Vivere il diabete tipo 1: a Bologna il quinto forum nazionale dei giovani diabetici tra salute e mente

Dal 26 al 28 settembre centinaia di ragazzi da tutta Italia si sono incontrati per affrontare insieme il legame tra diabete e benessere psicologico. Un confronto diretto con esperti e associazioni per dare voce a chi vive ogni giorno questa realtà.

Bologna, città delle torri e della conoscenza, è stata il cuore pulsante di un appuntamento che ha unito scienza, vita quotidiana e testimonianze personali. Dal 26 al 28 settembre 2025, il capoluogo emiliano ha ospitato il quinto Forum nazionale delle Associazioni dei Giovani con Diabete Tipo 1 (DT1), promosso dall’Associazione Giovani Diabetici di Bologna (AGD Bologna).

Tre giorni intensi, che hanno visto la partecipazione di centinaia di ragazzi e ragazze da tutta Italia, isole comprese, insieme a famiglie, volontari, medici, psicologi e sportivi. L’obiettivo: affrontare a viso aperto il rapporto tra diabete e salute mentale, tema cruciale e troppo spesso trascurato.

Un evento che ha trasformato il capoluogo emiliano in un grande spazio di incontro e confronto per centinaia di ragazzi e ragazze con diabete di tipo 1, provenienti da ogni angolo del Paese, isole comprese.

Diabete e salute mentale: il cuore del forum

Il filo conduttore di questa edizione è stato il rapporto tra diabete e salute mentale, un tema troppo spesso lasciato in secondo piano rispetto agli aspetti clinici della malattia. Gestire il diabete non significa soltanto monitorare la glicemia, fare insulina o pianificare i pasti. Significa anche affrontare la stanchezza, la paura di sbagliare, il peso delle responsabilità quotidiane.

La convivenza con il diabete tipo 1 è infatti un percorso che richiede forza e resilienza. Ma nessuno può e deve affrontarlo da solo. Da qui nasce l’importanza di parlare apertamente di benessere psicologico, di ansia, di stress, di quel carico emotivo invisibile che accompagna ogni persona con diabete.

Esperti e ragazzi a confronto

Il forum ha offerto un’occasione unica: esperti di psicologia, psichiatria, diabetologia e associazionismo hanno dialogato direttamente con i giovani presenti. Non lezioni frontali, ma vere e proprie conversazioni aperte, in cui centinaia di domande sono state poste senza filtri.

Come gestire la paura delle ipoglicemie? Come affrontare i momenti in cui ci si sente “diversi”? Come non lasciare che il diabete condizioni sogni, viaggi, relazioni?

Le risposte degli specialisti non sono state solo mediche, ma soprattutto umane. Perché la scienza cura il corpo, ma l’ascolto e la condivisione curano l’anima.

Saluti e apertura dei lavori

L’apertura è stata affidata al Presidente di AGD Bologna, Salvatore Santoro, insieme ai saluti istituzionali del Consigliere Regionale Giovanni Gordini. A introdurre la giornata è stata la moderatrice Dott.ssa Ilaria Raineri, psicologa e psicoterapeuta, che ha guidato con sensibilità i vari momenti del convegno.

Stress, affettività e coppia: la quotidianità con il diabete

Il primo tema ad emergere è stato lo stress psicologico legato al diabete, con un intervento della stessa Raineri, che ha posto l’accento sul rischio burnout, sulle strategie di coping e sull’impatto del diabete sull’immagine corporea.

A seguire, la Prof.ssa Anna Lucia Ogliari, docente di Psicologia Clinica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha trattato il delicato legame tra affettività, intimità e gestione del diabete, un aspetto spesso poco esplorato ma fondamentale per la qualità della vita.

Di grande interesse anche l’intervento del Dott. Paolo di Bartolo, Direttore della Rete Clinica di Diabetologia dell’AUSL Romagna, che, assieme alla Piscologa Clinica Dott.essa Rossella Messina ha affrontato il tema di coppia, viaggio e intimità, dimostrando come il diabete non debba limitare le relazioni e la possibilità di progettare il futuro.

Dipendenze, sport e resilienza

Nella seconda parte della giornata il focus si è spostato su temi di grande attualità.
Il Dott. Giulio Maltoni, Responsabile della Diabetologia Pediatrica del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, ha discusso l’impatto di alcol, tabacco e droghe leggere sulla glicemia e sull’uso di tecnologie come sensori e microinfusori.

Subito dopo, la campionessa di nuoto Monica Priore, atleta con diabete di tipo 1, ha portato la sua testimonianza di vita, dimostrando come lo sport possa diventare risorsa e sfida, capace di dare motivazione e forza anche nei momenti più difficili.

