Tra romanticismo, correnti marine e statistica, la risposta esiste, ma è meno cinematografica di quanto raccontino i tramonti.
Riassunto:
Un messaggio in bottiglia ha davvero chance di essere trovato? Sì, ma sono più basse di quanto suggerisca l’immaginario romantico. I dati disponibili parlano di probabilità modeste, influenzate da correnti, densità abitativa delle coste, distanza dalla riva e stato della bottiglia.
La risposta breve, quella che tutti cercano
Se la domanda è semplice, la risposta deve esserlo altrettanto. La probabilità che un messaggio in bottiglia venga ritrovato esiste, ma nella maggior parte dei casi è bassa. I dati raccolti in diversi progetti scientifici e storici suggeriscono che il tasso di recupero si colloca spesso fra circa il 4% e il 10%, con forti variazioni in base al luogo di rilascio, alle correnti, alla frequentazione delle coste e alla resistenza del contenitore. In alcune condizioni favorevoli può andare meglio, in mare aperto e in aree remote può invece crollare drasticamente. (Pêches et Océans Canada)
Il fascino del gesto, la durezza dei numeri
Il messaggio in bottiglia appartiene a quel genere di immagini che sembrano nate per durare. Una mano che scrive, il vetro che si chiude, il mare che decide. È una scena antica, quasi mitologica. E in effetti NOAA ricorda che le bottiglie alla deriva sono state usate per secoli, persino dagli antichi Greci, e poi dai ricercatori moderni per studiare le correnti marine. Insomma, non solo poesia, anche scienza, e pure parecchia. (Servizio Nazionale Oceano NOAA)
Ma il mare, si sa, ha il pessimo vizio di non collaborare con le fantasie umane. Una bottiglia può affondare, rompersi, venire sepolta dalla sabbia, fermarsi in una zona isolata, oppure arrivare a riva con il messaggio ormai illeggibile. Il Dipartimento canadese della pesca e degli oceani, in uno dei progetti più chiari sul tema, osserva che viene trovato solo 1 contenitore ogni 25, cioè circa il 4%, mentre tutti gli altri restano dispersi, affondano, si interrano o si degradano. (Pêches et Océans Canada)
Cosa ci dicono i progetti scientifici
Quando si vuole capire quanto sia realistico il ritrovamento di una bottiglia, conviene guardare ai progetti scientifici, perché almeno lì esistono dati. Woods Hole Oceanographic Institution racconta che lungo la costa orientale degli Stati Uniti furono rilasciate oltre 300.000 drift bottles con un messaggio di ritorno, e circa il 10% venne restituito. È una percentuale importante, ma va letta bene: si trattava di lanci organizzati, con istruzioni precise, lungo rotte studiate e con un sistema pensato per favorire la risposta di chi trovava la bottiglia. (Woods Hole Oceanographic Institution)
Un altro dato utile arriva da uno studio pubblicato su Frontiers in Marine Science sui messaggi lanciati dal progetto Students on Ice: circa il 5% delle bottiglie è stato recuperato e segnalato. Anche qui il punto decisivo è che i ritrovamenti non dipendono solo dalle correnti, ma anche da chi passa sulle coste, da quanto siano accessibili i litorali e da quante persone vivano nei luoghi di approdo. In sostanza, il mare porta, ma sono gli esseri umani a certificare il miracolo. (Frontiers)
Perché non esiste una probabilità unica
Dire “la probabilità è del 7%” sarebbe comodo, elegante, quasi da quiz televisivo. Sarebbe anche sbagliato. Non esiste una percentuale universale, perché un messaggio in bottiglia non viaggia in laboratorio, viaggia nel mondo reale. E il mondo reale è un posto dove una costa della Norvegia non è una spiaggia romagnola, dove un tratto abitato non vale un’isola remota, dove vento, stagione, maree e tipo di fondale cambiano il destino del vetro. (Frontiers)
Conta moltissimo il punto di partenza. Se una bottiglia viene affidata al mare vicino a coste frequentate, in aree attraversate da correnti favorevoli, la possibilità di arrivo aumenta. Se invece viene lasciata in zone remote, o in mare aperto, il problema non è soltanto “arrivare”, ma arrivare dove qualcuno possa notarla, raccoglierla e leggerla. Ed è qui che la densità abitativa e l’accessibilità delle coste entrano in gioco come fattori decisivi, come sottolinea anche lo studio di Frontiers. (Frontiers)
Ritrovata non significa letta, letta non significa risposta
C’è poi una distinzione sottile, ma essenziale. Una bottiglia può essere ritrovata, ma non necessariamente letta. Può essere letta, ma non necessariamente segnalata. Può essere segnalata, ma senza che il mittente venga mai rintracciato. Molti studi, infatti, misurano non la probabilità assoluta di “essere vista da occhi umani”, ma quella di essere recuperata e riportata agli organizzatori. Questo significa che la probabilità reale di un messaggio personale, senza istruzioni chiare o recapiti validi, potrebbe essere perfino più bassa dei dati più ottimistici. (Frontiers)
Tradotto in lingua non accademica, quella da passeggiata sul bagnasciuga, il destino di una bottiglia dipende da una catena di eventi improbabili. Deve restare a galla, non rompersi, non perdersi in un tratto deserto, finire in un punto accessibile, essere vista, incuriosire qualcuno, essere aperta, risultare leggibile. Già solo arrivare fin lì è un piccolo romanzo. (Pêches et Océans Canada)
Allora, conviene provarci?
Dal punto di vista romantico, il gesto conserva un fascino intatto. Dal punto di vista pratico, no, non è una strategia affidabile per far arrivare un messaggio. E dal punto di vista ambientale la questione oggi è ancora più delicata: NOAA ricorda esplicitamente che gettare oggetti in mare significa creare marine debris e richiama il fatto che questo tipo di abbandono viola norme statunitensi e internazionali. Il mare non è una casella postale, per quanto il tramonto faccia sembrare il contrario. (Servizio Nazionale Oceano NOAA)
Se si vuole salvare la poesia senza disturbare l’oceano, esistono alternative più civili e meno colpevoli. Si può scrivere una lettera da conservare nel tempo, creare una capsula dei ricordi, affidare a un progetto educativo autorizzato il tema della deriva marina, oppure usare il messaggio in bottiglia come metafora narrativa. Che, in fondo, è forse la sua forma migliore. Perché certe cose non devono per forza arrivare lontano per essere vere. A volte basta che arrivino giuste.
In sintesi
La probabilità che un messaggio in bottiglia venga ritrovato non è zero, ma è bassa. I dati disponibili mostrano tassi di recupero che vanno da circa il 4% al 10% nei progetti monitorati, con differenze legate a correnti, coste frequentate, condizioni meteo e integrità del contenitore. In breve, può accadere, ma non bisogna aspettarselo come esito probabile. Il messaggio in bottiglia resta una splendida immagine dell’immaginazione umana, meno un metodo affidabile di comunicazione, più un atto di fiducia verso il caso. (Pêches et Océans Canada)
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