Nello showroom di Signature Kitchen Suite a Milano, un esclusivo showcooking celebra i prodotti ittici coreani certificati K∙FISH, il marchio ufficiale del Ministero degli Oceani e della Pesca della Repubblica di Corea. Qualità, tracciabilità e sostenibilità incontrano l’estro di Fabrizio Ferrari, chef 1 stella Michelin per 15 anni, che propone due piatti pronti a conquistare il pubblico italiano: Involtini di Eomuk e Yubu con Tuna Mayo.
La cucina coreana continua a conquistare il pubblico italiano, e lo fa passando da Milano, crocevia di tendenze gastronomiche e capitale del design. Nella sede di Signature Kitchen Suite, lo chef Fabrizio Ferrari—nome di riferimento per la cucina di mare in Italia, con una lunga esperienza tra Lecco, Copenhagen, le Marche e Seoul—ha firmato uno showcooking dedicato ai prodotti ittici certificati K∙FISH, il marchio governativo coreano sinonimo di freschezza, qualità e sicurezza. Due ricette essenziali e golose, pensate per esaltare la materia prima e dialogare con la dispensa mediterranea: Involtini di Eomuk (le celebri “polpette/leaf” di pesce coreane) con pomodoro e mozzarella, e Yubu (tasche di tofu) ripiene di riso e Tuna Mayo.
L’incontro tra Corea e Italia, al centro di questa esperienza, non è solo un esercizio di stile: è un ponte culturale e gastronomico costruito sulla tracciabilità della filiera, sul rispetto del mare e sull’attenzione ai gusti contemporanei. È qui che entra in gioco K∙FISH, il primo sistema di certificazione del governo coreano pensato per garantire, anche ai mercati esteri, origine controllata, pratiche sostenibili e standard igienico-sanitari rigorosi.
K∙FISH: il sigillo che racconta mare pulito, qualità e controllo
Creato e certificato dal Ministero degli Oceani e della Pesca della Corea del Sud, K∙FISH è il primo brand nazionale di export per l’ittico coreano e tutela i consumatori grazie a una filiera trasparente: dalla cattura o allevamento fino alla distribuzione. Il simbolo del marchio—ispirato al Taegeuk—esprime tre valori chiave con i suoi colori: blu come il mare pulito, giallo come la qualità, rosso come il controllo rigoroso.
Oggi K∙FISH è registrato in 52 Paesi, tra cui Unione Europea, Stati Uniti, Cina, Giappone, ed è diventato un riferimento per chi cerca prodotti marini coreani di alta qualità. I numeri fotografano un ecosistema in crescita: 17 categorie di prodotto, 137 aziende e 440 specie certificate sono già presenti in Corea e in diversi mercati internazionali, Italia compresa.

Dove trovare K∙FISH in Italia (e a Milano)
- Negozi e supermercati asiatici specializzati (es. Il Sempreverde a Milano)
- Società di import/export di prodotti ittici (es. Pacmall)
- Amazon Italia
K∙FISH sta investendo per una distribuzione sempre più capillare sul territorio nazionale, facilitando l’accesso ai prodotti tanto alla ristorazione quanto ai consumatori domestici.
Le 17 categorie emblema del mare di Corea
La varietà è uno dei punti di forza del paniere K∙FISH. Tra le categorie più note e versatili:
- Gim / Laver (alghe): nutrienti, ricche di proteine e vitamine, ideali come snack o condimento.
- Ostriche: chiamate “latte del mare” per il contenuto di proteine, zinco e calcio.
- Abalone: mollusco pregiato, considerato un superfood per la densità nutritiva.
- Cetriolo di mare (sea cucumber): noto come “ginseng del mare”, apprezzato per le proprietà anti-aging.
- Eomuk (polpette/leaf di pesce): ricche di proteine e acidi grassi insaturi, protagoniste dello street food coreano.
- Granchio rosso delle nevi: carne dolce e proteica.
- Calamari speziati: gustosi e pronti da mangiare, naturalmente ricchi di taurina.
- Anguilla di mare: fonte di vitamina A e minerali.
- Pesci piatti (sogliola, platessa, rombo, san pietro): bianchi, magri, ricchi di omega-3.
- Tonno: proteico, a basso contenuto di grassi, cardine della cucina coreana.
- Vongole baby: con magnesio, proteine e calcio.
- Uova di pesce (roes): selezionate e lavorate con tecniche tradizionali.
- Sgombro: azzurro, con omega-3, vitamina B2 e ferro.
- Acciughe: piccole ma dense di aminoacidi essenziali e calcio.
- Alga kombu (sea tangle): fibra, minerali e acido alginico, alleata di digestione e peso.
- Capesante: tenere e dolci, simbolo di eleganza in tavola.
Accanto a queste, una linea di prodotti conservati o trasformati facilita l’uso quotidiano in cucina: dal canned & retort tuna (tonno in scatola lavorato e confezionato in Corea per massima sicurezza e lunga conservazione) alle alghe grigliate (grilled laver), fino agli snack di alghe croccanti, leggeri e saporiti. Il tonno in scatola coreano spicca per l’ampia gamma di gusti—piccante al peperoncino, con verdure, con maionese, o in salsa di fagioli neri (jajang)—così da incontrare preferenze diverse e abbinarsi a ricette creative.

Fabrizio Ferrari: un italiano nel mondo, con il mare nel cuore
Chef e patron di lungo corso, Fabrizio Ferrari ha guidato Al Porticciolo 84 a Lecco, conquistando 1 stella Michelin per 15 anni (2006–2019). Pioniere dei temi legati alla sostenibilità, è stato ambassador del Marine Stewardship Council (MSC) e nel 2016 ha ottenuto per il ristorante la prima certificazione MSC in Italia nel comparto. La sua formazione si arricchisce con esperienze in cucine iconiche: Noma a Copenhagen, Uliassi nelle Marche.
