Google risponde al posto nostro. Che futuro resta ai blog indipendenti?
La mia domanda sorge spontanea proprio oggi, a due anni esatti dalla ripartenza del blog che state consultando: lambertini.net.
Premessa
L’11 agosto l’Alliance de la Presse d’Information Générale francese ha chiesto all’autorità antitrust di intervenire contro le sintesi generate dall’IA di Google. Gli editori sostengono che fornire direttamente la risposta nella pagina dei risultati sottragga visite e ricavi alle testate che hanno prodotto le informazioni utilizzate.
E non è soltanto una guerra tra giganti. Un recentissimo studio su un panel rappresentativo di 900 adulti statunitensi ha osservato che, quando compare una AI Overview, i clic sulle fonti citate sono rarissimi, circa l’1% delle visite alle pagine con AI Overview. Gli autori trovano inoltre meno clic complessivi e più sessioni terminate direttamente sulla pagina dei risultati. È un preprint, quindi prudenza nell’interpretazione, ma il segnale è importante.
Venendo al piccolo blog
Per vent’anni Internet ha funzionato secondo un patto abbastanza semplice: qualcuno produce contenuto, il motore lo indicizza, il lettore arriva alla fonte. L’IA rischia di modificare il contratto: il contenuto resta necessario, il clic potrebbe non esserlo più.
Questa esemplificazione la tocco con mano proprio nel mio piccolo in questi ultimi cinque anni dove, a fronte di una continuità solida e ricca di contenuti informativi da parte mia, ho visto una erosione e e balia degli accessi e del traffico visitatori/lettori del blog.
La domanda più interessante è: cosa deve offrire un blog che un riassunto automatico non può facilmente sostituire? Esperienza, voce autoriale, fonti primarie, analisi, territorio, comunità, opinioni riconoscibili. Paradossalmente l’IA potrebbe rendere nuovamente prezioso ciò che il blogging aveva all’inizio: una persona riconoscibile dietro le parole.
Infine
Queste condizioni sono la scommessa da vincere per restate presente in rete, senza perdite di alcun tipo, e per farlo il mio cronoprogramma prevede dal luglio scorso tagli netti su costi derivati da plugin e app, servizi SEO legati allo sviluppo del blog. Se a luglio dell’anno prossimo il bilancio non sarà almeno in pareggio procederò anche alla chiusura di questo blog e relativi canoni di web hosting, per migrare completamente su piattaforme gestite, tipo Substack,
Non c’è approfondimento, informazione libera senza responsabilità e ovunque sia la casa dove ti trovi deve fondarsi su queste basi.
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