Come conoscere nuove persone mentre viaggi: consigli pratici, app, attività condivise e cosa dice la scienza sulle conversazioni.Come conoscere nuove persone mentre viaggi: consigli pratici, app, attività condivise e cosa dice la scienza sulle conversazioni.

Dalle conversazioni con gli sconosciuti alle esperienze condivise, la scienza suggerisce che le relazioni più interessanti nascono spesso quando smettiamo di cercarle a tutti i costi. Ecco come trasformare un viaggio in un’occasione di scoperta degli altri e di noi stessi.

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Viaggiare significa cambiare paesaggio, abitudini, lingua e, qualche volta, persino idea su noi stessi. Ma c’è una dimensione del viaggio che nessuna guida turistica potrà mai raccontare completamente: le persone che incontriamo lungo la strada.

Una conversazione iniziata per caso davanti a un caffè può diventare il ricordo più vivido di una vacanza. Uno sconosciuto incontrato durante una visita guidata può trasformarsi in un amico. E una cena condivisa con persone provenienti da Paesi differenti può insegnarci più cose sul mondo di una giornata trascorsa a fotografare monumenti.

Ma qual è davvero il modo migliore per conoscere nuove persone mentre viaggiamo?

La risposta, sorprendentemente, ha meno a che fare con la nostra estroversione e molto di più con le situazioni che scegliamo di vivere.

La scienza delle conversazioni: gli sconosciuti ci sorprendono

Nel 2014, due ricercatori dell’Università di Chicago, Nicholas Epley e Juliana Schroeder, pubblicarono sul Journal of Experimental Psychology: General uno studio dal titolo Mistakenly Seeking Solitude.

Attraverso una serie di esperimenti, alcuni condotti sui mezzi pubblici, i ricercatori osservarono che le persone incoraggiate a conversare con uno sconosciuto riferivano un’esperienza generalmente più positiva rispetto a chi rimaneva in silenzio.

Il dettaglio interessante? Molti partecipanti, prima dell’esperimento, immaginavano il contrario.

In altre parole, tendiamo a sottovalutare il piacere che può derivare da una conversazione imprevista. 

Una ricerca pubblicata su PNAS nel 2022 ha aggiunto un tassello: attraverso sette esperimenti, gli studiosi hanno rilevato che le persone tendevano anche a sottovalutare quanto avrebbero imparato conversando con altri, specialmente con sconosciuti. 

Naturalmente questi risultati non dimostrano che parlare con chiunque migliori ogni viaggio. Gli studi riguardano specifiche situazioni sperimentali e non valutano direttamente la nascita di amicizie durature durante le vacanze.

Suggeriscono però qualcosa di utile: spesso è l’aspettativa negativa a impedirci di compiere il primo passo.

1. Partecipare alle attività condivise: il segreto è fare qualcosa insieme

Se dovessimo scegliere una sola strategia pratica, sarebbe questa: inserirsi in attività collettive che prevedano interazione, anziché limitarsi a frequentare luoghi affollati.

La differenza è sostanziale.

In un museo possiamo trovarci circondati da duecento persone senza scambiare una parola. Durante un laboratorio di cucina con otto partecipanti, invece, la collaborazione rende la conversazione più naturale.

Le opportunità sono numerose:

  • Visite guidate a piedi, comprese quelle con contributo libero.
  • Corsi di cucina locale e degustazioni organizzate.
  • Escursioni naturalistiche in piccoli gruppi.
  • Laboratori artistici, fotografici o artigianali.
  • Incontri di scambio linguistico.
  • Eventi culturali e attività di volontariato locale.

Queste esperienze offrono un vantaggio psicologico: non dobbiamo inventare un pretesto per parlare. Esiste già un argomento comune.

Un consiglio particolarmente utile è privilegiare gruppi relativamente piccoli e attività che permettano ai partecipanti di interagire direttamente.

Non è una formula matematica per fabbricare amicizie, ma una scelta ragionevole per moltiplicare le occasioni di conoscenza.

2. Scegliere luoghi che facilitano l’incontro

Gli alloggi hanno un ruolo spesso sottovalutato.

Non necessariamente occorre dormire in un ostello condividendo una camerata con dodici sconosciuti. Anche piccoli alberghi, bed & breakfast, agriturismi e strutture con spazi comuni possono favorire le relazioni.

La caratteristica decisiva non è il prezzo, ma la possibilità di condividere momenti quotidiani.

