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Una ricerca internazionale dimostra come chi soffre di mal di schiena cronico non affronti solo dolore e disabilità, ma anche un rischio maggiore di sviluppare malattie gravi come cardiopatie, artrite, diabete e tumori.

Mal di schiena, un dolore che pesa su corpo e società

Il mal di schiena è spesso liquidato come un disturbo comune, inevitabile segno dell’età o conseguenza di posture sbagliate. In realtà, le cifre raccontano una storia molto più grave. È una delle principali cause di disabilità al mondo, responsabile di miliardi di giornate lavorative perse e di un peso enorme per i sistemi sanitari.

Sedersi, alzarsi, camminare, dormire: gesti quotidiani diventano ostacoli. Non si tratta solo di dolore fisico, ma di una condizione che logora nel profondo. E la ricerca più recente dimostra che il mal di schiena non arriva mai da solo: spesso spalanca la porta ad altre malattie, alcune delle più gravi che conosciamo.


Lo studio: chi soffre di mal di schiena è più esposto a malattie croniche

Un team internazionale di ricercatori, guidato dal professor Rafael Zambelli Pinto dell’Università di Tecnologia di Sydney, ha pubblicato sul Brazilian Journal of Physical Therapy uno studio che fa riflettere.

I dati arrivano dall’Indagine Nazionale sulla Salute del Brasile del 2019: quasi 90.000 persone coinvolte, con circa il 20% che ha dichiarato di soffrire di mal di schiena cronico. Un numero simile a quello registrato nei Paesi ad alto reddito, segno che il problema riguarda tutto il mondo.

Il confronto tra chi soffre e chi no è stato netto:

Il quadro che emerge è chiaro: il mal di schiena è un segnale che va oltre la colonna vertebrale.


Un problema di salute pubblica globale

Secondo l’Australian Institute of Health and Welfare, circa quattro milioni di australiani soffrono di problemi alla schiena. Tra gli over 45, tre su quattro hanno comorbilità, cioè altre patologie croniche che si sommano al dolore muscoloscheletrico.

Il risultato è un peggioramento significativo della qualità della vita: chi convive con mal di schiena e artrite ha più del doppio delle probabilità di avere gravi limitazioni nello svolgere attività quotidiane rispetto a chi non presenta questa doppia condizione.


Perché mal di schiena e malattie croniche vanno a braccetto

Gli esperti sottolineano che non basta limitarsi a dire “male alla schiena = più malattie”. Il legame è complesso e probabilmente multifattoriale. Ci sono fattori di rischio comuni che creano un terreno fertile:

  • inattività fisica;
  • obesità;
  • stress cronico;
  • disturbi del sonno.

Questi elementi non solo aumentano il rischio di sviluppare mal di schiena, ma sono anche connessi a malattie cardiovascolari, diabete e depressione. Una sorta di circolo vizioso che alimenta la sofferenza su più fronti.


Un approccio nuovo alla cura: non solo antidolorifici

Tradizionalmente il mal di schiena viene trattato come un problema ortopedico o neurologico. Ma la ricerca invita a un cambio di prospettiva: guardare oltre la colonna vertebrale.

Lo studio suggerisce di sviluppare percorsi di cura interdisciplinari, in cui fisioterapisti, medici di base, cardiologi, reumatologi e psicologi lavorino insieme. L’obiettivo non è solo ridurre il dolore, ma prevenire e gestire in modo più efficace le comorbilità.

“Non si tratta solo della schiena – spiega il dottor Zambelli Pinto – ma della salute complessiva della persona, della sua indipendenza e qualità di vita.”


Il peso economico e sociale del dolore cronico

Il mal di schiena non è un problema privato di chi ne soffre. Ogni anno, in Europa come in Italia, miliardi di euro vengono spesi tra cure, assenze dal lavoro e pensioni di invalidità. Un disturbo che potrebbe sembrare banale si rivela in realtà un enorme freno alla produttività e un costo per i sistemi sanitari pubblici.

Ecco perché il tema non riguarda solo i pazienti, ma l’intera società: investire in prevenzione e in approcci integrati alla cura significa ridurre la spesa e migliorare la qualità della vita di milioni di persone.


Prevenire si può: i consigli pratici

Se il mal di schiena cronico è spesso intrecciato con altre patologie, allora prevenire diventa fondamentale. Gli esperti suggeriscono di:

  • mantenersi fisicamente attivi con esercizi regolari e adeguati;
  • controllare il peso corporeo;
  • curare il sonno, evitando orari irregolari e uso eccessivo di schermi;
  • gestire lo stress con tecniche di rilassamento, meditazione o supporto psicologico;
  • non trascurare i controlli medici periodici.

Sono abitudini che sembrano semplici, ma che possono davvero spezzare il circolo vizioso tra dolore cronico e malattie sistemiche.


Uno sguardo all’Italia

Nel nostro Paese il mal di schiena è tra i disturbi più segnalati negli ambulatori di medicina generale. Secondo dati dell’ISTAT, circa il 25% degli italiani sopra i 15 anni ha dichiarato di aver sofferto di lombalgia nell’ultimo anno.

Con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche, il tema è destinato a diventare ancora più urgente. Servono strategie nazionali che promuovano la prevenzione e la riabilitazione, puntando a ridurre il ricorso a farmaci e interventi invasivi.


Conclusione: un dolore che non va ignorato

Il mal di schiena cronico è molto più di un fastidio. È un segnale che il corpo lancia, un campanello d’allarme che richiama l’attenzione su un rischio più ampio: quello delle malattie croniche.

Ignorarlo significa trascurare non solo il dolore, ma anche la possibilità di prevenire patologie gravi come infarto, diabete o tumori.

Per questo serve un cambio culturale: smettere di considerare il mal di schiena come un inevitabile compagno di vita e iniziare a trattarlo come parte di una visione globale della salute.


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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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