woman in black sports bra runningPhoto by Andrea Piacquadio on <a href="https://www.pexels.com/photo/woman-in-black-sports-bra-running-3764154/" rel="nofollow">Pexels.com</a>

Dimentica i miti da bar: la corsa non distrugge le ginocchia, le fortifica. E non è mai troppo tardi per cominciare, anche a sessantacinque anni suonati.

Sei convinto che correre sia una condanna per le ginocchia? Bene, preparati a rivalutare tutto.
Perché no, correre non rovina le ginocchia. Anzi, le tempra. Le tonifica. Le educa a sopportare carichi sempre più efficienti, come un buon maestro zen che trasforma lo sforzo in virtù.

Certo, la corsa è un’attività ad alto impatto. Ogni falcata imprime sulle articolazioni una forza di due o tre volte il peso corporeo. E sì, le ginocchia sono le prime a farsene carico. Ma non sono fragili fiori da serra. Sono ingranaggi progettati per il movimentocostruiti per resistere, adattarsi, rafforzarsi.

Il corpo è fatto per muoversi

Pensare che la cartilagine si consumi come la suola di una scarpa è un’idea antica quanto il burro di cacao sulle escoriazioni. Il corpo non è un insieme di pezzi che si usurano, ma un sistema vivo, dinamico, plastico.
La cartilagine del ginocchio si riduce leggermente durante la corsa, è vero. Ma torna come nuova qualche ora dopo, e questo processo aiuta i nutrienti a penetrare meglio, rafforzandola nel tempo.

Numerosi studi dimostrano che i corridori hanno cartilagini più spesse e ossa più dense rispetto ai sedentari. E – sorpresa delle sorprese – hanno anche un minor rischio di sviluppare osteoartrite. Esatto: più si corre, più si proteggono le articolazioni.

Ma non è troppo tardi per cominciare?

Domanda legittima. Ma la risposta è un sonoro: no, non è mai troppo tardi.
Uno studio del 2020 ha mostrato che persino gli over 65 possono intraprendere con successo esercizi ad alto impatto, come il salto pliometrico. Se salti funzionano, vuoi che non funzioni qualche chilometro a ritmo leggero?

Ovviamente, la gradualità è la chiave. Comincia con sessioni brevi: cammina, poi alterna con qualche minuto di corsa. Niente maratone al primo giorno, a meno che tu non sia Forrest Gump.

Perché allora si sente dire che la corsa fa male?

Perché le statistiche sugli infortuni fanno rumore. Circa il 50% dei runner subisce un infortunio ogni anno. Ma attenzione: la corsa non è il colpevole, è la gestione scorretta del carico.
Troppa fretta, troppi chilometri, troppi giorni senza recupero: è questo che spezza, non la corsa in sé.

In pratica: non è la corsa che rompe, sei tu che non ti ascolti.

Come correre senza farsi male

Per iniziare bene e proseguire meglio:

  • Aumenta il chilometraggio lentamente, massimo 2 km in più a settimana
  • Mangia a sufficienza: i muscoli hanno fame, non correre a stomaco vuoto e non lesinare sui nutrienti
  • Assumi abbastanza calcio e vitamina D: le ossa non si costruiscono con l’aria
  • Prova a correre sull’erba: meno impatto, più morbidezza

Conclusione

In un mondo dove tutto invecchia troppo in fretta, le ginocchia resistono. Non sono fragili come ci hanno fatto credere. Sono forti, resilienti, vive.
E ogni passo, ogni corsa fatta con testa e pazienza, è un investimento nella tua salute futura.

Dunque, che tu abbia venti o settant’anni, allaccia le scarpe e vai. Le tue ginocchia ti ringrazieranno. E anche il tuo cuore. E forse anche l’umore.


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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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