water tap in countrysidePhoto by M.Emin BİLİR on <a href="https://www.pexels.com/photo/water-tap-in-countryside-18864425/" rel="nofollow">Pexels.com</a>

È un piccolo pezzo di storia italiana, ma tra bicarbonato, sodio e bollicine l’Idrolitina merita di essere guardata con gli occhi della nutrizione moderna. Non è nociva in sé, ma non è neppure semplice acqua frizzante.

Hashtag: #Idrolitina #Alimentazione #Sodio #Salute

Estratto

C’era un tempo in cui l’acqua frizzante non arrivava necessariamente in bottiglia. Bastava una bustina, una caraffa e quel piccolo spettacolo domestico delle bollicine che salivano verso la superficie. L’Idrolitina appartiene a quell’Italia lì, e infatti esiste dal 1901. Ma oggi, osservando l’etichetta con maggiore attenzione, emerge una domanda interessante: possiamo considerarla semplicemente un modo innocuo per rendere frizzante l’acqua? La risposta è: dipende. Per molte persone un bicchiere ogni tanto non rappresenta un problema, ma il suo contenuto di sodio rende meno scontato trasformarla nell’acqua abituale della giornata.

Idrolitina, prima di tutto: che cos’è?

L’Idrolitina è una polvere alimentare utilizzata per rendere effervescente l’acqua. La sua storia comincia all’inizio del Novecento ed è diventata parte della memoria domestica italiana, quando frigoriferi pieni di bottiglie di acqua minerale e gasatori domestici erano ancora di là da venire.

La composizione è sorprendentemente semplice. Le confezioni attualmente commercializzate riportano:

  • carbonato acido di sodio, cioè bicarbonato di sodio, E500;
  • acido malico, E296;
  • acido tartarico, E334.

Quando la polvere viene versata nell’acqua, gli acidi reagiscono con il bicarbonato liberando anidride carbonica. Ed ecco comparire le bollicine.

Nessuna magia, dunque. Solo chimica da cucina, di quella elegante e antica che faceva sembrare il tavolo di casa un piccolo laboratorio.

Ma non è la stessa cosa dell’acqua minerale gassata

Qui arriva la prima distinzione importante.

Nella comune acqua frizzante l’anidride carbonica può essere naturalmente presente oppure aggiunta all’acqua. Nell’Idrolitina, invece, la CO₂ viene prodotta attraverso una reazione chimica tra bicarbonato e acidi.

E soprattutto rimane in soluzione il sodio proveniente dal bicarbonato.

È proprio questo particolare a trasformare la domanda da:

“Mi piacciono le bollicine?”

a:

“Quanto sodio sto assumendo durante la giornata?”

Una differenza tutt’altro che accademica.

Il dettaglio più interessante è scritto sull’etichetta

Secondo le schede nutrizionali attualmente disponibili per il prodotto, l’acqua preparata con Idrolitina contiene circa 0,4 grammi di sale ogni 100 ml.

Facciamo quindi due conti.

Un litro contiene circa:

4 grammi di sale.

Mezzo litro:

circa 2 grammi di sale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti di restare sotto i 2.000 mg di sodio al giorno, equivalenti a meno di 5 grammi di sale complessivi.

Questo significa che, seguendo i valori riportati sull’etichetta, un litro di Idrolitina apporterebbe da solo circa l’80% del limite giornaliero di sale indicato dall’OMS.

Ed ecco perché la vecchia bustina cambia improvvisamente aspetto.

Non è diventata un veleno. Semplicemente, se la considerassimo l’acqua abituale e ne bevessimo uno o due litri al giorno, il contributo di sodio smetterebbe di essere marginale.

Quindi Idrolitina sì o Idrolitina no?

Per una persona sana, con pressione normale, funzione renale normale e una dieta complessivamente povera di sale, un bicchiere o una quantità occasionale di Idrolitina difficilmente rappresenta un problema particolare.

La questione cambia se diventa una bevanda quotidiana consumata in grandi quantità.

Il sale che assumiamo, infatti, non arriva soltanto dalla saliera. Pane, formaggi, salumi, prodotti confezionati, conserve, salse e piatti pronti contribuiscono già ampiamente all’apporto quotidiano di sodio. Le Linee guida italiane del CREA insistono proprio sulla necessità di contenere il consumo complessivo di sale.

Aggiungere quotidianamente diversi grammi attraverso l’acqua significa quindi consumare una parte considerevole del proprio “budget” di sodio prima ancora di sedersi a tavola.

Attenzione soprattutto a pressione alta e malattie renali

Qui la prudenza diventa più importante.

Per le persone con malattia renale cronica, le indicazioni KDIGO raccomandano generalmente un apporto di sodio inferiore a 2 grammi al giorno, equivalenti a meno di circa 5 grammi di sale, salvo specifiche situazioni cliniche nelle quali il medico può indicare diversamente.

Indicazioni analoghe vengono considerate particolarmente importanti quando malattia renale, diabete e ipertensione convivono.

Di conseguenza, chi ha:

ipertensione, malattia renale cronica, indicazioni mediche a ridurre il sodio o altre condizioni nelle quali sia stata prescritta una dieta iposodica

farebbe bene a non considerare l’Idrolitina una normale acqua da bere liberamente.