Nel 2019 si trasferisce a Seoul, dove insegna arti culinarie (Sejong University, Woosong University), partecipa a programmi TV—tra cui il food show “Culinary Class Wars” su Netflix—e divulga tecnica e cultura sul suo canale YouTube “Italy Fabri”. La sua cucina unisce contaminazioni orientali e rispetto radicale della materia prima, cercando la massima espressività del pesce con tecniche precise e leggere.
“Sono entusiasta di collaborare con K∙FISH,” racconta Ferrari. “La Tuna Mayo K∙FISH che ho utilizzato offre un equilibrio perfetto tra gusto e qualità: un esempio concreto di come valorizzare il pesce, preservandone i nutrienti ed esaltandone la versatilità.”
Showcooking a Milano: due ricette che parlano italiano… in coreano
1) Involtini di Eomuk al pomodoro e mozzarella (forno, 180 °C)
- Sbollentare brevemente gli spinaci, raffreddarli in acqua fredda, strizzarli e tritarli finemente.
- Sbollentare rapidamente le frittelle/leaf di Eomuk in acqua calda per eliminare l’olio in eccesso.
- Preriscaldare il forno a 180 °C.
- Farcire ogni frittella con spinaci e mozzarella, arrotolare e fissare con uno stecchino.
- Adagiare su pirofila con salsa di pomodoro sul fondo, cospargere con poca mozzarella e cuocere 10–15 minuti, finché dorati e gratinati.
Nota di stile mediterraneo: rifinire con olio extravergine, basilico o prezzemolo e una grattugiata di pepe. In abbinamento, una insalata di ravanello o di finocchio ne esalta la freschezza.
2) Yubu (tasche di tofu) con Tuna Mayo
- Cuocere il riso (leggermente al dente), lasciarlo intiepidire.
- Mescolare il tonno K∙FISH sgocciolato con maionese per ottenere la crema Tuna Mayo.
- Strizzare delicatamente i yubu per eliminare l’eccesso di liquido.
- Riempire ogni tasca con il riso e completare con uno strato di Tuna Mayo; compattare con delicatezza.
- Guarnire con fiocchi di alga, semi di sesamo o prezzemolo tritato e servire subito.
Idea per Milano: accompagnare con verdure croccanti (cetriolo, carota) o con una misticanza condita con aceto di riso: semplice, elegante, perfetto per un aperitivo fusion.
Perché K∙FISH parla anche italiano: qualità, sicurezza e cultura del mare
Milano è abituata a leggere i trend prima di altri. La certificazione K∙FISH risponde a tre esigenze che il pubblico italiano—consapevole e curioso—riconosce e premia:
- Tracciabilità: filiera chiara dalla cattura/allevamento alla distribuzione.
- Sicurezza alimentare: rispetto di normative coreane e internazionali.
- Standard qualitativi: mari puliti, cicli produttivi controllati, selezione rigorosa.
Per i professionisti della ristorazione (dalla trattoria contemporanea al sushi bistrot), K∙FISH significa costanza di qualità e gamma ampia per la carta: tonni a più varianti di gusto, alghe in formati diversi, pesci piatti delicati per cotture precise, sgombri e acciughe per valorizzare le ricette regionali italiane in chiave moderna. Per il consumatore domestico, significa poter contare su prodotti sicuri e versatili, facilmente integrabili nella cucina di ogni giorno.
Come riconoscere (e scegliere) K∙FISH
- Cerca il marchio con il simbolo ispirato al Taegeuk (blu/qualità del mare, giallo/qualità, rosso/controllo).
- Leggi l’etichetta: provenienza Corea del Sud, info sul lotto e sulla lavorazione.
- Scegli secondo uso: canned & retort tuna se cerchi praticità e shelf-life; grilled laver per snack e topping; Eomuk per ricette veloci e conviviali; kombu per brodi e insaporitori naturali.
- Conserva correttamente: rispetta temperature e tempi indicati; le alghe e i prodotti secchi gradiscono luoghi asciutti e al riparo dalla luce.
Milano, Lombardia, Italia: una geografia del gusto in evoluzione
Dai negozi specializzati di via Paolo Sarpi ai bistrot creativi che affollano Isola, Navigli e Porta Romana, Milano è il luogo ideale per sperimentare contaminazioni di qualità. L’arrivo (e la crescita) della gamma K∙FISH in Lombardia e in tutta Italia consolida un percorso fatto di dialogo tra culture culinarie: non si tratta di “importare” sapori esotici, ma di metterli in relazione con il nostro palato quotidiano—pomodoro, olio EVO, erbe fresche—perché il mare, qualunque sia la latitudine, parla una lingua universale.
Box ricette (riassunto operativo)
- Involtini di Eomuk: Eomuk sbollentato, spinaci e mozzarella; salsa di pomodoro; forno 180 °C / 10–15 min.
- Yubu con Tuna Mayo: riso tiepido, yubu strizzati, tonno K∙FISH + maionese, alghe/sesamo in guarnizione.
Conclusione — Un ponte blu tra due mari
Lo showcooking di Fabrizio Ferrari a Milano è la prova concreta che la cucina coreana non solo dialoga con la tradizione mediterranea, ma la arricchisce aprendo nuove possibilità creative. K∙FISH è più di un marchio: è una promessa mantenuta sulla qualità del mare, un invito a cucinare con consapevolezza e gusto, nel segno della sostenibilità.
Che siate chef, food lover o semplici curiosi, il consiglio è uno: iniziate da Eomuk e Tuna Mayo, giocate con alghe e kombu, e lasciate che il mare coreano trovi casa nelle vostre cucine italiane. Milano ha già iniziato.
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