Un nuovo strumento sviluppato dall’Università del Colorado Boulder identifica riviste scientifiche ingannevoli che minacciano la credibilità della ricerca globale.
Nel mondo della ricerca scientifica la credibilità è tutto. Eppure, la diffusione di riviste predatorie continua a minare le fondamenta della conoscenza. Queste pubblicazioni, che spesso si presentano con nomi altisonanti e siti curati, aggirano il processo di revisione paritaria per chiedere agli autori cifre consistenti in cambio della pubblicazione dei loro lavori, senza alcuna reale verifica di qualità.
Un nuovo studio pubblicato su Science Advances e guidato dal professor Daniel Acuña dell’Università del Colorado Boulder, ha sviluppato un sistema di intelligenza artificiale capace di identificare automaticamente riviste sospette. L’IA analizza siti web, comitati editoriali e persino la qualità linguistica dei contenuti per segnalare possibili anomalie.
L’esperimento ha esaminato oltre 15.200 riviste open access, segnalando inizialmente 1.400 testate. Dopo una revisione umana, più di 1.000 riviste sono state classificate come discutibili. Una cifra allarmante, che conferma quanto già denunciato anni fa dal bibliotecario Jeffrey Beall, il primo a parlare di “riviste predatorie”.
Queste pubblicazioni colpiscono in particolare i ricercatori in Paesi dove le pressioni per pubblicare sono fortissime, come India, Cina e Iran. Con promesse di revisione rapida dietro pagamento, in realtà offrono soltanto una “vetrina” online, priva di valore scientifico.
Lo strumento sviluppato da Acuña non è ancora pubblico, ma punta a diventare un “firewall per la scienza”, capace di proteggere l’accademia dalla diffusione di dati errati. Tuttavia, lo stesso autore mette in guardia: l’IA può fare da filtro iniziale, ma la valutazione finale resta responsabilità degli esperti umani.
In un’epoca in cui la scienza è spesso messa in discussione da fake news e disinformazione, fermare l’avanzata delle riviste predatorie è una sfida fondamentale. Perché, come ricorda Acuña, “nella scienza non si parte da zero: si costruisce sempre sulla base del lavoro altrui. Se crollano le fondamenta, crolla l’intera impresa”.
Hashtag
#RivistePredatorie #FakeScience #IntelligenzaArtificiale #PeerReview #OpenAccess
Scopri di più da Lambertini, esperienza vissuta, salute, scrittura e visioni sul presente
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



