Estratto

Le relazioni aperte incuriosiscono sempre di più, ma dietro l’immagine patinata di una libertà senza limiti si nasconde una realtà molto più complessa. Chi le vive racconta che non basta eliminare l’esclusività sessuale per cancellare gelosia, paure e insicurezze. Anzi, spesso serve comunicare molto di più rispetto a una relazione tradizionale.

Il mito della libertà assoluta

Per alcuni rappresentano il futuro delle relazioni, per altri sono destinate inevitabilmente al fallimento. Le relazioni aperte continuano a dividere l’opinione pubblica, alimentando discussioni sui social e nei forum online.

Ma cosa succede davvero quando una coppia decide di aprire la propria relazione?

Le testimonianze raccolte in diverse community internazionali restituiscono un quadro molto meno stereotipato di quanto si immagini. Non emergono né il paradiso della libertà assoluta, né l’inferno della gelosia permanente. Piuttosto, si delinea un territorio fatto di equilibrio delicato, regole condivise e una quantità sorprendente di dialogo.

La parola chiave è consenso

Il primo elemento che accomuna quasi tutte le esperienze positive è uno solo: il consenso.

Una relazione aperta non coincide con un tradimento tollerato. Al contrario, funziona soltanto quando entrambe le persone desiderano realmente questo tipo di rapporto e partecipano alla definizione delle regole.

Molti raccontano di avere stabilito limiti molto precisi:

  • niente amici comuni;
  • nessun coinvolgimento sentimentale;
  • obbligo di raccontarsi tutto;
  • oppure, al contrario, accordo di non condividere alcun dettaglio.

Non esiste un regolamento universale. Ogni coppia costruisce il proprio.

La comunicazione diventa un lavoro quotidiano

Uno degli aspetti che sorprende di più riguarda il tempo dedicato al confronto.

Molti partecipanti raccontano che una relazione aperta richiede molte più conversazioni rispetto a una monogama.

Si parla di emozioni, paure, aspettative, limiti e cambiamenti.

Qualcuno scherza dicendo che “l’agenda è piena di riunioni di coppia”.

Dietro l’ironia si nasconde una verità interessante: senza comunicazione continua, gli accordi rischiano di sgretolarsi rapidamente.

La gelosia non sparisce

Uno dei luoghi comuni più diffusi sostiene che chi sceglie una relazione aperta non provi gelosia.

Le testimonianze raccontano esattamente il contrario.

La gelosia continua a esistere. Cambia soltanto il modo di affrontarla.

Molti descrivono questo sentimento come un campanello d’allarme che invita a interrogarsi su bisogni, insicurezze e aspettative personali.

Non sempre, però, questo percorso riesce.

“Qualcuno finisce sempre per soffrire”

È forse la frase più ricorrente.

Non necessariamente perché il modello sia sbagliato, ma perché gli esseri umani sono imprevedibili.

Può capitare che uno dei partner sviluppi sentimenti per un’altra persona.

Può succedere che uno viva l’esperienza con entusiasmo mentre l’altro inizi a sentirsi escluso.

Oppure che gli equilibri cambino nel tempo.

Molti raccontano che l’apertura della coppia ha funzionato per anni prima di smettere di essere compatibile con le esigenze di entrambi.

Anche le relazioni tradizionali non sono semplici

Un’altra osservazione ricorrente è che nessun modello garantisce automaticamente la felicità.

Anche le coppie monogame affrontano tradimenti, incomprensioni, separazioni e delusioni.

La differenza, secondo alcuni partecipanti, non riguarda tanto il numero delle persone coinvolte quanto la qualità della comunicazione e il rispetto reciproco.

È una riflessione che invita a superare le contrapposizioni ideologiche.

La ricerca scientifica cosa dice?

Negli ultimi anni la psicologia ha iniziato a studiare con maggiore attenzione la non monogamia consensuale, categoria che comprende relazioni aperte, poliamore e altre forme di accordo relazionale.

Le ricerche suggeriscono che, quando sono realmente consensuali, queste relazioni possono raggiungere livelli di soddisfazione, fiducia e benessere comparabili a quelli delle coppie monogame.

Ciò che sembra fare la differenza non è tanto la struttura della relazione quanto alcuni ingredienti fondamentali:

  • comunicazione aperta;
  • fiducia reciproca;
  • consenso continuo;
  • gestione dei conflitti;
  • rispetto dei confini concordati.

Naturalmente la ricerca presenta ancora limiti e non permette di affermare che un modello sia “migliore” dell’altro.

Non è una soluzione ai problemi della coppia

Su questo punto le testimonianze sono quasi unanimi.

Aprire una relazione già in crisi raramente rappresenta una cura.

Se mancano fiducia, rispetto o dialogo, coinvolgere altre persone tende ad amplificare i problemi esistenti invece di risolverli.

Molti consigliano di affrontare prima le difficoltà della coppia e solo eventualmente valutare, insieme e senza pressioni, se la non monogamia consensuale rispecchi davvero i desideri di entrambi.

Più che un modello, una responsabilità

Forse la lezione più interessante che emerge da queste esperienze è che nessuna relazione funziona con il pilota automatico.

Che sia monogama, aperta o poliamorosa, ogni coppia vive grazie alla qualità della fiducia costruita giorno dopo giorno.

Le etichette raccontano poco. Molto di più raccontano l’onestà, la capacità di ascoltarsi e il coraggio di riconoscere quando un equilibrio non esiste più.

Perché, alla fine, la domanda non è quale modello sia giusto per tutti.

La vera domanda è quale relazione permetta alle persone coinvolte di vivere con autenticità, rispetto e serenità reciproca.

In sintesi

Le relazioni aperte non sono sinonimo né di libertà senza conseguenze né di inevitabile fallimento. Le esperienze di chi le vive mostrano che possono funzionare, ma richiedono un livello elevatissimo di consenso, comunicazione e fiducia. La gelosia non scompare, i sentimenti possono cambiare e nessun accordo elimina la complessità delle relazioni umane. Più che la forma della coppia, sembra essere la qualità del rapporto a determinarne la solidità.

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Di Roberto Lambertini

Roberto Lambertini è nato a Bologna il 4 settembre 1961. Fin da giovane è stato appassionato di lettura, libri e informazione.

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