L’OMS lancia l’allarme: epidemia di colera, malnutrizione infantile e sfollamenti di massa aggravano la crisi umanitaria, mentre la guerra civile continua a devastare il Paese.
Il Sudan è oggi il palcoscenico di una tragedia a più volti. Da luglio dello scorso anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato quasi 100.000 casi di colera in tutto il Paese, un’epidemia che si somma alla fame dilagante e agli sfollamenti di massa provocati da una guerra civile che non concede tregua.
Dal 15 aprile 2023, il Sudan è dilaniato da una feroce lotta di potere tra il capo dell’esercito Abdel Fattah al-Burhan e Mohamed Hamdan Daglo, leader delle Forze di Supporto Rapido. Gli scontri hanno già provocato decine di migliaia di vittime e costretto milioni di persone a fuggire dalle proprie case.
“La violenza incessante ha portato a fame, malattie e sofferenze diffuse”
— Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale OMS
Il colera, infezione intestinale acuta che si diffonde attraverso acqua e cibo contaminati, ha colpito tutti gli stati del Paese, compresa la capitale Khartoum. Nonostante le campagne di vaccinazione orale abbiano ridotto i nuovi casi, l’OMS avverte che la sorveglianza sanitaria è fragile e i progressi rischiano di svanire.
Le recenti inondazioni, che hanno devastato ampie aree del Sudan, minacciano di peggiorare la fame e favorire nuove ondate di colera, malaria, dengue e altre malattie infettive.
Fame estrema e malnutrizione infantile
La crisi alimentare raggiunge livelli disperati. Dalla città assediata di El-Fasher, nel Darfur settentrionale, arrivano notizie di famiglie costrette a nutrirsi con mangime per animali per sopravvivere. Secondo le stime, quest’anno circa 770.000 bambini sotto i cinque anni soffriranno di grave malnutrizione acuta.
Nei primi sei mesi del 2025, i centri nutrizionali sostenuti dall’OMS hanno curato oltre 17.000 bambini gravemente malnutriti con complicazioni mediche. Tuttavia, migliaia di altri restano fuori dalla portata degli aiuti, bloccati da combattimenti, strade interrotte e mancanza di risorse.
Il quadro finanziario è drammatico: l’OMS ha ricevuto meno di un terzo dei fondi necessari per fornire assistenza sanitaria urgente in Sudan.
Un’emergenza che non si fermerà senza pace
Il messaggio dell’OMS è chiaro: finché la violenza continuerà, ci saranno più fame, più malattie e più sfollati. In Sudan, la crisi umanitaria non è un’emergenza isolata, ma il risultato di un intreccio letale tra guerra, epidemie e collasso delle infrastrutture di base.
La comunità internazionale è chiamata non solo a inviare aiuti, ma a sostenere un cessate il fuoco duraturo che apra la strada alla ricostruzione e alla salvezza di milioni di vite.
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