perdere la relazione. Chi crede di non essere abbastanza può tentare di compensare offrendo sempre di più.
Al contrario, una persona consapevole del proprio valore non pretende un partner perfetto. Semplicemente non scambia la sofferenza sistematica per profondità emotiva.
L’autostima non rende immuni dalle delusioni. Aiuta però a riconoscere prima ciò che non è amore.
L’amore tranquillo può sembrare meno spettacolare
Siamo cresciuti ascoltando canzoni in cui si muore d’amore, si impazzisce d’amore, si aspetta per sempre e si attraversano oceani. Raramente qualcuno compone una ballata epica su due persone che comunicano bene, rispettano gli appuntamenti e dividono equamente le faccende domestiche.
Eppure l’amore maturo possiede una sua poesia.
È fatto di presenza, affidabilità, gentilezza e desiderio. Non elimina la passione, ma non ha bisogno di alimentarla attraverso l’insicurezza.
Un amore sano non ci costringe a interpretare ogni silenzio. Non ci obbliga a indovinare il nostro posto nella vita dell’altro. Non usa la distanza per aumentare il proprio valore.
Può essere intenso senza essere distruttivo. Può essere romantico senza diventare infantile. Può conservare il mistero senza trasformarsi in un’indagine della polizia postale.
La serenità non è l’opposto della passione. È il terreno nel quale la passione può durare senza consumare le persone che la vivono.
Come cambiare il tipo di amore che incontri
Non possiamo controllare chi si avvicinerà. Possiamo però cambiare i criteri con cui scegliamo chi far entrare.
Il primo passo consiste nell’osservare i propri schemi senza giudicarsi. Quali caratteristiche ritornano nei partner? In quale momento iniziamo a ignorare i segnali di disagio? Che cosa ci attrae davvero, la persona o la difficoltà di conquistarla?
È utile distinguere la chimica dalla compatibilità. La chimica accende il desiderio; la compatibilità permette alla relazione di vivere nel tempo. Servono entrambe, ma affidarsi esclusivamente alla prima equivale a comprare una casa perché il campanello ha un bel suono.
Occorre poi imparare a formulare bisogni e confini. Dire ciò che desideriamo può far allontanare alcune persone. Ed è precisamente questo il punto.
I confini non servono a convincere gli altri a trattarci bene. Servono a riconoscere chi non intende farlo.
Infine bisogna concedersi il tempo di conoscere. L’amore romantico ama la velocità, ma la realtà possiede un passo più lento. Le persone si rivelano nella continuità, nelle piccole promesse mantenute, nel modo in cui affrontano un conflitto e nella capacità di rispettare un “no”.
Quale amore vuoi davvero costruire?
Forse la domanda iniziale contiene un piccolo inganno.
L’amore non è soltanto qualcosa che attiriamo. È qualcosa che scegliamo, coltiviamo e rendiamo possibile.
Possiamo continuare a inseguire ciò che ci sfugge, scambiando la scarsità per valore. Oppure possiamo imparare a riconoscere chi rimane, chi parla chiaramente, chi sa chiedere scusa e chi non considera la vulnerabilità una debolezza.
L’amore romantico non dovrebbe essere una prova continua della nostra dignità. Dovrebbe essere un luogo nel quale quella dignità viene custodita.
A volte, per incontrare un amore diverso, non serve diventare più attraenti. Serve diventare meno disponibili verso ciò che ci ferisce.
È una trasformazione silenziosa. Nessuna musica in sottofondo, nessun colpo di scena cinematografico. Soltanto una porta che finalmente si chiude davanti a chi porta confusione, e rimane aperta per chi sa entrare con rispetto.
In sintesi
Il tipo di amore romantico che viviamo dipende anche da ciò che consideriamo familiare, da quanto valore riconosciamo a noi stessi e dai comportamenti che siamo disposti ad accettare.
L’amore sano non è privo di difficoltà, ma possiede reciprocità, rispetto, chiarezza e presenza. Non ci chiede di diventare salvatori, investigatori o concorrenti in una gara per ottenere attenzione.
Cambiare schema significa smettere di inseguire chi fugge, ascoltare i segnali della realtà e riconoscere che la tranquillità non è noia. Spesso è proprio quella forma di amore che abbiamo sempre desiderato, ma che non avevamo ancora imparato ad accogliere.
Hashtag:
#AmoreRomantico #RelazioniSane #Autostima #CrescitaPersonale
Scopri di più da Lambertini, esperienza vissuta, salute, scrittura e visioni sul presente
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

