Lo studio globale pubblicato su The Lancet mette in guardia: serve più prevenzione e diagnosi precoce anche nel nostro Paese
La fotografia globale che riguarda anche l’Italia
Uno studio internazionale coordinato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) e pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology ha rivelato che nel 2023 il 44% delle persone con diabete non era a conoscenza della propria condizione.
Questi dati riguardano anche il nostro Paese. In Italia, secondo l’ISTAT e il Ministero della Salute, ci sono circa 3,9 milioni di persone con diagnosi di diabete, pari al 6,6% della popolazione. Ma si stima che almeno 1,5 milioni di italiani abbiano la malattia senza saperlo.
Giovani adulti e diagnosi mancate
La sottodiagnosi è più frequente nei giovani adulti, che spesso non effettuano controlli periodici. Questo è un problema particolarmente serio perché complicanze cardiovascolari, renali e oculari iniziano a svilupparsi anni prima che la malattia venga scoperta.
Trattamento: luci e ombre
Lo studio evidenzia che, a livello mondiale, il 91% dei pazienti diagnosticati riceve un trattamento farmacologico. Tuttavia, solo il 42% raggiunge un buon controllo glicemico. In Italia i dati sono leggermente migliori, grazie alla rete di centri diabetologici e al Servizio Sanitario Nazionale, ma anche da noi meno di un paziente su tre mantiene valori glicemici ottimali nel lungo periodo.
Disuguaglianze territoriali
Il divario non è solo tra Paesi ricchi e poveri. In Italia esistono differenze marcate tra Nord e Sud: al Settentrione si registrano più diagnosi precoci e maggiore accesso alle tecnologie diabetologiche, mentre in alcune regioni meridionali l’offerta di screening e follow-up è più limitata.
L’obiettivo dell’OMS e la sfida italiana
L’OMS ha fissato un traguardo chiaro: arrivare all’80% di diagnosi entro il 2030. Per l’Italia questo significa rafforzare:
- programmi di prevenzione nelle scuole e nei luoghi di lavoro,
- screening gratuiti nei centri di medicina generale,
- campagne di sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani adulti,
- uso diffuso di strumenti digitali e di monitoraggio continuo della glicemia (CGM).
Un’epidemia silenziosa da non ignorare
“Si prevede che entro il 2050 oltre 1,3 miliardi di persone nel mondo vivranno con il diabete” ha dichiarato Lauryn Stafford, ricercatrice IHME. L’Italia, dove la popolazione sta invecchiando rapidamente, rischia di vedere il numero dei casi crescere in modo esponenziale.
Investire oggi in diagnosi precoce, educazione sanitaria e accessibilità alle cure significa prevenire complicanze costose domani, sia per i pazienti che per il sistema sanitario.
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