Il tema della resilienza è stato sviluppato dal Dott. Claudio Molaioni, dirigente medico dell’AST Pesaro Urbino, che ha sottolineato l’importanza di sentirsi parte di una comunità e di condividere esperienze, anche attraverso il viaggio e il racconto del diabete.

La voce dei giovani: viaggiare e raccontarsi

Un momento particolarmente coinvolgente è stato l’intervento di Leonardo Varroni, digital nomad e sportivo con diabete tipo 1. Attraverso il suo racconto ha mostrato come sia possibile trasformare le difficoltà quotidiane e straordinarie in occasioni di crescita, usando strumenti semplici come lo smartphone per narrare la propria esperienza.

Domande, risposte e comunità

Il forum non è stato un convegno unidirezionale: le domande del pubblico hanno rappresentato uno degli spazi più vivi e partecipati. Centinaia di giovani hanno potuto chiedere direttamente agli esperti consigli pratici, chiarimenti e suggerimenti, in un clima di ascolto e condivisione.

Questo confronto diretto ha ribadito che la forza della comunità è una delle armi più potenti per affrontare il diabete: scambiarsi esperienze, sostenersi a vicenda, sentirsi parte di un gruppo che comprende davvero ciò che si vive ogni giorno.

La forza della comunità

Uno degli aspetti più toccanti del forum è stato l’incontro tra pari. Giovani che condividono la stessa esperienza, che parlano lo stesso linguaggio fatto di sensori, microinfusori, glicemie ballerine e notti insonni.

Chi vive il diabete lo sa: raccontarsi a chi non conosce la malattia può essere complicato. Ma qui, a Bologna, tutto è diverso. Bastano poche parole, uno sguardo, e ci si sente compresi. Questo senso di comunità diventa una risorsa preziosa, capace di trasformare la fragilità in forza collettiva.

Le associazioni come presidio sul territorio

Il forum ha ribadito anche il ruolo cruciale delle associazioni dei giovani diabetici: non semplici enti di supporto, ma veri presidi di informazione, formazione e tutela dei diritti.

Dall’accesso alle terapie innovative al sostegno psicologico, fino alla difesa dei diritti a scuola e sul lavoro, le associazioni continuano a essere un punto di riferimento per famiglie e ragazzi. L’esperienza di Bologna dimostra come il volontariato organizzato possa avere un impatto concreto e positivo sulla vita quotidiana delle persone con diabete.

Bologna come simbolo

Non è un caso che questo forum si sia svolto a Bologna, città dalla forte tradizione universitaria e sociale, crocevia di culture e innovazioni. Per tre giorni, la città ha accolto i giovani diabetici e le loro famiglie con calore e partecipazione, diventando laboratorio di idee e terreno fertile per nuove proposte.

Il messaggio che resta

Al termine di questo intenso fine settimana, ciò che resta non sono solo gli appunti delle conferenze o le risposte degli esperti, ma soprattutto la consapevolezza che nessuno deve sentirsi solo nella gestione del diabete.

Parlare di salute mentale è un atto di coraggio, e farlo insieme, come comunità, significa aprire nuove strade per un futuro in cui il diabete sia meno un peso e più una sfida da affrontare con strumenti adeguati.

Alla chiusura dei lavori, restano impresse alcune parole chiave: coraggio, resilienza, condivisione.

Il diabete di tipo 1 non è soltanto una condizione clinica, ma una realtà di vita che coinvolge corpo e mente. Parlare di salute mentale significa abbattere un tabù e offrire strumenti concreti ai ragazzi che ogni giorno vivono questa sfida.

Il forum di Bologna ha mostrato che, grazie al sostegno reciproco, alle competenze degli esperti e alla forza della comunitàil diabete tipo 1 non deve essere un ostacolo ai sogni dei giovani.


Conclusione

Il quinto forum nazionale delle associazioni giovani diabetici ha segnato un punto importante nel percorso di consapevolezza e crescita collettiva. Ha mostrato che il diabete non è solo una malattia da gestire, ma una condizione che chiede ascolto, comprensione e sostegno.

Il quinto Forum nazionale delle Associazioni Giovani con Diabete Tipo 1 ha confermato il ruolo fondamentale delle associazioni e della partecipazione attiva delle persone con diabete. Una tre giorni che ha rafforzato il legame tra ricerca scientifica, pratica clinica e vissuto quotidiano, lasciando un messaggio forte: insieme è possibile vivere il diabete senza rinunciare alla propria libertà e serenità.

Bologna ha dato voce a centinaia di giovani, e quelle voci ora continuano a risuonare in tutta Italia, portando con sé un messaggio chiaro: il diabete tipo 1 non si affronta mai da soli.


Avviso: nei prossimi giorni sul portale diabete.com verrà pubblicato un ampio e articolato reportage dell’evento, con interviste e approfondimenti!


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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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