Una colazione al tavolo comune, una cucina utilizzata insieme o una degustazione organizzata dalla struttura possono abbattere le barriere iniziali.

Per chi preferisce privacy e tranquillità, un’alternativa interessante è scegliere una camera privata in una struttura che organizzi attività sociali.

Si conserva così l’indipendenza senza rinunciare alla possibilità di incontrare altri viaggiatori.

3. Conoscere gli abitanti del posto, non soltanto altri turisti

Esiste una sottile differenza tra visitare una destinazione e cominciare a comprenderla.

La prima esperienza è prevalentemente geografica. La seconda è umana.

Parlare con gli abitanti permette di entrare in contatto con prospettive che spesso sfuggono ai circuiti turistici.

Un mercato rionale, una libreria indipendente, un circolo culturale, una manifestazione pubblica o un piccolo locale possono offrire occasioni di dialogo.

Ma attenzione: non tutti sono disponibili a conversare e nessun abitante è tenuto a trasformarsi in una guida gratuita.

La curiosità funziona quando è accompagnata dal rispetto.

Anziché chiedere soltanto dove si mangi bene, possiamo domandare quale piatto rappresenti davvero la tradizione locale. Oppure quale quartiere sia cambiato maggiormente negli ultimi anni.

Le domande aperte invitano al racconto.

E il racconto, quando nasce spontaneamente, è uno dei modi più belli per avvicinare mondi differenti.

4. Utilizzare le applicazioni digitali, senza trasformare il viaggio in una chat

Nel 2026 la tecnologia offre strumenti concreti per facilitare gli incontri.

Piattaforme come Meetup permettono di cercare gruppi ed eventi organizzati intorno a interessi condivisi, dalla fotografia alle lingue straniere.

Altre, come Hostelworld, integrano funzioni social dedicate ai viaggiatori. Attraverso chat locali ed eventi, consentono di entrare in contatto con persone che si trovano nella stessa destinazione. Alcune funzionalità richiedono una prenotazione o un pass a pagamento. 

Sono strumenti utili soprattutto quando raggiungiamo una città in cui non conosciamo nessuno.

Tuttavia esiste un paradosso contemporaneo: possiamo trascorrere ore cercando persone da incontrare sullo smartphone, ignorando quelle sedute accanto a noi.

Le applicazioni dovrebbero essere un ponte verso esperienze reali, non un sostituto della relazione.

5. Imparare l’arte di iniziare una conversazione

Una delle preoccupazioni più comuni riguarda il primo approccio.

Che cosa dire a una persona che non conosciamo?

La risposta è meno complicata di quanto sembri: non serve essere brillanti, serve essere autentici.

Bastano domande semplici:

«È la prima volta che vieni qui?»

«Hai scoperto qualche posto interessante che consiglieresti?»

«Che cosa ti ha portato in questa città?»

«Posso unirmi a voi per la visita?»

Lo scopo non è impressionare l’interlocutore. È capire se esiste il desiderio reciproco di conversare.

Uno studio sperimentale pubblicato nel 2022 ha mostrato che le persone possono temere l’avvio di una conversazione più di quanto l’esperienza effettiva giustifichi, soprattutto perché sottostimano la disponibilità degli altri a interagire. 

Questo non significa insistere davanti a un rifiuto. Anzi, saper riconoscere il disinteresse è parte essenziale dell’intelligenza sociale.

6. Anche dopo i sessant’anni si possono costruire nuove amicizie

Un pregiudizio curioso associa spesso il viaggio sociale ai giovani con lo zaino in spalla.

Come se la voglia di conoscere persone scadesse insieme alla tessera universitaria.

Eppure il desiderio di relazione non ha una data di pensionamento.

Per chi viaggia nella maturità, le possibilità possono essere particolarmente interessanti: soggiorni culturali, itinerari enogastronomici, viaggi tematici, escursioni accessibili, esperienze di apprendimento e gruppi dedicati a passioni comuni.

La differenza principale riguarda spesso il ritmo.

Non occorre partecipare a feste fino all’alba o affrontare trekking impegnativi per vivere una significativa esperienza sociale.

Una conversazione durante una visita archeologica, un laboratorio di scrittura o una passeggiata tranquilla può offrire occasioni altrettanto ricche.

Anzi, con gli anni acquisiamo un patrimonio di esperienze da condividere.

Il segreto non è comportarsi da ventenni, ma non smettere di esercitare la curiosità.