Bisogna conteggiarla nell’apporto totale di sodio.

Ed è curioso pensare che proprio ciò che per decenni abbiamo chiamato semplicemente “acqua con le bollicine” possa avere nutrizionalmente più cose da raccontare di molte bibite moderne.

E per chi ha il diabete?

L’aspetto positivo è semplice: secondo l’etichetta consultata, il prodotto preparato contiene zero zuccheri e zero carboidrati dichiarati.

Quindi l’Idrolitina non è paragonabile a una bibita zuccherata e non dovrebbe produrre di per sé un incremento glicemico significativo.

Ma diabete non significa soltanto glicemia.

Quando sono presenti ipertensione o malattia renale, condizioni relativamente frequenti nel diabete di lunga durata, torna centrale il problema del sodio.

In altre parole: “senza zucchero” non significa automaticamente “senza nulla da valutare”.

Una piccola lezione che vale anche per centinaia di altri prodotti.

Aiuta davvero la digestione?

Qui occorre separare tradizione e medicina.

La presenza del bicarbonato può far pensare immediatamente ai vecchi rimedi contro acidità e pesantezza di stomaco. Ma nell’Idrolitina il bicarbonato serve soprattutto a reagire con gli acidi presenti nella bustina producendo anidride carbonica.

Non è quindi corretto considerare automaticamente la bevanda come una terapia digestiva o come equivalente all’assunzione di bicarbonato usato a scopo antiacido.

Le bollicine, anzi, in alcune persone possono provocare gonfiore o maggiore sensazione di gas addominale, esattamente come accade con altre bevande gassate.

Se dopo averla bevuta ci sentiamo meglio, benissimo. Ma non trasformiamo una sensazione individuale in una proprietà terapeutica certificata.

Lo stomaco, del resto, è un critico gastronomico piuttosto capriccioso.

Idrolitina non significa soluzione reidratante

Altro equivoco da evitare, soprattutto d’estate.

Dal momento che contiene sodio, qualcuno potrebbe pensare che sia particolarmente indicata per reintegrare liquidi e sali dopo sudorazione intensa, diarrea o disidratazione.

Ma una soluzione reidratante orale è formulata con concentrazioni precise di glucosio ed elettroliti, studiati per favorire l’assorbimento intestinale di acqua e sodio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce infatti le ORS come specifiche soluzioni glucosio-elettrolitiche per la prevenzione e il trattamento della disidratazione da diarrea.

L’Idrolitina non è formulata per questo scopo.

Se piace, è una bevanda.

Non è una terapia reidratante.

Meglio Idrolitina o normale acqua frizzante?

Se l’obiettivo è semplicemente bere acqua con le bollicine ogni giorno, una normale acqua frizzante povera di sodiorappresenta generalmente una soluzione più semplice per chi vuole contenere l’assunzione di sale.

L’Idrolitina può invece rimanere ciò che probabilmente è sempre stata nella sua forma migliore: un piacere occasionale, un gusto particolare, quasi un rituale.

La bustina versata nella bottiglia, il frizzare improvviso, quel sapore leggermente salino.

Un piccolo Carosello chimico dentro un bicchiere.

La tradizione non deve necessariamente essere abolita ogni volta che arriva una tabella nutrizionale. Basta imparare a leggerla.

Il verdetto: sì, ma sapendo cosa si beve

Demonizzare l’Idrolitina sarebbe esagerato.

Idealizzarla come acqua salutare sarebbe altrettanto sbagliato.

Per chi è sano e la beve occasionalmente, può tranquillamente rimanere un piccolo piacere vintage.

Se però viene utilizzata per trasformare sistematicamente tutta l’acqua della giornata in acqua effervescente, il quantitativo di sodio diventa nutrizionalmente rilevante.

E per chi deve limitare il sale, soprattutto in presenza di ipertensione o malattia renale cronica, vale la pena parlarne con il medico o il dietista e considerare alternative a basso contenuto di sodio.

Perché quattro grammi di sale dentro un litro d’acqua non si vedono.

Ma il nostro organismo sa benissimo che ci sono.

Il verdetto

Idrolitina sì, se piace e viene consumata occasionalmente da una persona che non deve limitare il sodio.

Con moderazione, se diventa un’abitudine quotidiana, perché un litro di prodotto preparato secondo le indicazioni riportate nelle schede nutrizionali apporta circa 4 grammi di sale.

Da valutare con particolare attenzione in caso di ipertensione, malattia renale cronica o dieta iposodica prescritta.

Non contiene zuccheri secondo l’etichetta consultata, ma non è una soluzione reidratante e non esistono buone ragioni per attribuirle particolari proprietà terapeutiche.

La conclusione, insomma, è molto italiana: la bustina può restare. Basta non scambiarla per acqua fresca.

...

Scopri di più da Lambertini, esperienza vissuta, salute, scrittura e visioni sul presente

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

Rispondi

Naples florida. When scheduling many service when scheduling many service agreements with many different customers and perhaps even at different intervals, it can often be difficult to plan optimally.