In Europa quasi una persona su dieci oltre i 70 anni soffre di demenza. Studi recenti dell’ETH di Zurigo dimostrano che i giochi di fitness cognitivi non solo migliorano memoria e qualità della vita, ma producono persino cambiamenti strutturali nel cervello.
In Europa, quasi una persona su dieci sopra i 70 anni convive con la demenza. Un dato che, con l’aumento dell’aspettativa di vita, potrebbe addirittura triplicare entro il 2050. Una condizione che lentamente erode ciò che ci rende unici: i ricordi, l’autonomia, la capacità di affrontare le sfide quotidiane.
Per anni la medicina ha inseguito una cura farmacologica definitiva, ma con risultati parziali: i nuovi farmaci rallentano la progressione dell’Alzheimer solo nelle fasi iniziali e restano destinati a una ristretta platea di pazienti. È qui che la ricerca ha aperto un sentiero alternativo, sorprendente e a basso rischio: gli exergame.
Cosa sono gli exergame
Si tratta di videogiochi che combinano esercizio fisico e stimolazione cognitiva. Non servono controller complessi: basta un pannello a pavimento che registra i movimenti dei piedi e uno schermo che propone compiti da svolgere. Ad esempio, ricordare una lista della spesa e poi spostarsi a destra o sinistra a seconda che l’oggetto mostrato fosse incluso o meno.
Un’attività che allena attenzione, memoria e orientamento spaziale, le prime funzioni che la demenza tende a compromettere. Al termine della sessione, i partecipanti praticano anche esercizi di respirazione controllata per stimolare il nervo vago e potenziare ulteriormente l’efficacia dell’allenamento.
Gli studi dell’ETH
Un team di ricercatori dell’ETH di Zurigo, guidato da Patrick Manser e dal professor Eling D. de Bruin, ha testato per 12 settimane un programma di allenamento con exergame su un gruppo di anziani con lieve deterioramento cognitivo, età media 73 anni.
I risultati parlano chiaro:
- Miglioramenti cognitivi e mnemonici significativi rispetto al gruppo di controllo, che invece mostrava un peggioramento.
- Maggiore lucidità e sicurezza nella vita quotidiana, dai piccoli acquisti alle conversazioni.
- Cambiamenti strutturali nel cervello, rilevati tramite risonanza magnetica: aumento del volume dell’ippocampo e del talamo, regioni chiave della memoria, oltre a benefici nella corteccia cingolata e prefrontale.
Un dato che colpisce: i ricercatori hanno misurato queste trasformazioni dopo appena tre mesi di allenamento, segno dell’enorme plasticità cerebrale anche in età avanzata.
Una finestra sul futuro
Gli exergame non promettono miracoli, ma offrono uno strumento concreto e accessibile per rallentare il declino cognitivo, migliorando al contempo la qualità della vita. Studi più estesi, della durata superiore a tre mesi, sono già in programma per valutare se questa metodologia possa persino ritardare l’insorgenza della demenza.
In attesa che la scienza confermi il potenziale a lungo termine, gli exergame si presentano oggi come una risorsa preziosa per anziani, famiglie e professionisti della salute. Una tecnologia che restituisce movimento, memoria e speranza, laddove la malattia spesso sembra togliere tutto.
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