7. Viaggiare da soli senza sentirsi obbligati a socializzare

C’è una distinzione importante tra solitudine scelta e solitudine indesiderata.

Viaggiare da soli può offrire libertà, autonomia e spazio per riflettere. Non rappresenta un problema da correggere automaticamente.

Il punto è avere la possibilità di alternare momenti individuali e occasioni di relazione secondo le proprie esigenze.

Per le persone introverse, per esempio, può essere più gratificante partecipare a un’attività con pochi interlocutori rispetto a una grande festa.

Una strategia semplice consiste nel programmare un’occasione sociale al giorno, lasciando il resto del tempo libero.

Anche un solo incontro significativo può bastare a dare una tonalità diversa alla giornata.

Il viaggio non è una gara a chi colleziona più contatti.

8. La sicurezza viene prima della spontaneità

L’apertura verso gli sconosciuti deve sempre convivere con il buon senso.

Le indicazioni sulla sicurezza personale del Dipartimento di Stato statunitense raccomandano, tra le altre cose, di incontrare persone sconosciute inizialmente in luoghi pubblici, evitare di condividere dettagli sensibili del proprio alloggio e comunicare l’itinerario a una persona fidata. 

È prudente inoltre verificare le recensioni di organizzatori e attività, mantenere il controllo degli effetti personali e non sentirsi obbligati ad accettare inviti che generano disagio.

Conoscere nuove persone è un’opportunità, non un dovere. La fiducia si costruisce gradualmente e la prudenza non è nemica dell’avventura.

9. Come trasformare un incontro occasionale in una relazione autentica

In viaggio le conoscenze possono nascere rapidamente, ma non tutte diventano amicizie.

Per dare continuità a un incontro servono interesse reciproco, occasioni per rivedersi e disponibilità a mantenere i contatti.

Se una conversazione è stata piacevole, possiamo proporre un’attività concreta per il giorno seguente.

Un museo, una passeggiata, una colazione.

Se l’interesse è reciproco, scambiare un recapito permette di mantenere aperto il rapporto anche dopo il rientro.

Meglio però non forzare.

Alcune relazioni durano una vita, altre lo spazio di un pomeriggio. Entrambe possono lasciare qualcosa.

La proposta: un piccolo esperimento sociale durante il prossimo viaggio

La sfida delle tre conversazioniIl primo giorno, chiedi un consiglio a un abitante del posto.Il secondo giorno, partecipa a un’attività con altre persone.Il terzo giorno, avvia una conversazione spontanea in un contesto appropriato e sicuro.

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Non è un metodo scientificamente validato, ma un esercizio pratico per allenare la curiosità senza pressione.

In sintesi: la destinazione è importante, ma le persone possono cambiare il viaggio

Non esiste un metodo universalmente migliore per conoscere nuove persone durante un viaggio. Tuttavia, combinare attività condivise, curiosità autentica, iniziativa personale e attenzione alla sicurezza rappresenta una strategia sensata.

La ricerca psicologica suggerisce che possiamo sottovalutare il piacere e il valore informativo delle conversazioni con gli sconosciuti. Questo non garantisce nuove amicizie, ma ci invita a considerare opportunità che altrimenti lasceremmo inesplorate.

Forse è proprio questa una delle forme più profonde del viaggio: partire per conoscere un luogo e scoprire, strada facendo, un essere umano.

Perché i monumenti restano dove sono. Le persone, invece, possono accompagnarci dentro anche molto tempo dopo il ritorno a casa.

Fonti e approfondimenti

  1. Epley N., Schroeder J. (2014). Mistakenly Seeking Solitude. Journal of Experimental Psychology: General. DOI: 10.1037/a0037323.
  2. Atir S., Wald K.A., Epley N. (2022). Talking with strangers is surprisingly informative. PNAS. Studio integrale.
  3. Hello, stranger? Pleasant conversations are preceded by concerns about starting one. Journal of Experimental Psychology: General (2022). PubMed.
  4. U.S. Department of State. Crime: Personal safety when traveling. Raccomandazioni ufficiali.
  5. Hostelworld. Social Features. Funzioni e attività sociali.

Nota metodologica: gli studi citati riguardano soprattutto la psicologia delle conversazioni e la percezione delle interazioni sociali. Non costituiscono prove comparative sull’efficacia delle singole strategie turistiche. I suggerimenti pratici sono distinti dai risultati sperimentali.

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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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